Per lungo tempo il mistero dei tumuli bruciati sparsi fra Gran Bretagna e Irlanda ha fatto arrovellare i ricercatori. Ma adesso pare che abbiano svelato l’arcano. E la soluzione trovata per questi tumuli formati da pietre di selce, frantumate dal carbone, è molto più pragmatica di quanto sospettato.
Cosa c’è dietro al mistero dei tumuli bruciati in UK?

Un tempo questi tumuli si levavano alti sul paesaggio, ma secoli di agricoltura ne hanno spianato la maggior parte. Tanto che adesso ne rimangono solamente cumuli di detriti che vanno a riempire pozzi, fossi e abbeveratoi. Questi tumuli bruciati, che risalgono ala preistoria, mostrano segni di uso ripetuto nei secoli.
Le analisi effettuate indicano che le pietre erano riscaldate e raffreddate velocemente in acqua, ma fino ad ora non era ben chiaro il loro scopo. Nel corso del tempo si è ipotizzato di tutto: servivano per produrre birra, erano usati per lavorare i tessuti, qui si lavorava il legno o anche erano bagni simili a saune.
Tuttavia, la nuova ricerca condotta daCotswold Archaelogy ha fornito prove sufficienti per indicare che questi tumuli bruciati erano usati soprattutto per la concia delle pelli. Le indagini si sono svolte nei siti di Marham Park a Fornham All Saints, Laxfield e Hepworth.

A supporto di tale tesi ci sono due scoperte. La prima è relativa al fatto che le ossa animali presenti in questi siti sono soprattutto di bovini, animali tipicamente associati alla produzione del cuoio. La seconda prova è relativa al ritrovamento di strumenti in selce atti alla concia delle pelli.
I ricercatori hanno poi trovato del grasso in una mangiatoia di Marham Park, con lipidi derivanti da bovini e altri animali. Residui del genere di solito indicano la lavorazione di prodotti di origine animale, verosimilmente associata alla preparazione delle pelli.

Anche le evidenze ambientali indicano un’attività stagionale di questo tipo. Per esempio, le fonti d’acqua di Marham Park erano affidabili solamente in certi periodi dell’anno. Il che vuol dire un uso intermittente. Anche i rilievi pollinici indicano paesaggi ricoperti di pascoli, con fluttuazioni stagionali che sono compatibili con periodi di maggior attività.
Il che ci sta: i tumuli bruciati erano usati soprattutto a fine estate e inizio autunno, proprio durante la stagione di preparazione delle pelli. Anche il fatto che questi siti sono lontani da insediamenti è un dato che conferma questa tesi: si cercava di tenere gli odori sgradevoli che nascono con la concia lontani dai centri abitati.




