Storia Che Passione
Accadde oggi: 16 gennaio

Accadde oggi: 16 gennaio

Almanacco del 16 gennaio, anno 1605: l’autore spagnolo Miguel de Cervantes pubblica a Madrid il libro primo del Don Chisciotte della Mancia. Opera maestra del Siglo de Oro, prima per grado di influenza dell’intero canone letterario spagnolo, il Don Chisciotte di Cervantes è per definizione il primo romanzo della storia moderna.

Accadde oggi: 16 gennaio

Le coordinate geografiche e cronologiche le conosciamo già. Madrid, 16 gennaio 1605, l’editore Francisco de Robles manda in stampa il libro primo de El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha (L’Ingegnoso Gentiluomo Don Chisciotte della Mancia). Quella fu una data che, in quel primissimo Seicento, nessuno percepì come epocale, ma che col senno di poi segnò uno spartiacque decisivo nella storia della letteratura europea.

L’opera esce quando Miguel de Cervantes di anni ne ha ben 57. La sua è una vita segnata da fallimenti economici, esperienze militari traumatiche, lunghi anni di marginalità e un riconoscimento letterario sempre rimandato. Se vi va, potete cogliere un insegnamento motivazionale da questa esperienza.

La pubblicazione del Don Chisciotte si inserisce in un contesto storico-geografico abbastanza noto, che è quello madrileno di Filippo III. La città castigliana divenne capitale stabile della monarchia ispanica nel 1601. La Madrid di inizio XVII secolo è una città in piena espansione demografica, eppure attraversata da profondissime contraddizioni sociali. Da un lato la magnificenza della corte e della nobiltà, dall’altro una massa crescente di poveri, soldati smobilitati, pícaros, funzionari malpagati e letterati costretti a vivere di espedienti.

16 gennaio Don Chisciotte libro primo

Cervantes incarna un po’ tutti questi ruoli. Ha combattuto a Lepanto nel 1571, riportando ferite permanenti alla mano sinistra; trascorre un quinquennio di prigionia ad Algeri; serve in patria come esattore e commissario reale, finendo più volte in carcere per irregolarità contabili. È proprio questa esperienza diretta della frattura tra ideali e realtà a nutrire la genesi del Don Chisciotte.

Il romanzo appare fin da subito come un’opera anomala. In superficie, si presenta come una parodia dei romanzi cavallereschi, genere ancora popolarissimo ma ormai percepito da molti come artificioso e inattuale. Tuttavia, già i primi lettori intuiscono che Cervantes sta facendo qualcosa di più profondo. Sì, dato che egli non si limita a deridere l’epica cavalleresca, ma mette in scena il conflitto tra immaginazione e mondo reale, tra un passato idealizzato e una modernità disincantata.

La trovata del manoscritto arabo attribuito a Cide Hamete Benengeli, finto storico musulmano, introduce un gioco raffinato di livelli narrativi e di ambiguità interpretative che rompe definitivamente con la tradizione lineare del racconto cavalleresco.

16 gennaio Miguel de Cervantes

Il successo del libro è immediato e sorprendente. Nel giro di pochi mesi il Don Chisciotte della Mancia conosce diverse ristampe in Spagna e circola rapidamente in Portogallo, Italia e Fiandre. Già nel 1607 compaiono le prime edizioni pirata, segno inequivocabile di una diffusione vastissima. Il pubblico ride delle disavventure del cavaliere errante e del suo scudiero, Sancho Panza. Ma al tempo stesso riconosce in quelle pagine una rappresentazione credibile e spesso crudele della società del tempo.

Trascurando l’improvvisa popolarità del suo libro, Cervantes temporeggiò e si dedicò alla stesura di un secondo libro solamente dieci anni dopo il primo. Infatti nel 1615 uscirà la seconda avventura del don Quijote, anch’essa popolarissima. Con oltre mezzo miliardo di copie da allora, la creatura letteraria di Miguel de Cervantes è una delle più vendute della storia.

16 gennaio mulini a vento della Mancia

La data del 16 gennaio 1605 segna l’irruzione sulla scena letteraria di una nuova forma narrativa. Con il Don Chisciotte nasce un romanzo capace di riflettere su se stesso, di interrogare il rapporto tra finzione e verità, tra autore e narratore, tra lettore e testo. È per questo che quell’opera, nata quasi come esperimento ironico, finisce per essere riconosciuta come il primo grande romanzo moderno. Libro geniale destinato a influenzare profondamente la narrativa europea e mondiale, toccando le corde di autori successivi del calibro di Fielding, Flaubert, Dostoevskij e Kafka.