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altari romani

Quale era il confine settentrionale dell’Impero Romano? A dircelo sono questi altari trovati in Scozia

Quelli che vedete in foto sono due spettacolari altari romani. Ritrovati in Scozia, realizzati in pietra e dedicati al dio Mitra, sono riemersi dal forte romano di Inveresk, nell’East Lothian. Ma la loro importanza non deriva solamente dalla loro bellezza. Il fatto è che potrebbero ridefinire ciò che sappiamo dei confini settentrionali dell’Impero Romano.

Che rapporto c’è fra questi altari e il confine dell’Impero Romano?

altari romani
Crediti foto: @Duncan McGlynn / National Museums Scotland

A dire il vero il ritrovamento di questi altari è datato 2010. Nel 2016, poi, furono acquisiti dal National Museum of Scotland. Tuttavia solo adesso saranno esposti al pubblico, per la prima volta in assoluto. Questi altari risalgono al 140 d.C. circa. In quel periodo l’esercito romano rioccupò la Scozia meridionale sotto la guida dell’imperatore Antonino Pio, creando una nuova linea di frontiera lungo il Vallo di Antonino.

Finora in Scozia gli archeologi non avevamo mai ritrovato altari similari. Un tempo rappresentavano il cuore del tempio più settentrionale finora noto dedicato al dio Mitra (questa divinità misteriosa era alquanto apprezzata dai soldati romani). Mitra era il centro di una religione segreta riservata solamente agli uomini e incentrata sull’eterna lotta fra Bene e Male, fra Luce e Tenebre.

I devoti celebravano Mitra in templi sotterranei chiamati, con molta fantasia, ma a scanso di equivoci, Mitrei. E proprio questi altari erano il fulcro di questi templi, caratterizzati da sale alquanto buie.

altari
Crediti foto: @Duncan McGlynn / National Museums Scotland

L’aver trovato in zona questi altari fornisce la prova che il culto di Mitra era diffuso in Britannia a metà del II secolo, ben prima dunque di quanto indicato in altre testimonianze della zona. Fra l’altro i due altari sono mirabili sia dal punto di vista della qualità che della conservazione.

Un altare è dedicato al dio del sole, Sol ed è stato creato con l’apposito intento di poter essere illuminato dal retro, in modo che il viso e la corona radiosa in stile aureola che circonda il capo del dio potessero brillare nell’oscurità.

Inoltre questo altare è anche abbellito con sculture raffiguranti le quattro stagioni, un simbolo dello scorrere del tempo. Il secondo altare, invece, è dedicato a Mitra ed è decorato con simboli di altre divinità associate alla luce, fra cui Apollo. Inoltre sono presenti anche un grifone, una lira e due corvi, elementi tipici di questa religione.

altare scozia
Crediti foto: @Duncan McGlynn / National Museums Scotland

Tutti e due gli altari furono dedicati a Gaio Cassio Flaviano, un centurione romano che si pensa fosse il comandante del forte di Inveresk. A seguito dei restauri, però, è emerso un altro dettaglio intrigante. Sugli altari, infatti, sono residuate tracce di pigmento. Questo indica che tali altari, in origine, erano dipinti con colori a tinte vivaci. Purtroppo, però, il passare del tempo ha scolorito questi manufatti.

La scoperta di questi altari a Inveresk potrebbe indicare che il Vallo di Adriano non fosse esattamente il confine settentrionale definitivo dell’Impero Romano. In realtà i Romani fecero diverse incursioni in Scozia e il Vallo Antonino, situato più a nord, funse anche da frontiera a un certo punto. In tal senso Inveresk, in quel periodo, era una base costiera di approvvigionamento per l’esercito romano.