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Edward Dando, il ladro più affamato di sempre

L’Arsenio Lupin delle osterie e taverne: questo era in pratica Edward Dando. Costui è diventato famoso per essere il ladro più affamato della storia. C’è chi ruba per avidità, chi ruba ai ricchi per dare ai poveri, chi per mettersi alla prova… e chi per abbuffarsi.

Edward Dando, ladro per golosità

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Edward Dando nacque fra il XIX e il XX secolo, in Inghilterra. Di professione cappellaio, quando arrivò intorno ai 20 anni perse il lavoro. Rimasto senza un soldo, decise che chiedere la carità e gli aiuti destinati ai poveri non facevano per lui. Rubare, invece, era perfettamente lecito.

Ma non si mise a rubare soldi direttamente. No: in pratica iniziò ad andare in taverne, locande, pub e bancarelle di cibo per consumare i pasti senza poi pagare il conto. Da Londra al Kent, nessun posto dove si poteva mangiare era al sicuro dalla sua fame pantagruelica.

Dando fece di questa tipologia di furto un vero e proprio lavoro. Il primo episodio noto è quello del 1826, ma nei sei anni successivi continuò a fare dentro e fuori dalle prigioni proprio a causa di questa sua abitudine. Dando mangiava un po’ di tutto, ma preferiva le ostriche (all’epoca erano un alimento base per i poveri essendo molto economiche). Tuttavia non disdegnava bere birra, mangiare bistecche e cipolle, prosciutto, manzo, burro e tè.

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Crediti foto: @Wikimedia Commons

E anche quando finiva in carcere si manteneva in allenamento rubando il pane ai compagni di cella. Tanto che dovettero metterlo in isolamento. Ogni volta che era scarcerato, andava subito nell’osteria più vicina per mangiare a scrocco e poi andarsene via, senza pagare.

Ci fu una volta in cui, il giorno stesso in cui era stato rilasciato, si mangiò qualcosa come 156 ostriche, ben guardandosi dal pagare il conto. E quello era il secondo pasto della giornata: in un altro locale aveva mangiato ostriche per un valore di circa 4 scellini.

Finì in carcere, ma quando uscì decise di replicare l’impresa, senza battere però il suo record: riuscì a mangiare solamente 132 ostriche prima che il venditore si accorgesse della sua truffa. Alla fine la sua reputazione si sparse, tanto che una delle tante volte in cui finì in tribunale, il magistrato disse all’albergatore che lo aveva denunciato che avrebbe dovuto far pagare Dando prima di somministrargli cibo e bevande: la sua fama lo precedeva.

ostriche

Ma non tutti i giudici che incrociò sul suo cammino furono così clementi, tanto che qualcuno, oltre che per furto, lo condannò anche per ubriachezza molesta e vagabondaggio. Come finì? Con il colera: mentre nel 1832 si trovava in prigione, contrasse il colera e spirò.

Fra l’altro prima di morire si era lamentato del fatto che tutti avevano travisato le sue imprese, sostenendo di essere riuscito a mangiare al massimo 30 dozzine di ostriche. E non si pentì mai di ciò che aveva fatto, dichiarando: “Mi rifiuto di morire di fame in una terra di abbondanza”.