Un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports ha ipotizzato che alla base dei celebri Misteri Eleusini non ci fossero solamente dei funghetti allucinogeni. Possibile, infatti, che i rituali dipendessero da un fungo mortale, il Claviceps purpurea.
Funghi a volontà durante i Misteri Eleusini

Abbiamo già parlato in passato dei Misteri Eleusini. Qui ricordiamo in breve che, per più di mille anni, pellegrini provenienti da tutto il Mediterraneo si recavano nel tempio di Eleusi, in Grecia. Giunti qui prendevano parte a un rituale segreto, che più segreto non si poteva. Tanto che chiunque ne osasse parlare, era subito condannato a morte.
I Misteri Eleusini erano celebrati ogni anno all’arrivo del raccolto autunnale. La tradizione orale sulla quale erano basati risale al VII secolo ed era nota come Inno omerico a Demetra. In esso si racconta di quando Demetra, la de greca dell’agricoltura e della fertilità, entrò in una grotta a Eleusi mentre vagava alla ricerca della figlia Persefone. La quale, nel frattempo, si trovava negli Inferi, dopo il rapimento da parte di Ade.

Il rituale imitava questa ricerca, volta a riportare in vita Persefone. Si trattava di un rituale basato sul ciclo continuo di morte e rinascita, ricordando quello che in natura succede nei campi. Per questo motivo, ogni anno ad Atene si svolgevano riti durante il periodo del raccolto. Tali riti culminavano poi in una lunga processione per la Via Sacra, quella che dalla Porta Sacra conduceva a circa 30 chilometri a ovest, ad Eleusi, per l’appunto.
Arrivati ad Eleusi, gli iniziati entravano nella grande sala chiamata telesterion. Qui trovavano i sacerdoti pronti a officiare i Misteri Eleusini. Tutti gli uomini e le donne greche potevano partecipare, non importava il loro status sociale. Ma non ne dovevano parlare.
Il tempio fu poi distrutto dai Persiani durante il IV scolo d.C.: i Misteri Eleusini erano finiti. Solo che nessuno si prese la briga di annotare i dettagli di questo rituale esoterico. Per questo motivo alcuni ricercatori si interrogano su cosa fosse alla base di tali riti.
L’Inno omerico a Demetra menziona l’uso di una bevanda a base di orzo e menta. Per questo motivo alcuni storici ritengono che, durante i riti, i sacerdoti usassero una qualche sostanza psichedelica. Alcune fonti alquanto vaghe, in effetti, citano l’uso di intrugli che causavano la morte dell’ego e una sensazione di rinascita. Ma non forniscono alcuna ricetta dettagliata di tali intrugli.
Verosimilmente l’intruglio non conteneva oppio. Quest’ultimo, infatti, era un medicinale di uso comune nell’antica pratica medica greca, dunque non era abbastanza segreto per essere usato nei Misteri. Da escludere anche la psilocibina: niente funghetti magici all’epoca, non potevano essere coltivati.
Una teoria popolare, però, riguarda l’uso di alcaloidi allucinogeni collegati all’ergot, prodotti da un fungo mortale chiamato Claviceps purpurea. In effetti sulle ceramiche presenti nel tempio eleusino di Mas Castellar de Pontos erano presenti tracce di questi alcaloidi.
Che provocano sì allucinazioni, ma il problema è l’ergot contiene anche peptidi tossici che causano convulsioni, cancrena e morte. Fra l’altro nel corso della storia il consumo di ergot ha causato diverse epidemie mortali di massa, fra cui anche quella a Parigi del 1418: morirono 50mila persone.

Gli autori dello studio in questione hanno cercato di capire se tali tossine mortali potevano essere rimosse in qualche modo dai sacerdoti. Così hanno preso i miceli del Claviceps purpurea e li hanno lasciati in ammollo in una soluzione di liscivia formata da acqua e cenere.
Dopo due ore, ecco che hanno scoperto come gli ergopeptidi tossici erano stati del tutto eliminati. Per contro, gli alcaloidi dell’ergot erano stati convertiti in composti psicoattivi, come l’ammide dell’acido lisergico (LSD).
Quindi in pratica gli antichi sacerdoti potrebbero aver capito come eliminare i composti tossici (altrimenti avrebbero sterminato tutti i loro fedeli nel giro di pochissimo tempo), lasciando intatti i composti psichedelici.




