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testa romana

Il mistero della testa romana di 2mila anni fa trovata in una tomba in Mesico

Questo è un mistero che desta perplessità nei ricercatori e negli archeologi sin dalla sua scoperta, avvenuta nel 1933. Esattamente, cosa ci fa una testa romana antica di 2mila anni, con tratti europei e di probabile origine romana all’interno di una tomba precolombiana messicana?

Il mistero della testa romana di Tecaxic-Calixtlahuaca

testa romana

Era il 1933 e l’archeologo messicano José Garcia Payon decise di dedicarsi agli scavi del sito di Tecaxic-Calixtlahuaca, a circa 65 chilometri di distanza da Città del Messico. Dentro una tomba sigillata, sotto tre strati di pavimento intatti appartenenti a una struttura piramidale, ecco che l’archeologo trovò un ricco corredo funerario.

Fin qui niente di strano: c’erano frammenti di ceramica, ornamenti d’oro, manufatti in osso e pezzi di cristallo di rocca. Tutti elementi tipici delle sepolture Mesoamericane precolombiane. Solo che, ad un certo punto, si accorse che in mezzo a questo corredo c’era qualcosa di decisamente fuori posto.

Si trattava di una piccola testa di terracotta, raffigurante un uomo barbuto con tratti sospettosamente europei. La struttura facciale, lo stile della barba e la manifattura della testa non c’entravano nulla con le tradizioni mesoamericane. Anzi, la testa sembrava provenire dall’antico mondo mediterraneo.

Arriviamo così al 1961, quando l’antropologo Robert Heine-Geldern si interrò al singolare manufatto, arrivando a ipotizzare che risalisse al 200 a.C. Negli anni Novanta, poi, l’archeologo Bernard Andreae, arrivò ad affermare che quella testa era “senza alcun dubbio romana”.

Andreae eseguì un’analisi stilistica, sostenendo che la testa appartenesse al periodo dei Severi (193-235 d.C.): l’acconciatura e la barba corrispondevano alla moda degli imperatori romani dell’epoca. Il che però crea un problema: se questa teoria fosse vera, l’origine del manufatto andrebbe ricercata nell’Impero Romano, risalendo dunque a più di un millennio prima rispetto alla sepoltura messicana.

Anche la datazione tramite termoluminescenza ha suggerito che questo oggetto fosse molto antico, con un’età compresa fra il IX secolo a.C. e il XIII secolo d.C. Il he avvalorò la tesi secondo la quale il manufatto sarebbe esistito prima del contatto degli spagnoli con le Americhe.

testa romana messico

La cronologia di questa testa è proprio al centro del dibattito. La sepoltura mesoamericana precolombiana è datata fra il 1476 e il 1510 d.C., pochi anni prima dell’arrivo di Hernan Cortes in Messico. Ma se la testa appartiene veramente all’antica Roma, come ha fatto a finire in una tomba precolombiana sigillata?

Ovviamente sono fioccate le teorie: i ricercatori hanno avuto decenni a disposizione per elaborarne. Ovviamente c’è la teoria della bufala archeologica: qualcuno ha piazzato lì di proposito il manufatto. Magari un membro degli scavi particolarmente burlone. Alcuni resoconti sostengono che Payon non fosse sempre presente durante gli scavi. Inoltre non teneva appunti di campo precisi e regolari.

Solo che questa teoria si basa su voci e dicerie, non ci sono prove dirette di una eventuale manomissione. E tutti i papabili testimoni sono ormai morti da tempo.

dubbio

La seconda teoria ipotizza che tale testa sia potuta arrivare accidentalmente in Messico prima dell’arrivo dei conquistadores, magari con una delle prime navi giunte a esplorare la zona.

C’è anche la teoria del relitto: magari una nave romana, fenicia o berbera è naufragata fino a qui e il suo carico è stato incorporato nelle pratiche religiose precolombiane. Ma mancano del tutto le prove archeologiche di un evento del genere. Qualcuno sostiene che il manufatto sia arrivato nelle Americhe tramite rotte commerciali e migratorie asiatiche. Ma anche questa rimane una teoria difficile da dimostrare.