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Le TAC di queste mummie egizie rivelano che il mal di schiena era compagno di questi sacerdoti

Il mal di schiena è una vecchia conoscenza dell’umanità. Tanto che anche queste mummie egizie ne soffrivano. O meglio: quando erano ancora in vita, ne soffrivano i sacerdoti a cui appartengono queste mummie. A svelare le malattie di cui soffrivano tali mummie sono state scansioni TAC ad alta risoluzione.

Mummie egizie col mal di schiena: succede anche questo

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Crediti foto: @Ricardo Carrasco III/ Keck Medicine dell’USC

I radiologi del Keck Medicine della USC, sfruttando la TAC, hanno creato modelli digitali 3D dettagliati di due antichi sacerdoti egizi vissuti più di 2mila anni fa. Hanno così scoperto che uno soffriva di una forma di degenerazione spinale compatibile con lombalgia cronica, mentre l’altro presentava un grave deterioramento dell’anca.

Le mummie in esame sono quelle di Nes-Min, morto intorno al 330 a.C. a 40 anni circa e di Nes-Hor, morto intorno al 190 a.C., a circa 60 anni. Partiamo da Nes-Min: la TAC ha rivelato la presenza di un collasso delle vertebre lombari, un quadro clinico che suggerisce una forma di usura legata all’età e a una forma cronica.

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Crediti foto: @Ricardo Carrasco III/ Keck Medicine dell’USC

Summer Decker, responsabile dell’imaging 3D preso Keck Medicine della USC, ha spiegato che questa tipologia di danno indica un tipo di dolore cronico e persistente che affligge molti di noi ancora al giorno d’oggi. Decker ha anche notato una piccola anomalia, assai intrigante. Le immagini, infatti, mostrano “segni di utensili” sulle ossa, dei piccoli forellini che non sembrano essere naturali. L’ipotesi è che si possa trattare di una qualche forma di intervento per alleviare il dolore.

Nel caso di Nes-Hor, invece, la TAC ha evidenziato problemi dentali e un’anca estremamente deteriorata. Il danno all’anca era così grave da aver reso difficile per il sacerdote camminare senza aiuti. Questa scoperta è interessante perché rivela dettagli della vita quotidiana di questi sacerdoti: uno soffriva di dolori persistenti alla schiena (forse imputabili anche al suo lavoro?), mentre l’altro aveva difficoltà a camminare. Si tratta di dettagli che solitamente non sono inclusi nelle iscrizioni, ma che solo l’esame di denti, vertebre e ossa possono rivelare.

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Crediti foto: @Ricardo Carrasco III/ Keck Medicine dell’USC

Ma come hanno fatti i ricercatori ha realizzare il loro modello 3D? Semplice (o quasi). In pratica la TAC crea “sezioni” trasversali che possono poi essere sovrapposte in ricostruzioni 3D dettagliate. In tal modo i ricercatori possono esaminare denti, ossa e altre strutture senza rischiare di dover danneggiare i resti mummificati. Più la TAC è ad alta risoluzione, più i modelli 3D riescono a mostrare dettagli molto piccoli.