Di per sé non ci sarebbe niente di strano nel ritrovare delle tombe in una necropoli. Ma in questo caso le 34 tombe di epoca romana scoperte nella zona archeologica di Tomis non sono frutto di scavi mirati, bensì un ritrovamento accidentale nel corso di alcuni lavori di ammodernamento delle infrastrutture dell’Ospedale Municipale di Costanza.
Le tombe romani di Tomis

Tutto era iniziato come una normale valutazione archeologica in vista di alcuni lavori necessari per implementare le infrastrutture di questo nosocomio che sorge all’interno dell’area archeologica dell’antica necropoli di Tomis. Gli archeologi di sicuro non si aspettavano di fare quella che è destinata a diventare una delle più importanti scoperte urbane degli ultimi anni lungo la costa rumena del Mar Nero.
L’ospedale in questione si trova all’interno della necropoli di Tomis. Quest’ultima era una città greco-romana che divenne un importante porto sul Mar Nero occidentale. Inoltre in seguito divenne anche un importante centro urbano nella provincia della Mesia Inferiore.

Essendo che tale area è classificata come sito archeologico, ecco che prima di potervi costruire qualsiasi cosa bisogna effettuare delle ricerche. Gli scavi, condotti fra settembre 2025 e febbraio 2026, hanno permesso di riportare alla luce ben 34 tombe di epoca romana. Molte di esse, poi, ospitavano inumazioni multiple con camere in stile catacombe.
Le tombe contenevano poi anche parecchi corredi funebri. Fra di essi vi erano gioielli, ornamenti personali, monete, vasi in vetro e tantissime ceramiche, fra cui anche anfore africane. Questi vasi di solito erano usati nel commercio di vino e olio di oliva.

Particolarmente interessante l’iscrizione greca del III secolo d.C., ritrovata nel sito. Questo perché fornisce qualche dettaglio sulla struttura sociale e spirituale della città in epoca romana.
Altrettanto intrigante l‘umbone ritrovato, ovvero la parte metallica principale di uno scudo cerimoniale da parata. In effetti oggetti così sono rari nelle sepolture. Forse indica che la persona sepolta era un membro dell’élite o apparteneva in qualche modo all’esercito.




