Almanacco del 29 novembre, anno 1847: si conclude la guerra del Sonderbund (guerra della lega separata), l’ultima in ordine cronologico a coinvolgere il suolo svizzero. Si trattò di un conflitto intestino della durata di neppure quattro settimane. Nonostante la relativa brevità e i numeri dello scontro in armi, l’evento si può definire fondativo della Confederazione Elvetica per come la conosciamo e la intendiamo oggi, a distanza di oltre un secolo e mezzo.

Capire in che senso la guerra del Sonderbund abbia decretato l’abbandono dell’assetto confederativo tradizionale in favore di una federazioni di Stati (cantoni, pardon) è il punto nevralgico dell’intera narrazione. Avvicinandoci alla metà del XIX secolo, la Svizzera non era altro che un fragile mosaico di cantoni semi-indipendenti, divisi da frontiere doganali, eserciti autonomi, monete e sistemi di misura differenti. Si trattava di un sistema arcaico, tradizionalista, conservatore. Solo una spallata progressista avrebbe potuto buttarlo giù, e quella spallata, con il Quarantotto dietro l’angolo, arrivò puntuale.
Dal 1830 la rivoluzione socio-politica di stampo liberale attraversava l’Europa, e la piccola Svizzera non rappresentava di certo un’eccezione. Si svilupparono col tempo dei governi cantonali radicali e progressisti, i quali, sotto la bandiera del liberalismo, tentarono di riorganizzare la Svizzera in uno Stato maggiormente centralizzato, sempre rispettoso delle particolarità regionali e delle prerogative autonomistiche, eppure laico. A fare da contraltare alla spinta liberale si pose un raggruppamento di cantoni conservatori, difensori dei consueti privilegi di autogoverno.

Ora, esiste una visione superficiale e sbrigativa degli eventi, che vuole la guerra del Sonderbund ammantata di una veste religiosa (protestanti progressisti contro cattolici conservatori). Sebbene il dato confessionale non giochi un ruolo marginale, è riduttivo definire il tutto una “guerra di religione“. Una chicca, che sa più di aneddoto ma è quanto basta per rimarcare il concetto, è la seguente: il comandante in capo dei separatisti conservatori, Johann-Ulrich von Salis-Soglio, era protestante; invece il generale dell’esercito confederato, Guillaume Henri Dufour, benché protestante, era un fiero conservatore.
Otto cantoni, conservatori e prevalentemente cattolici, decisero nel 1844 in una lega, il Sonderbund. Essi erano Lucerna, Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Zugo, Friburgo e Vallese (colorati di viola nella mappa). L’obiettivo era chiaro: difendere la propria autonomia e opporsi a ogni tentativo di centralizzazione imposta dai cantoni radicali.

La guerra interna scoppiò il 3 novembre 1847, quando la Dieta federale – l’organo assembleare federale dei deputati cantonali con sede a Berna – a seguito di voto dichiarò illegale la lega separatista. Ne ordinò quindi lo scioglimento immediato. I conservatori rifiutarono di obbedire all’ordine, così gli otto cantoni fedeli alla Dieta mobilitarono un esercito comune di circa 100.000 unità sotto il comando del già citato Dufour. Il Sonderbund rispondeva con una forza complessiva di 79.000 uomini.
Non fatevi impressionare dalle cifre, dato che il conflitto, che appunto si concluse il 29 novembre 1847, costò la vita a circa 100 persone. Il generale Dufour lo scrisse in una delle sue missive, lo scopo delle operazioni militari era “combattere per riconciliare, non per distruggere”.

Le manovre dei confederati portarono rapidamente all’occupazione di Friburgo, poi alla decisiva battaglia di Gisikon, vicino a Lucerna, il 23 novembre 1847. Le truppe della Dieta si aggirarono le posizioni nemiche e costrinsero gli avversari alla resa. Il 24 novembre Lucerna, capitale simbolica del Sonderbund, cadde. Entro il 29 novembre 1847, si spensero tutte le resistenze conservatrici. I separatisti alzarono bandiera bianca. Dufour riuscì a portare a termine la campagna con perdite minime e senza atti di rappresaglia. Ecco anche perché la sua figura divenne sinonimo di unità e civiltà.
La vittoria federale segnò la fine definitiva dei particolarismi che avevano frammentato la Confederazione per secoli. Nel 1848 fu promulgata una nuova Costituzione federale, che trasformò la Svizzera da un’alleanza di Stati indipendenti a un vero Stato federale moderno, con un governo centrale, un esercito nazionale e un sistema economico unificato. In nome della pace civile, la Costituzione mantenne un ampio margine di autonomia ai cantoni, ma pose le basi di un’identità nazionale comune.




