Se nella vita Thomas Midgley avesse fatto il lattaio, il guardiano dello zoo o lavorato in ufficio, il mondo oggi sarebbe un posto migliore; certamente più pulito, questo sì. Ovvio, è un’affermazione maliziosa, ma non scevra di verità. Il chimico e inventore statunitense è spesso al centro di una critica, plausibile solo se contestualizzata. Di lui si è detto che “ha avuto sull’atmosfera un impatto superiore a quello di qualsiasi altro singolo essere vivente nella storia della Terra”. Parole dure, durissime anzi. Su quale ragionamento storico si basano tuttavia? Siamo qui per scoprirlo.

Il geniale ma controverso inventore nasce a Beaver Falls, Pennsylvania, il 18 maggio 1889. Avere le idee era nel genoma di famiglia: suo padre, un britannico negli States, fu pioniere degli pneumatici per le automobili; suo nonno materno invece fu l’ideatore della sega a denti temprati. Thomas crebbe dunque in una famiglia della borghesia colta statunitense. Sebbene fosse un grande appassionato di chimica, studia e si laurea in ingegneria meccanica nel 1911.
Inizia a lavorare nel secondo decennio del Novecento a stretto contatto con Charles F. Kettering, padre dei registratori di cassa e successivamente uomo al vertice della General Motors. Non proprio uno qualunque. Midgley accumula esperienza prima di entrare a far parte del team Delco, compagnia specializzata nell’industria automobilistica. Per capirci: dobbiamo dire grazie alla Delco se le automobili si accendono tramite elettricità.
Nel 1919 la compagnia viene assorbita dalla già citata General Motors. Il nostro uomo approda alla mega azienda di Detroit e per questa trova una soluzione al problema della detonazione nei motori a benzina. Quale problema? Semplice, la combustione incontrollata della benzina rispetto all’accensione comandata dalla candela generava brutti rumori e vibrazioni dannose per il motore.

Thomas Midgley fece bene i compiti a casa e dopo aver provato a miscelare la benzina con l’etanolo (buono, ma troppo costoso), optò per il piombo tetraetile. Inutile dire che appena l’additivo entrò in commercio, si scatenò un putiferio. La critica più aspra fondava la propria ragion d’essere sulla tossicità del piombo (i Romani garantiscono). Nel frattempo la Ethyl – azienda creata ad hoc per produrre il piombo tetraetile – rispose alle accuse con delle dimostrazione pratiche. Midgley in persona si versò la soluzione sulle mani e inalò vapori della stessa per ribadire l’innocuità del prodotto.
In pochi anni l’Ethyl fece affari d’oro, vendendo tantissimo negli Stati Uniti ed espandendosi in tutto il mondo. Ah, Midgley palesò brutti sintomi da avvelenamento da piombo e alcuni lavoratori dell’azienda, fra quelli entrati in contatto con la sostanza, morirono in circostanze non del tutto chiarite.
Aspettate, perché non finisce qui. Risale agli anni ’30 il contributo del chimico al perfezionamento industriale di frigoriferi e condizionatori da interno. Sempre per una succursale della General Motors, Thomas Midgley e il mentore Charles F. Kettering studiarono dei composti da sfruttare come refrigeranti. Era oltremodo necessario, soprattutto per due motivi, uno economico e l’altro relativo alla sicurezza: economico, dato che il business era in rapidissima crescita; sicuritario, perché dal primo dopoguerra i frigoriferi funzionavano grazie a biossido di zolfo e/o cloruro di metile. Tossico il primo, infiammabile il secondo.

Il duo propose l’utilizzo del CFC (che sta per cloro-fluoro-carburi, ma è una semplificazione, poiché il composto esatto fu dicloro-difluoro-metano; per comodità diremo CFC). Sembrava la soluzione perfetta, vista la sua scarsa pericolosità e il suo essere ignifugo. Bombolette spray e altri oggetti con gas pressurizzato si avvalsero dell’invenzione.
Ci sono degli aspetti di queste due invenzioni che ho volutamente tralasciato ma che, se avete colto il senso dell’articolo, avrete sicuramente subodorato. Sto parlando naturalmente dei lati negativi. L’antidetonante piombo tetraetile miscelato alla benzina, più semplicemente “benzina al piombo“, si è rivelato essere, grazie a decenni di analisi approfondite, studi e ricerche medico-scientifiche, un male per l’essere umano e per il pianeta in toto.
Forse già lo sapete, visto che si tratta di una conoscenza abbastanza comune, ma lo ribadisco per pignoleria. Il corpo umano tende ad assimilare il piombo come sostituto del calcio nei denti e nelle ossa. Il metallo riesce anche ad intaccare i tessuti nervosi. Studi campionari condotti sulla popolazione americana negli anni ’70, particolarmente esposta al piombo, rivelò come l’alta concentrazione del metallo nel sangue portasse ad una degradazione del quoziente intellettivo, a disturbi dell’attenzione o intoppi nello sviluppo dei bambini. A cascata si riscontravano comportamenti antisociali e propensione alla violenza. Poi l’emissione del piombo tramite gas di scarico è un masterpiece dell’inquinamento terrestre.

I CFC forse fanno anche peggio. Se sulla pericolosità del piombo qualche sentore si aveva già da secoli, sui composti refrigeranti non ricadde alcun sospetto. Negli anni ’30 non potevano saperlo, ma i CFC liberati nell’atmosfera reagiscono con l’ozono, trasformandolo in ossigeno. Eh sì, vado a parare proprio lì: è il buco nell’ozono. Il fenomeno che non lascia filtrare i raggi UV è dannoso per tutti, dalle specie vegetali a quelle animali, per l’Antartico così come, conseguentemente, per la Terra.
Thomas Midgley non è riuscito a vivere abbastanza per osservare gli effetti disastrosi delle sue invenzioni. La poliomielite e un incidente casalingo alquanto sospetto hanno reciso la sua vita nel 1944. Ad oggi gli aggettivi che meglio inquadrano il suo operato da genio sono due: brillante e controverso.




