Fotografia di anonimo, 1914. Lo scatto in bianco e nero ritrae il piroscafo inglese RMS Empress of Ireland poco tempo prima del suo tragico affondamento. Si tratta di una delle più grandi tragedie nautiche della storia che portò alla morte di oltre 1000 persone. Era la notte del 29 maggio 1914 e nel Golfo di San Lorenzo la morte incombeva, nascosta fra la nebbia, sulla testa di migliaia di innocenti. Parliamo di uno di quei casi in cui la frase “non sarebbe dovuto succedere” assume un peso specifico non indifferente e dove la sfortuna e la casualità giocano un ruolo centrale. Vediamo cosa successe più nello specifico.

Iniziamo con una breve storia della possente imbarcazione. A commissionarla fu la Canadian Pacific Line (CPL), con uno scopo ben preciso: percorrere la tratta tra Québec e Regno Unito. Il varo della nave avvenne il 26 gennaio 1906 e i numeri su di essa erano paurosi. Parliamo di un’imbarcazione lunga 174 metri, larga 20 e dal peso di oltre 14.000 tonnellate. L’imperatrice di Irlanda poteva ospitare fino 1580 passeggeri ed aveva anche una sorellina, la Empress of Britain.
Le due navi erano fra le più grandi e veloci navi passeggeri della rotta settentrionale, ma la Empress of Ireland fu decisamente più sfortunata della sorella. Ci avviciniamo al cuore della vicenda e al fatidico anno 1914. Fino a quel momento infatti i viaggi delle due navi furono tranquilli e pacifici. Il 28 maggio del 1914 però, senza saperlo, la nostra protagonista salpò per l’ultima volta dal porto di Québec City. A bordo c’erano 1447 persone che viaggiavano alla volta di Liverpool, o almeno che speravano di giungervi.

La nave salpò alle 16:30 e il viaggio procedé tranquillo fino alla notte. All’1:00 però qualcosa destò grande preoccupazione fra le vedette e gli operatori della nave. Un’altra imbarcazione, la norvegese SS Storstad viaggiava sulla stessa rotta, ma in senso contrario. Secondo le previsioni le due navi dovevano passarsi di fianco, salutarsi amichevolmente, e procedere ognuna verso la propria destinazione senza problema alcuno. La sfortuna e il destino non volevano però la stessa cosa evidentemente.
Il comandante Henry Kendall inviò alla SS Storstad segnali acustici con la sirena di segnalazione. Avvisava che stava passando e chiedeva riscontro. La nave norvegese rispose che anch’essa proseguiva sulla sua rotta. Tutto tranquillo, o almeno sembrava. Un banco di nebbia imprevisto avvolse la SS e la Empress of Ireland allora riprese a mandare segnali acustici. Quando l’imbarcazione uscì dalla nebbia si trovava ormai in rotta di collisione con l’imperatrice. La vedetta diede immediatamente l’allarme, ma ci fu poco o nulla da fare.

Il capitano Kendall provò a girare la nave a sinistra con i motori in avanti tutta. A nulla valse. La SS Storstad entrava nella prua della RMS, penetrando a fondo e causando danni catastrofici. La nave norvegese, spingendo coi motori all’indietro, si disincagliò, mentre la Empress imbarcava irrimediabilmente acqua. L’imperatrice si piegava su un fianco, mentre la SS prestava i primi soccorsi con le proprie scialuppe che salvarono la vita a 465 persone. Purtroppo il numero delle vittime fu molto più alto e toccò la cifra di 1012, con numerosi italiani coinvolti in quella che fu una vera e propria tragedia!




