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Scacchi online? La prima partita si giocò nel lontano 1844

Scacchi online? La prima partita si giocò nel lontano 1844

Col subentro del terzo millennio sul secondo, giocare a scacchi è diventato possibile a prescindere dal luogo in cui ci si trova e dal tempo che ognuno ha a propria disposizione. Pensate agli scacchi online, per i quali basta un telefono, una connessione a internet che non faccia troppe bizze e un’applicazione adatta ai gusti di chi la scarica. Se le cose stanno così, allora come riusciamo a spiegarci il fatto che la prima partita di scacchi a distanza si sia giocata nel 1844?

Scacchi online? La prima partita si giocò nel lontano 1844

Nel senso, questa cosa accadeva mentre nel mondo si osservavano le conseguenze della Prima guerra dell’oppio, la rete ferroviaria in Europa e Stati Uniti si estendeva con una velocità sempre maggiore, Marx ed Engels si incontravano a Parigi, e in Italia i fratelli Bandiera davano sfogo al loro tentativo insurrezionale in chiave patriottica. Nel frattempo, qualcuno pensava di poter giocare a scacchi online? Sembra una bufala, ma se capiamo che il termine “online” non è da intendere come si fa oggi, nel XXI secolo, allora tutto diventa più immediato e comprensibile.

Per comprenderne la portata bisogna collocare l’episodio nel contesto della rivoluzione telegrafica. Tra il 1836 e il 1837 Samuel F. B. Morse aveva perfezionato il suo telegrafo elettrico. Grazie anche al sostegno politico, nel 1844 si inaugurò la prima linea sperimentale tra Washington e Baltimora, lunga circa 60 chilometri. Pochi mesi dopo, una partita di scacchi – certamente un qualcosa di meno solenne ma altrettanto simbolico – avrebbe messo alla prova la nuova tecnologia. Il merito fu del Washington Chess Club di Baltimora e della sua voglia di stare al passo con i tempi.

La scelta del gioco, attenzione, non fu per niente casuale. Gli scacchi presentavano una struttura perfettamente compatibile con la trasmissione simbolica. Mi spiego meglio: ogni mossa poteva essere codificata e ricostruita a distanza, senza che si cadesse in chissà quale ambiguità.

scacchi online telegrafo elettrico

Con un piccolo aggiustamento di carattere tecnico, ideatori del quale furono Alfred Vail (stretto collaboratore di Morse) e Henry J. Rogers, si poté tentare una prima partita a scacchi a distanza. Per i più curiosi, il sistema funzionava nel seguente modo: gli ideatori presero i 64 quadrati della scacchiera e li associarono a numeri specifici, trasformando così ogni mossa in una sequenza sintetica di cifre. In questo modo si riducevano al minimo i fraintendimenti lungo i cavi di rame, spesso soggetti a interferenze o interruzioni.

La partita procedette per centinaia di mosse – si parla di 686 trasmissioni complessive – sotto l’occhio vigile degli operatori, che controllavano costantemente l’intensità del segnale. Come è naturale che sia, i problemi tecnici furono all’ordine del giorno. Anzitutto danni di tipo meccanico e umidità influirono sull’integrità dei cavi sotterranei. Per questo si optò per installazioni aeree, spesso lungo le linee ferroviarie.

scacchi online 1844 Baltimora

Il Congresso aveva finanziato il progetto anche con l’intento di dimostrare al pubblico le potenzialità della nuova tecnologia. In pratica la partita di scacchi divenne una forma di spettacolo scientifico, capace di rendere tangibile l’idea di una comunicazione istantanea tra città distanti. Da allora il legame tra scacchi e innovazione tecnologica non si è più spezzato.