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Foto del giorno: una triste giornata per le Frecce Tricolori

Foto del giorno: una triste giornata per le Frecce Tricolori

Fotografia dell’agenzia DPA, base NATO di Ramstein, Germania Ovest, 28 agosto 1988. Durante un’esibizione acrobatica delle Frecce Tricolori si verifica un grave incidente aereo. A causare il fatale sinistro fu una manovra male effettuata, che a sua volta comportò la collisione fra tre aerei. Due dei velivoli coinvolti precipitarono sulla pista, ma un terzo andò a schiantarsi contro la folla spettatrice, causando panico, feriti e, purtroppo, morti. I fotogiornalisti lì presenti immortalarono le drammatiche scene dello schianto. Uno scatto in particolare – che potete osservare in sovrimpressione – merita tuttavia la nostra attenzione.

Foto del giorno: una triste giornata per le Frecce Tricolori

Lo scatto di nostro interesse fu effettuato da un operatore dell’agenzia di stampa tedesca DPA (Deutsche Presse-Agentur). L’immagine lascia senza parole, poiché raffigura proprio il momento dell’impatto a terra di uno dei tre aerei; ad essere precisi il PONY 10 Solista pilotato dal tenente colonnello Ivo Nutarelli. Della fotografia colpiscono diversi elementi: il terrore nei volti delle persone che fuggono; la vampata di fuoco scaturita dallo schianto; l’evidente panico che si scatena nella folla inerme. Istantanee di una triste giornata per le Frecce Tricolori.

Giornata che doveva essere tutt’altro che tetra. Il “Flugtag”, evento aereo organizzato ogni anno presso la base aerea NATO di Ramstein, rappresentava una vetrina politico-militare della cooperazione atlantica. Nel 1988 l’atmosfera era particolare. Il clima internazionale stava cambiando, l’URSS di Gorbačëv avviava politiche di apertura, e gli spettacoli aerei NATO erano anche strumenti di soft power, oltre che di propaganda occidentale. Quel giorno, con oltre 300.000 spettatori presenti, la base ospitava famiglie, curiosi e appassionati di aviazione. Tutti radunati sotto un cielo limpido che sembrava promettere un evento memorabile. Memorabile lo sarebbe stato davvero, ma per dinamiche ben più spiacevoli rispetto alle previsioni.

Frecce Tricolori manovra Cardioide

Il culmine del programma era l’esibizione delle Frecce Tricolori, fiore all’occhiello dell’Aeronautica Militare italiana, notissime per la precisione millimetrica delle loro evoluzioni acrobatiche. Tra le figure previste c’era anche il complesso incrocio denominato “Cardioide” (o “cuore spezzato”), che consisteva in due formazioni speculari convergenti ad altissima velocità, con un singolo velivolo – il “solista”, come detto precedentemente – incaricato di attraversare lo spazio centrale in “controtraiettoria”. Come si evince dalla descrizione, era una manovra di immensa spettacolarità, ma di altrettanto rischio.

Alle 15:44, durante l’esecuzione della manovra, avvenne la tragedia. L’aereo del solista, pilotato dal tenente colonnello Ivo Nutarelli, entrò nell’incrocio con una lieve deviazione rispetto alla traiettoria prevista e urtò in pieno l’aereo del capitano Mario Naldini, leader della formazione, che a sua volta si scontrò con quello del tenente colonnello Giorgio Alessio.

La sequenza successiva si consumò in pochissimi istanti. I tre aerei esplosero in volo o caddero in fiamme; due si schiantarono sulla pista. Il velivolo di Nutarelli, in fiamme e senza controllo, oltrepassò la barriera di sicurezza, travolse il pubblico e si disintegrò contro un camioncino dei gelati, innescando un’enorme palla di fuoco. Il tutto in sette secondi, sette rapidissimi e fatalissimi secondi.

Frecce Tricolori collisione Ramstein

Catastrofico. Questo l’aggettivo che viene in mente osservando le immagini di quella giornataccia a Ramstein. I tre piloti italiani morirono all’istante. Tra gli spettatori, 67 persone persero la vita (di cui 35 sul colpo), mentre oltre 350 rimasero gravemente ferite. Molti furono ustionati dalle fiamme o colpiti dai detriti incandescenti. Alcuni morirono nei giorni successivi per le ustioni riportate, tra loro anche il pilota americano di un elicottero UH-60 colpito a terra. Il campo dal prato verde si trasformò in un solo momento in un inferno di fiamme, fumo e confusione.

Fu subito il tempo silente del lutto, accompagnato da quello ben più rumoroso della polemica. Accuse incrociate cominciarono ad accavallarsi nei comunicati stampa delle parti coinvolte. Cito ad esempio il caso nostrano. In Italia ci si rammaricò infinitamente per quanto accaduto. Le Frecce Tricolori erano un simbolo nazionale e i tre piloti caduti erano tra i migliori aviatori della pattuglia. Lato polemiche, alcuni accusarono la NATO di aver organizzato l’evento senza adeguate misure di sicurezza, altri sollevarono sospetti (mai dimostrati) sulla stabilità dei velivoli MB-339.

Frecce Tricolori memoriale incidente Germania Ovest 28 agosto 1988

Le conseguenze della collisione aerea di Ramstein furono evidenti all’indomani del disastro. Nella Germania che si apprestava a diventare una ed una soltanto, si sarebbero vietati i cosiddetti air show per diversi anni a partire dal 1988. Si decise altresì l’abolizione della manovra “Cardioide”, giudicata fin troppo pericolosa. La tragedia di Ramstein rimase impressa nella memoria europea come il più grave disastro aereo durante un air show fino al 2002, quando un incidente in Ucraina superò per numero di vittime quello tedesco. Ma questa è un’altra, purtroppo altrettanto cupa, storia.