Quello che vedete nelle immagini è Thot. Nella mitologia egizia era il dio della sapienza, della scrittura, della magia, del tempo, della matematica e della geometri (quindi è a lui che bisogna rivolgere le proprie preghiere durante i compiti in classe). Era anche il patrono degli scribi e spesso era raffigurato sotto forma di ibis sacro. Questo quando non era raffigurato come un babbuino.
Chi era Thot nella mitologia egizia?

Thot, scritto anche come Thot, Toth o Theuth per gli antichi Greci, era una divinità antica. Era presente già durante il periodo predinastico ed era originario del terzo distretto del Basso Egitto, quello con capitale Damanhur. Il centro del suo culto, però, fu Ermopoli, la capitale del 15esimo distretto dell’Alto Egitto. Qui si sbizzarrirono a raffigurarlo come ibis, toro e cinocefalo.
Proprio a Ermopoli era considerato una delle divinità creatrici del mondo. Era una divinità lunare, ma era anche associato al sole morto.
Era anche associato al culto della dea Seshat, altra divinità (sua controparte) che aveva il compito di scrivere i nomi e le imprese dei morti sulle foglie dell’albero ished. In quanto dio della luna era considerato il sostituto di Ra, visto che di notte non c’è il sole, ma c’è la luna. Era anche il signore delle stelle e sovrintendeva al corso delle stelle. Sempre in tale veste era anche il patrono del tempo.
In alcune tradizioni, invece, Thot era sposato con Heket, la dea-rana e la sua compagna Seshat. In veste di inventore della scrittura e patrono degli scribi, ecco che divenne il “segretario” del dio Ra, di cui si diceva fosse il figlio, nato dalle sue labbra. Altri miti, invece, dicevano che fosse figlio di Horo o che si fosse creato da solo e che poi, sotto forma di ibis, avesse poi deposto quell’uovo cosmico che conteneva tutta la creazione.
Quando si trovava nella Duat, invece, il mondo dei morti, ecco che aiutava Osiride a giudicare le anime dei morti. Era anche un abile mago e patrono della magia, come Iside. Conosceva segreti di cui gli altri dei non erano a conoscenza ed era l’autore del Libro di Thot, quello che permetteva ai defunti di salvare la propria anima nell’aldilà.
Nei miti era colui che aiutava le altre divinità. Per esempio, favorì la storia d’amore fra Geb, il dio della terra e Nut, la dea del cielo, andando contro il volere del dio del sole Ra. Anzi, aiutò anche la dea a partorire.
Ma aiutò anche Iside a salvare Horus quando uno scorpione velenoso punse il piccolo, portandolo sull’orlo della morte. In questo caso udì le urla disperate della dea mentre si trovava al timone della barca celeste che trasportava Ra.

Thot arrivò a fermare la barca: in questo modo bloccò il tempo, dando così l’opportunità alla dea di salvare il figlio. Successivamente fu Thot a guarire l’occhio che Seth strappò al nipote Horus. Per tale motivo era anche considerato il patrono degli occhi.
Infine si schierò anche dalla parte di Horus durante il processo che vide contrapposto il figlio di Osiride e Iside allo zio Seth. Ra propendeva per dare il trono dell’Egitto al più adulto Seth, mentre quasi tutti gli altri dei sostenevano Horus in quanto figlio di Osiride, il precedente regnante. Ra spingeva per Seth, ma a quel punto Thot si intromise facendo notare che, prima di decidere, avrebbero dovuto capire chi avesse torto.

Ra si arrabbiò perché Thot lo aveva contraddetto, ma alla fine si accorse della malvagità di Seth e accettò di seguire il consiglio di Thot: sarebbe stato Osiride a giudicare il processo dagli inferi. E ovviamente a ottenere il trono fu Horus. Facendo un paragone con le divinità greche, invece, era spesso associato con Ermes o con Ermete Trismegisto.




