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Accadde oggi: 28 novembre

Accadde oggi: 28 novembre

Almanacco del 28 novembre, anno 1443: Giorgio Castriota, detto “Scanderbeg”, strappa agli ottomani la città-fortezza di Croia (Kruja o Krujë). Questo evento segnò l’inizio della grande insurrezione albanese contro la Sublime Porta e l’avvio della lunga epopea di Scanderbeg, che sarebbe diventato il simbolo stesso della resistenza nazionale e dell’identità albanese.

Accadde oggi: 28 novembre

Ma per comprendere a pieno il senso storico di quel 28 novembre 1443 bisogna compiere qualche proverbiale passo indietro nel tempo. Non di molto, perché ci interessa ciò che accadde agli inizi del mese. Il condottiero ungherese Giovanni Hunyadi, bestia nera per i turchi, sconfisse ben tre eserciti sultanali intorno alla città di Niš, in Serbia. Le molteplici disfatte fecero sgretolare – benché solo temporaneamente – il potere ottomano nei Balcani. Chi covava desideri di indipendenza e/o autonomia, vide in quel frangente storico l’opportunità tanto attesa di agire.

28 novembre estensione domini ottomani 1410 circa

Un ufficiale in comando dell’esercito turco in rotta ne approfittò e dichiarò la ribellione. Quel capitano di cavalleria si chiamava Gjergj Kastrioti Skënderbeu, che noi italianizziamo in Giorgio Castriota Scanderbeg (1405-1468). Come pegno da pagare a causa delle sconfitte subite contro gli ottomani, il padre fu obbligato a concederlo al sultano, come forza militare aggregata nelle operazioni balcaniche. Il servizio coatto riguardò tanto Giorgio, quanto due dei suoi fratelli. Convertitosi forzatamente all’Islam, aveva però conservato un legame profondo con la sua terra d’origine, oltre che un rancore mai sopito per la perdita dell’indipendenza albanese. Fu negli anni ’30 del XV secolo che prese il nome musulmano di İskender (in riferimento ad Alessandro Magno), che si evolverà poi in İskender bey (Signore Alessandro) e, di conseguenza, in Scanderbeg.

Tornando alle conseguenze della battaglia di Niš, Scanderbeg abbandonò l’esercito turco con un gruppo scelto di circa trecento soldati, in gran parte compatrioti albanesi, tra i quali il nipote Hamza Kastrioti. Lasciarono il campo di battaglia e, dopo una marcia di sette giorni attraverso i monti, raggiunsero la città di Dibra. Qui gli abitanti riconobbero in Scanderbeg il legittimo erede della famiglia Kastrioti e il simbolo della rinascita albanese.

28 novembre Giorgio Castriota a Croia

Fu proprio a Dibra che egli gettò le basi della futura ribellione, organizzando un embrionale governo locale e radunando le prime forze insurrezionali. I suoi uomini iniziarono a presidiare le strade principali per impedire l’avanzata ottomana, mentre Scanderbeg preparava l’azione decisiva. Quale? Beh, la riconquista della sua antica roccaforte, Croia.

Gli ottomani occupavano la città-fortezza da alcuni decenni. Seriva un piano astuto per riconquistarla. Il 28 novembre 1443, Scanderbeg e i suoi soldati raggiunsero Croia e si nascosero nei boschi circostanti. Hamza Kastrioti si avvicinò alle porte del castello portando una lettera falsificata che recava il sigillo del sultano Murad II, in cui si ordinava al comandante della guarnigione, Zabel Pasha, di consegnare il comando della città a Scanderbeg. L’inganno riuscì perfettamente. Zabel Pasha, fidandosi del documento, uscì per incontrare Scanderbeg, e in quel momento gli uomini del condottiero albanese occuparono rapidamente la fortezza.

28 novembre Croia/Kruja oggi

Quando calò la notte, gli albanesi eliminarono le sentinelle ottomane una a una, finché non sopraffecero completamente la guarnigione. Croia era libera dalle truppe sultanali, e per la prima volta dopo anni la bandiera rossa con l’aquila bicipite – emblema della famiglia Kastrioti – tornava a sventolare sulle torri del castello.

La presa di Croia fu più di una vittoria militare. Si può dire che assunse i toni di un atto fondativo. Nel giro di pochi mesi, l’esempio di Scanderbeg accese la rivolta in tutta l’Albania. Insieme ad altri signori locali, egli conquistò una serie di castelli e rocche, restituendo agli albanesi il controllo di gran parte della regione.

28 novembre statua Scanderbeg

Il culmine di questa rinascita politica si ebbe il 2 marzo 1444, quando i principali nobili e capi albanesi si riunirono nella città di Alessio (Lezhë) e fondarono la Lega di Alessio (Lidhja e Lezhës), una confederazione militare volta a coordinare la resistenza contro gli ottomani. Giorgio Castriota Scanderbeg ne fu riconosciuto il comandante supremo, dando inizio a un conflitto che avrebbe impegnato l’Impero ottomano per un quarto di secolo.