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peste akhetaton

La peste di Akhetaton? Forse un mito storico

Una recente ricerca pubblicata sull’American Journal of Archaeological potrebbe appena aver ribaltato le conoscenze in merito alla peste di Akhetaton. Da decenni, infatti, gli studiosi sostengono che una pestilenza terribile abbia causato l’abbandono in massa di Akhetaton, la capitale costruita dal faraone Akhenaton. Ma adesso, questo studio, sostiene che, forse, tale pestilenza in realtà non si sia mai verificata. In pratica sarebbe un falso storico.

Peste di Akhetaton sì o no?

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Crediti foto: @Institute for the Study of the Ancient World

Lo studio in questione ha analizzato sia i resti scheletrici provenienti da 889 sepolture, sia diversi dati archeologici urbani. Il risultato? Riassumendo molto: ci sono pochissime prove a sostegno della reale esistenza di tale epidemia.

In effetti, a ben pensarci, la teoria della peste era emersa soprattutto da testi antichi e non da prove concrete. Alcune preghiere Ittite contro la peste risalenti alla fine del XIV secolo a.C. parlavano di un’epidemia devastante che, forse, si era originata dai prigionieri di guerra egiziani.

Anche le Lettere di Amarna, un insieme di corrispondenza diplomatica, cita epidemie in città come Megiddo, Biblo e Sumur. Curiosamente, però, nessuna di queste fonti parla mai esplicitamente di un’epidemia ad Akhetaton.

Lo studio realizzato dalla dottoressa Gretchen Dabbs e dalla dottoressa Anna Stevens è andato oltre le fonti egittologiche, concentrandosi soprattutto sui dati provenienti da Amarna. Poi hanno messo a confronto i dati derivanti dall’analisi archeologica e bioarcheologica con alcuni recenti lavori che, sempre in ambito archeologico, hanno permesso di creare una struttura di riferimento per quanto riguarda i modelli relativi a una città colpita da un’epidemia.

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Crediti foto: @Olaf Tausch

Ebbene: i modelli derivanti da Akhetaton non erano sempre congrui con i modelli di riferimento. Fra il 2005 e il 2022 gli scavi effettuati in quattro cimiteri che circondano Akhetaton, nello specifico il Cimitero delle Tombe del Sud, il Cimitero delle Scogliere del Nord, il Cimitero del Deserto del Nord e il Cimitero delle Tombe del Nord, hanno permesso di riportare alla luce i resti scheletrici di 889 soggetti.

Questi resti mostravano diversi indicatori di stress, fra cui anche il ritardo nella crescita, traumi spinale e malattie degenerative a carico delle articolazioni. Tuttavia tali indicatori erano indice delle condizioni di vita gravose e dei carichi di lavoro estremi che pesavano sulle spalle degli abitanti della città. Cosa ancora più importante, però, è che questo stress non era correlato a una malattia epidemica. Anzi: i marcatori di malattie relative a epidemie infettive erano molto rari. Per esempio la tubercolosi era presente solamente i 7 individui su 889.

Secondo dettaglio da non trascurare: le pratiche di sepolture. Ad Akhenaton, infatti, tali pratiche erano ordinate, non caotiche e frettolose come ci si aspetta durante un’epidemia. I corpi erano avvolti in tessuti e stuoie, salvo poi essere collocati in bare fatte di stuoie e sepolti insieme ai corredi funerari. Il che suggerisce che questa sepoltura non era fatta in fretta e furia a causa dell’alto numero di vittime.

Un’anomalia particolare è poi emersa dal Cimitero delle Tombe del Nord. Qui circa la metà delle tombe conteneva più persone e la popolazione sepolta aveva un’età compresa fra i 4 e i 24,9 anni. Ma anche in questo caso è possibile che questo fosse solamente un cimitero dedicato ai giovani lavoratori e non alle vittime di un’epidemia. Anche l’analisi demografica ha dimostrato che i tassi di mortalità rientravano nei range previsti per una città dell’epoca di quelle dimensioni.

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Crediti foto: @Museo Egizio di Berlino, Public domain

Oltre ai cimiteri, pure la città stessa nega una possibile narrazione dell’epidemia. L’abbandono di Akhetaton sembra essersi svolto in maniera sistematica e ordinata, non precipitosa. Le prove archeologiche hanno dimostrato una continua attività di costruzione e manutenzione durante tutta l’occupazione della città. Inoltre non c’erano segni di progetti edilizi interrotti o di un prematuro degrado strutturale, tipici invece delle città colpite dalle epidemie.

La città ha registrato un’occupazione minore e continua anche dopo la morte di Akhenaton, il che indica uno spopolamento graduale. Ma se Akhetaton non fu abbandonata a causa di una epidemia, perché gli abitanti se ne andarono dopo il controverso regno di Akhenaton? Forse l’abbandono fu dovuto più che altro a motivi religiosi e politici, una sorta di rigetto del culto monoteista di Aton, la divinità del disco solare.