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Chi era questo “gigante” scoperto in un’antica sepoltura vichinga?

Un mistero aleggia su questa antica fossa di sepoltura vichinga trovata vicino a Cambridge, in Inghilterra. Oltre al fatto che nella fossa c’erano diversi resti umani, ecco che uno di essi ha destato parecchie perplessità. Non solo era un “gigante”, alto circa 1,9 metri, ma sul cranio presentava un foro da trapanazione ormai guarito.

La misteriosa sepoltura vichinga con il “gigante”

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Crediti foto: @Università di Cambridge

La fossa comune in questione è riemersa durante alcuni scavi didattici organizzati dall’Università di Cambridge a Wandlebury, un forte dell’età del Ferro che sorgeva su una collina a sud della città. La fossa funeraria in questione misurava circa quattro metri per un metro e, al suo interno, erano presenti i resti di minimo dieci persone. Questo almeno, secondo il conteggio dei teschi.

Fra l’altro si trattava di scheletri soprattutto di uomini giovani. Gli archeologi hanno spiegato che, verso la fine del IX secolo, l’area di Cambridge era una sorta di “zona di frontiera”. Il che voleva dire che qui c’erano continui scontri fra le forze anglosassoni e quelle vichinghe.

Una Grande Armata vichinga, inoltre, saccheggiò Cambridge a metà degli anni Settanta dell’800. La regione finì sotto il controllo dei Vichinghi almeno fino all’inizio del X secolo.

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Crediti foto: @David Matzliach / Cambridge Archaeological Unit

Le analisi al radiocarbonio, hanno dimostrato che i resti fanno parte dell’era Vichinga. Solo che non erano presenti corredi funerari, motivo per cui saranno necessari ulteriori studi per capire se quei resti fossero vichinghi, sassoni o una popolazione mista coinvolta nel conflitto.

Uno scheletro in particolare, però, sta facendo arrovellare i ricercatori. Il soggetto è un giovane adulto, di età forse compresa fra i 17 e i 24 anni. La sua altezza di quasi 1,9 metri era straordinaria per l’epoca. Considerate, infatti, che in quel periodo l’altezza media maschile era di 1,65 metri.

Oltre all’altezza inusuale, poi, anche il suo cranio presentava un’anomalia. Era visibile un foro di circa 3 centimetri, contornato da osso con segni chiari di guarigione. Quel tipo di foro era compatibile con la metodica della trapanazione, una sorta di antesignana procedura chirurgica che non sempre permetteva al paziente di sopravvivere.

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Crediti foto: @Cambridge Archaeological Unit / David Matzliach/ Università di Cambridge

Tuttavia il fatto che intorno al foro fossero presenti dei segni ossei di guarigione, indica che quest’uomo riuscì a sopravvivere all’intervento. Almeno, per un po’ di tempo. La dottoressa Trish Biers, curatrice delle Collezioni Duckwoth a Cambridge, ha fornito una plausibile spiegazione sia per l’altezza che per il foro.

Magari l’uomo soffriva di un tumore all’ipofisi che causava un eccesso di produzione di ormone della crescita. Questo avrebbe spiegato sia l’altezza insolita, sia la necessità della trapanazione. Fra gli effetti di questo eccesso di ormone della crescita, infatti, ci sarebbero anche mal di testa cronici.

Infine c’è un altro dettaglio della fossa di Wandlebury che rende inquietante tutta la faccenda: i resti sono molto variegati. Oltre a essere presenti quattro scheletri completi, nella fossa c’erano anche delle teste mozzate, delle gambe impilate e altre parti del corpo disarticolate.

Non è dunque ben chiaro se questa fosse davvero una sepoltura di battaglia. Potrebbe anche essere stata una fossa per le esecuzioni e punizioni pubbliche.

C’è anche chi ha ipotizzato come le parti del corpo smembrate possano essere state usate come trofei prima di essere raccolte e gettate in un secondo momento nella fossa comune.