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Eris, la non proprio amatissima dea della discordia della mitologia greca

Non tutte le divinità greche erano universalmente amate. E questo sia dall’umanità che dalle altre divinità. È facile essere amati quando si è Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, quando si è Apollo, il dio del sole e della musica o quando si è Atena, dea della saggezza e della guerra. Ma quando si è Eris, dea della discordia, è tutto un altro discorso.

Chi era Eris, la dea della discordia?

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Crediti foto: @Altes Museum, Public domain, via Wikimedia Commons

Eris era la dea della discordia nella mitologia greca, mentre la sua controparte romana era Discordia, per l’appunto. Era una divinità dall’indole spietata, amava i conflitti e le guerre, traendo piacere dagli scontri fra gli uomini (e gli dei). Lo stesso Omero parla di lei come di una “piccola cosa all’inizio” che cresce poi fino a “colpire i cieli”.

Omero arriva anche a definirla la “signora del dolore” vista la sua abilità nel seminare odio fra gli uomini. Secondo Esiodo, invece, Eris aveva un’altra natura oltre a quella più violenta: quella della competizione. Questo lato di Eris stimolava gli uomini a superare i propri limiti, ottenendo risultati che la loro pigrizia gli avrebbe reso impossibile da raggiungere.

C’era comunque anche chi la considerava una sorta di protettrice dell’umanità, consentendo a ogni uomo di cimentarsi in una battaglia per salvare se stesso dopo la morte. Era anche venerata come protettrice dalla distruzione finale dell’universo.

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Crediti foto_ @Katolophyromai, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Origini di Eris – Ci sono diversi miti che parlano della sua origine. Secondo Omero, è la sorella minore di Ares. In quanto tale sarebbe figlia di Zeus ed Era. Per Ovidio, invece, Eris nacque dalla sola Era, la quale la concepì toccando un fiore. Esiodo ritiene che sua madre fu la Notte, la quale la concepì da sola, mentre per Igino sarebbe figlia della Notte e di Erebo.

Seguendo quest’ultima teoria, ecco che Eris sarebbe nata prima degli Olimpi. Si ritiene che suoi fratelli siano Moros, il destino avverso; Ker, la morte violenta; Tanato, la morte; Ipno, il sonno, gli Oneroi, divinità dei sogni; Momo, la colpa; Oizys, la miseria; Nemesi, la vendetta; Apate, l’inganno; Philotes, l’amicizia; Geras, la vecchiaia; le Esperidi, le ninfe guardiane del giardino dei pomi d’oro. Una famiglia allegra, non c’è che dire.

Per Igino altri suoi fratelli e sorelle sono anche Letum, la dissoluzione; Lysimele, l’affetto; Epifrone, la prudenza; Styx, l’odio; Eufrosine, la benevolenza; Porfirione, un Gigante; Epafo, un principe d’Egitto; Continenza; Petulanza; Misericordia.

Secondo quanto riferito da Esiodo, poi, Eris ebbe parecchi figli: Disnomia, la disobbedienza alle leggi; Ate, l’errore; le Makhai, spiriti delle battaglie; Ponos, il travaglio; Lethe, l’oblio; Limos, la fame; Algos, i dolori; Isminai, i combattimenti; Fonoi, gli omicidi; Androktasiai, le stragi; Neikea, i litigi; Pseudo-logoi, le bugie; Amfilogie, le dispute; Horkos, il giuramento.

Pare anche che le Erinni la aiutarono durante il parto di Horkos.

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Crediti foto: @J. M. W. Turner, Public domain, via Wikimedia Commons

Miti – Non ci sono miti veri e propri incentrati su Eris. Pur essendo una divinità, infatti, compare con ruoli secondari in altri miti. Di sicuro quello più noto in cui compare è quello relativo alla mela d’oro della discordia. Eris, arrabbiata per essere stata esclusa dal banchetto nuziale di Peleo e Teti, decise di vendicarsi. Sulle prime pensò di scagliare i Titani contro gli Olimpi per detronizzare Zeus, ma poi decise di agire in maniera più sottile.

In pratica fece rotolare nel bel mezzo del banchetto una mela d’oro presa dal giardino delle Esperidi dichiarando che era destinata alla più bella fra le invitate. Afrodite, Atena ed Era si candidarono subito al ruolo. Zeus si guardò bene dal decidere (per non scatenare infinite beghe famigliari) e così demandò la scelta a Paride. E sappiamo come finì questa storia: Paride scelse Afrodite, la quale gli aveva promesso che avrebbe avuto la donna più bella del mondo. Il che portò al rapimento di Elena che scatenò la guerra di Troia.

Sempre durante la guerra di Troia, poi, vediamo Zeus inviarla più volte sul campo di battaglia per incitare i combattenti in ambo gli schieramenti. Tuttavia Eris qui appare ancora più sanguinaria rispetto al fratello Ares, rimanendo a gioire della morte anche quando le altre divinità sono già tornate sull’Olimpo.

Sempre durante la guerra di Troia fu lei a forgiare l’alabarda con cui combattè l’amazzone Pentesilea, figlia di Ares. Un mito racconta poi che comparve in sogno a Dioniso, fingendosi Rea, in modo da rimproverare l’ozioso dio e spingerlo a riprendere la sua battaglia contro il re dell’India, invogliandolo con la visione della sua prossima ascesa all’Olimpo. Sappiamo anche che aiutò Efesto a forgiare la collana di Armonia e che si intromise nella storia dei Sette contro Tebe.

Durante la battaglia di Tifone contro Zeus divenne l’ancella di Tifone, mentre Zeus aveva al suo fianco Nike. Eris intervenne anche durante la ricerca del vello d’oro. All’epoca il vello era in mano a Tieste, cosa che gli avrebbe permesso di diventare re di Micene a discapito di Atreo, l’altro pretendente al trono. Ma Zeus tifava per Atreo e così fece promettere a Tieste che avrebbe ceduto il trono se il sole avesse cambiato il suo corso.

Poi Zeus inviò Eris da Elio, il dio del sole. La dea mise il sentiero della sera sotto gli zoccoli del cavallo dell’alba. Così il sole, arrivato a metà della volta celeste, invertì il suo corso.