Storia Che Passione
tomba tutankhamon

Attenzione: la tomba di Tutankhamon è a rischio crollo

Brutte notizie arrivano dalla Valle dei Re. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Heritage Science (afferente a Nature), ecco che la tomba di Tutankhamon è a severo rischio crolli. Il professore Sayed Hemeda del Dipartimento di conservazione del patrimonio architettonico dell’Università del Cairo, infatti, ha rilevato diversi problemi di integrità strutturale che mettono a serio rischio la tomba.

Puntellate la tomba di Tutankhamon!

tomba tutankhamon
Crediti foto: @EditorfromMars

Più di un secolo fa Howard Carter mise piede per la prima volta nella tomba di Tutankhamon (con o senza annessa maledizione, a voi la scelta). Purtroppo però questo sito funerario risalente a 3.300 anni fa è sempre più fragile e afflitto da danni strutturali che rischiano di distruggerlo.

La tomba, infatti, presenta parecchie crepe, le rocce appaiono rovinate a causa dell’umidità e le pitture murali sono sempre più sbiadite. E tutto per colpa di diversi fattori ambientali che, nel corso degli ultimi decenni, ne stanno accelerando il deterioramento.

Secondo quanto riferito anche dall’Independent, sul soffitto della camera funeraria e in quello dell’ingresso si è formata una crepa profonda, la quale ha sua volta ha dato vita a diverse fessure. Da qui l’acqua piovana è così riuscita a penetrare in profondità nella struttura.

Le continue infiltrazioni d’acqua hanno aumentato i livelli di umidità dell’ambiente, creando un habitat favorevole alla crescita di funghi che stanno progressivamente distruggendo le pareti dipinte.

Pare che tutto sia iniziato nel novembre del 1994. All’epoca piogge torrenziali si riversarono sulla Valle dei Re. Il che causò inondazioni improvvise che letteralmente sommersero l’antica necropoli sotto acque piene di limo.

Proprio da qui iniziò il degrado della sepoltura. In realtà anche altre tombe hanno subito lo stesso destino, ma la situazione è particolarmente grave nella camera funeraria di Tutankhamon visto che si trova all’interno della formazione rocciosa di scisto di Esna, assai instabile di suo.

valle dei re
Crediti foto: @ Vyacheslav Argenberg

Lo scisto di Esna è una roccia sedimentaria assai diffusa nella Valle dei Re. Si caratterizza per l’avere proprietà uniche, unite a problematiche assai particolari. Questa roccia, infatti, tende a espandersi e contrarsi parecchio a seconda delle variazioni di umidità. Il che la rende particolarmente inadatta a supportare strutture sotterranee.

Inoltre le acque alluvionali hanno eroso diversi strati rocciosi in tutta la valle, indebolendo le fondamenta strutturali di parecchie tombe egizie. Fra l’altro la tomba di Tutankhamon si trova proprio in uno dei punti più bassi della valle, scavata come è direttamente nella roccia del wadi.

Non è certo la prima volta che la valle è stata inondata. Nel corso dei millenni la zona è stata colpita da inondazioni più e più volte, visto anche che, nella parte centrale della valle, sfociano i letti di almeno sette torrenti attivi. Inoltre antiche inondazioni alla fine della XVIII dinastia seppellirono parecchie tombe sotto metri di detriti. Il che in effetti le protesse dai ladri di tombe, ma non dall’umidità e dai danni causati dall’acqua.

Ma ci sono anche altre considerazioni da fare. Non solo le rocce circostanti rischiano di crollare sulle tombe, ma la tomba di Tutankhamon è particolarmente vulnerabile in quanto il sepolcro, con le sue quattro camere principali, in origine non era destinato a ospitare la famiglia reale. Probabilmente la morte prematura e inaspettata di Tutakhamon spinse le autorità dell’epoca a riadattare frettolosamente questo sepolcro.

tutankhamon tomba maschera
Crediti foto: @Mark Fischer, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Ma le piccole dimensioni della tomba unite alla fretta di organizzare la sepoltura fecero sì che il sepolcro fosse privo dei rinforzi presenti nelle tombe faraoniche di maggiori dimensioni. Per tutti questi motivi archeologi ed esperti stanno chiedendo a gran voce interventi urgenti per prevenire crolli a dir poco catastrofici.

Purtroppo, come sottolineato da Hawash, nonostante la Valle dei Re sia patrimonio mondiale dell’UNESCO sin dal 1979, manca del tutto una cultura di prevenzione: le strutture di gestione delle crisi esistono e sono in grado di monitorare i rischi in maniera scientifica, ma non ci sono piani per reagire. Anzi, come ha dichiarato a Independent Arabia, “reagiamo solo dopo che il disastro si è verificato”.