Almanacco del 21 febbraio, anno 1995: l’aviatore statunitense Steve Fossett diventa il primo uomo nella storia ad attraversare l’Oceano Pacifico in mongolfiera, senza fare scalo. Patito dalla Corea del Sud, atterrò in Canada il 21 febbraio del ’95. Certamente questa non è una data che i manuali di storia evidenziano in grassetto, come è comprensibile che sia, ma ritengo opportuno, oltre che interessante, rispolverare ogni tanto quelle imprese umane che hanno qualcosa da dirci su tematiche quali la resilienza, l’ambizione e il confronto con se stessi.

All’alba del 21 febbraio 1995, nella provincia canadese del Saskatchewan, gli abitanti di Leader furono svegliati da un suono innaturale. Chi lo udì, tende a raccontarlo quasi come un sibilo, di quelli che ti aspetteresti da un razzo e non da un mezzo “pacifico”. Prima o poi la smetterò con queste freddure, lo giuro).
Alzando gli occhi i cittadini di Leader furono testimoni di una visione quasi irreale. Sopra di loro una gigantesca mongolfiera a strisce bianche e rosse svolazzava fiera. L’aerostato stava completando una traversata epocale. Era quella l’ultima fase di un viaggio iniziato dall’altra parte del mondo e destinato a entrare nella storia dell’aeronautica.

La mongolfiera, con un volume di circa 3.000 metri cubi e una massa complessiva superiore alle 32 tonnellate, era decollata dalla Corea del Sud ed aveva attraversato l’intero Oceano Pacifico sfruttando correnti d’aria ad alta quota. A bordo c’era un solo uomo: James Stephen “Steve” Fossett. 51enne di Jackson, Tennessee, imprenditore di successo ma soprattutto avventuriero nel senso più classico del termine.
A muovere Fossett fu una passione che assoceremmo più al XIX secolo che al XX; quella per il superamento dei propri limiti, in pieno senso romantico. Sì, ma supportato da tecnologie moderne, sponsor privati e una solida preparazione scientifica. Quel giorno di febbraio atterrò tra la neve canadese davanti a una folla incredula. Stabilì il record mondiale di distanza percorsa in solitaria su una mongolfiera, oltre 13.000 chilometri. Un primato che, a distanza di più di vent’anni, non risulta ancora superato.

Il volo dimostrò come un principio fisico noto fin dall’antichità – quello di Archimede, che spiega la spinta verso l’alto esercitata da un fluido – potesse tradursi, in epoca contemporanea, in un’impresa che univa audacia, calcolo e resistenza psicologica estrema. Fossett avrebbe poi accumulato decine di altri record, fino alla sua scomparsa nel 2007, diventando una figura simbolo dell’esplorazione privata globale.




