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Bass Rock, ovvero Alcatraz, ma in versione scozzese

Avete presente Alcatraz? Ecco, adesso immaginatela appoggiata su un antico vulcano dalle scogliere quasi verticali, che sorgono sopra l’acqua. Sulla terraferma, poi, in mezzo a un prato che più verde non si può, metteteci delle tipiche rovine scozzesi. Quello che avete immaginato, è realtà: si tratta di Bass Rock, l’Alcatraz della Scozia.

Anche Bass Rock era una prigione?

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Bass Rock è un’isola che potete avvistare dalle spiagge di North Berwick, in Scozia. Si erge dalle acque color grigio acciaio del Firth of Forth e, con un po’ di nebbia, sembra proprio una fortezza spettrale che galleggia in mezzo al mare.

L’isola di per sé è quanto rimane del nucleo indurito di un antico vulcano, caratterizzato da scogliere quasi verticali che si levano per 107 metri sopra l’acqua. Fu James Hutton, un geologo scozzese, che giù nel corso del XVIII secolo stabilì che quella roccia era una forma di intrusione ignea.

Sappiamo anche che il primo colono noto fu il santo cristiano Baldred, noto come l’Apostolo dei Lothian. Baldred, che forse potete conoscere col nome di Balthere di Tyninghame, divenne abate della Northumbria nell’East Lothian durante l’VII secolo. Fu sempre lui a fondare un monastero a Tyninghame e poi anche un eremo a Bass Rock.

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Durante il Medioevo, poi, ci si rese conto delle potenzialità dell’isolotto, soprattutto a livello difensivo. Così qualcuno costruì qui un primo castello, ma non si sa esattamente chi. Solamente successivamente, nel corso del XV secolo, l’isola divenne una prigione.

E nel XVII secolo i Coventanter, ovvero i presbiteriani scozzesi che si opponevano al controllo reale sulla Chiesa, vennero confinati.

Bass Rock era la prigione perfetta. Qui si era tagliati fuori da tutto: non c’era modo di fuggire. E l’isolamento era parte stessa della punizione. Non c’erano fonti di cibo sull’isola. E neanche sorgenti di acqua dolce. I prigionieri dipendevano in tutto e per tutto da quello che i carcerieri portavano dalla terraferma.

A volte le vettovaglie arrivavano da così lontano che, quando arrivavano a destinazione, ormai erano deteriorate. I prigionieri dovevano sopportare celle umide, venti marini costanti e un ambiente dove non c’erano ripari dalle intemperie. Scappare era pura utopia. Anche ipotizzando di riuscire a fuggire dalle guardie (il Conte di Montecristo docet), ecco che l’isolotto era circondato da correnti violente che fungevano da barriera mortale.

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Come successe poi ad Alcatraz alcuni secoli dopo, la reputazione di Bass Rock divenne tale che anche solo la minaccia di essere spediti lì a volte bastava a far desistere i criminali più incalliti.

In realtà ci fu una volta in cui i prigionieri ebbero una discutibile vittoria. Dal 1691 al 1694 quattro prigionieri giacobiti lì incarcerati riuscirono a conquistare la prigione, riuscendo a contrastare le forze governative per ben tre anni.

E oggi? Beh, l’isola, nonostante riceva diversi visitatori, è ormai territorio delle sule. E dei loro richiami continui. Qualcuno, dunque, alla fine è riuscito a conquistarla.