Storia Che Passione
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Thanatos, l’oscuro dio greco della morte

Gli antichi Greci avevano una pletora di divinità associate alla morte e all’aldilà. Sappiamo che Ade era il sovrano degli Inferi e dunque sarebbe logico pensare che fosse lui il dio della Morte. E invece no: Ade era il re degli Inferi, ma il dio che presiedeva alla morte era Thanatos.

Chi era Thanatos?

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Crediti foto: @John William Waterhouse

Parafrasando un po’ si potrebbe parlare di “Cinquanta sfumature di morte”. Indubbiamente Thanatos era una divinità minore, meno nota rispetto al più famoso Ade. Questo forse anche per via della discendenza famigliare. In fin dei conti Ade era pur sempre il fratello di Zeus, il sovrano dei cieli e il signore degli dei e di Poseidone, il dio dei mari. Inoltre era anche il figlio maggiore dei Titani Crono e Rea.

Seppur la mitologia greca non ci presenti molti miti collegati ad Ade (diciamo che raramente ne è il protagonista), Ade era comunque una divinità molto famosa. Per contro Thanatos, non avendo un padre così altolocato, ecco che era un po’ messo in ombra dall’ingombrante re degli Inferi.

Chi erano i genitori di Thanatos? Se seguiamo la Teogonia di Esiodo, Thanatos era figlio di Nyx la dea aka personificazione della Notte. Ed era anche il fratello di Hypnos, il dio del Sonno. Fra l’altro, fedele al suo ruolo di dio della Morte, ecco che Thanatos ricevette da Esiodo una descrizione alquanto macabra.

Secondo Esiodo il Sole non splendeva mai su di lui e non era amato neanche dai suoi simili. Aveva un carattere cupo, un cuore di ferro e uno spirito spietato e immutabile. Una volta afferrato un uomo, non lo lasciava più. Nonostante ciò, non era comunque il meno gradito fra gli dei della morte nella mitologia greca. Questo perché era considerato il dio della morte pacifica. Coloro che, invece, trovavano una fine violenta, erano portati via dalle feroci Keres, spiriti femminili della morte.

Non che gli altri membri della famiglia di Thanatos fossero più benvoluti. Passi per Hypnos, il Sonno, ma fra i fratelli di Thanatos figuravano anche Geras, la Vecchiaia; Oizys, la Sofferenza; Nemesis, la Punizione; Moroso, la Sventura. Insomma, non certo concetti allegri. Non pago, poi, Esiodo associa Thanatos pure alle Moire: figlie di Nyx, erano dunque sue sorelle. Per ovvi motivi Thanatos era particolarmente legato ad Atropo, altra dea della morte.

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Crediti foto: @Museo archeologico nazionale di Atene

Thanatos e Sisifo – Uno dei miti in cui troviamo Thanatos è quello collegato a Sisifo. Quest’ultimo era un astuto re di Corinto. Ad un certo punto Thanatos fu inviato a portare Sisifo negli Inferi, in modo da incatenarlo nel Tartaro. Sisifo però lo ingannò con un trucchetto. Chiese a Thanatos di mostrargli come funzionavano le catene del Tartaro, finendo con l’intrappolare il dio della Morte al posto suo.

Il che ebbe una doppia conseguenza: Sisifo scampò alla punizione e la Morte scomparve dalla Terra. Questo però scatenò il caos. Certo, i mortali gioirono della cosa, ma non Ares, il dio della Guerra. Le battaglie da lui organizzate non avevano più alcuno scopo. Così si recò negli Inferi e liberò, in mezzo all’imbarazzo generale, il dio della Morte dalle catene del Tartaro. Così Sisifo finì di nuovo nelle mani del dio della Morte.

Ma Sisifo non aveva alcuna intenzione di restare negli Inferi. Così riuscì a convincere Persefone, la moglie di Ade, di non aver ricevuto una degna sepoltura da parte della moglie. Per questo motivo lo liberarono dagli Inferi in modo che potesse tornare sulla Terra e provvedere alla questione.

Effettivamente Sisifo tornò dalla moglie e la rimproverò per questa mancanza di rispetto. Solo che poi si rifiutò categoricamente di tornare nel regno dei morti. Così questa volta gli dei inviarono Ermes, il dio messaggero, a recuperarlo. Ermes acchiappò Sisifo e lo trascinò negli Inferi.

Lì lo aspettava la sua condanna eterna. Doveva far rotolare un enorme masso sulla cima di una ripida collina del Tartaro. Ma una volta arrivato in cima, ecco che il masso, stregato da Ade, sarebbe rotolato nuovamente a valle. E questa fatica sarebbe continuata per sempre.

Thanatos nell’Iliade – Thanatos, insieme al fratello Hypnos, fa una breve comparsata anche nell’Iliade. Il che è strano: in un poema con così tante morti ci si sarebbe aspettati una sua partecipazione maggiore. Comunque sia Zeus incaricò Thanatos e Hypnos di riportare l’eroe deceduto Sarpedonte nella sua patria, in Licia.

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Crediti foto: @British Museum

Thanatos e Admeto – Thanatos compare anche nell’Alcesti di Euripide. Admeto era il re di Fere (Tessaglia). Un giorno a palazzo arrivò Ercole. Il re lo accolse con tutti gli onori e l’eroe, per ringraziarlo dell’ospitalità, si offrì di affrontare la Morte per risparmiare la vita ad Alcesti, la moglie di Admeto.

Per capire questo mito dobbiamo però fare un passo indietro. Ad un certo punto gli dei condannarono Apollo per aver ucciso i Ciclopi. Così lo obbligarono a servire un umano per nove anni. Apollo divenne dunque un pastore a casa di Admeto. Il re trattò benissimo il dio e i due divennero amici.

Fu Apollo ad aiutare Admeto a conquistare la mano della principessa Alcesti, figlia di Pelia, re di Iolco. Solo che dopo le nozze, Admeto si dimenticò di fare un sacrificio in onore di Artemide. La vendicativa dea della Caccia riempì così la camera nuziale di serpenti. Fu solo grazie all’intercessione di Apollo se la dea lo perdonò.

Essendo così amici, ecco che Apollo persuase le Moire a rimandare il momento della morte di Admeto. Dopo averle fatte ubriacare, queste accettarono di rinviarne la dipartita se Admeto avesse trovato qualcuno disposto a morire al posto suo.

Admeto era convintissimo che gli anziani genitori si sarebbero offerti di farlo, ma questi si guardarono bene dallo scambiare il proprio posto con quello del figlio. Fu la moglie Alcesti, invece, a offrirsi di morire al posto suo.

E qui torniamo all’inizio della storia. Venuto a sapere dell’accaduto, Ercole si offrì di affrontare Thanatos per conto del suo ospite, risparmiando così la vita ad Alcesti. Effettivamente, quando Thanatos uscì dall’Ade per reclamare la moglie del re, si trovò di fronte Ercole. I due iniziarono a lottare e a vincere, neanche a dirlo, fu Ercole. Alcesti poté così ricongiungersi al marito, mentre Thanatos dovette fuggire a mani vuote, di nuovo nell’imbarazzo generale.