Grigorij Otrepev (a volte scritto anche Otrepyev o Otrep’ev) è diventato noto come falso zar. Con una certa nonchalance si fece passare per Dmitrij Ivanovič, figlio di Ivan il Terribile e riuscì a diventare zar di Russia, scalzando i rivali. Ma il suo successo da impostore non durò a lungo: in breve tempo compì una seria di errori madornali che ne provocarono la caduta.
Come fece Grigorij Otrepev a diventare il falso zar di Russia

Non si sa esattamente chi fosse Grigorij Otrepev. Sappiamo che nacque a Mosca il 19 ottobre 1582 e che morì, sempre a Mosca, il 27 maggio 1606. Chiamato anche Pseudo-Demetrio, fu uno dei tre pretendenti al trono di Russia con il nome di Falso Dimitri I (ci furono anche Falso Dimitri II e Falso Dimitri III).
Questi pretendenti sostennero tutti di essere Dmitrij, il figlio di Ivan il Terribile, scampato miracolosamente a un tentativo di assassinio. Peccato solo che il vero Dimitrij Ivanovič fu effettivamente assassinato a Uglič nel 1591.
Ma veniamo a Grigorij Otrepev. Esistono diverse versioni che parlano della sua origine. Una delle più note è quella che lo voleva figlio di un nobile che si fece poi monaco nel monastero del Cremlino di Mosca. Tuttavia, ad un certo punto, lasciò il monastero. E per un paio di decenni di lui non si seppe praticamente più nulla.
Trascorso questo lasso di tempo, Grigorij Otrepev fece la sua ricomparsa a Mosca, sostenendo però di essere Dmitrij Ivanovic, il figlio dello zar Ivan il Terribile. La gente inizialmente era incredula. In teoria Dmitrij doveva essere morto mentre era prigioniero di Boris Godunov, lo zar in carica all’epoca.

Ma Grigorij Otrepev sostenne che la madre lo avesse aiutato a fuggire, facendosi poi aiutare dalle autorità a insabbiarne la scomparsa e fingendo che fosse morto. Ovviamente questo improbabile racconto arrivò alle orecchie di Boris Godunov, il quale capì subito di essere in pericolo.
Ordinò di arrestare subito Grigorij Otrepev, ma questi era già scappato in Polonia. Qui trovò un pubblico più entusiasta, che voleva credere alla sua storia. Intortò diversi principi polacchi, convincendoli che fosse lui il vero erede al trono russo. Riuscì anche a ottenere il sostengo del re della Confederazione polacco-lituana.
Mentre continuava a spacciarsi per Dmitrij, trovò anche il tempo di convertirsi al Cattolicesimo, sposando poi la figlia di un nobile polacco in cambio della promessa di cedere al suocero un’ampia zona della Russia occidentale. Non è ben chiaro se tutte queste persone avessero abboccato all’amo e credessero davvero che Grigorij Otrepev era il redivivo e miracolato Dimitrij. O magari stavano tutti semplicemente cercando di approfittare del caos in Russia per accaparrarsi più terre e ricchezze possibili.
Fatto sta che con la sua parlantina, Grigorij Otrepev aveva finalmente ottenuto il sostegno finanziario e militare per poter rovesciare lo zar Boris Godunov. Con un esercito raccogliticcio fatto di avventurieri polacchi, nemici di Godunov e un po’ di cosacchi, ecco che Grigorij Otrepev riuscì a prendere il potere a Mosca.
Tecnicamente Godunov era morto e il figlio Feodor era zar. Ma Feodor rifiutò di giurare fedeltà a Grigorij Otrepev e venne giustiziato. Grigorij Otrepev divenne così zar di Russia, fingendosi Dimitrij, figlio di Ivan il Terribile.
La prima cosa che il falso zar fece fu quella di far visita alla vedova di Ivan il Terribile, nonché sua “madre”. Maria Nagaya, assai saggiamente, pur essendo perfettamente consapevole che quello non era suo figlio, lo riconobbe come tale.
Il falso zar poteva considerarsi soddisfatto: era stato legittimato e aveva il trono di Russia. Cosa mai poteva andare storto? Tutto, a dire il vero. Perché appena salito al trono, Grigorij Otrepev cominciò a fare una serie di errori catastrofici. In primis imprigionò la figlia di Godunov, trasformandola nella sua concubina.

Poi non costrinse la moglie a convertirsi dal Cattolicesimo alla Chiesa ortodossa russa, prassi comune per i nobili russi che si sposavano con persone di altre religioni. Il che gli fece perdere subito il sostegno della Chiesa russa.
Non pago, invitò tutti i suoi amici polacchi a corte, continuando a intrattenere rapporti con i cattolici e permettendo loro di pregare nelle chiese ortodosse russe. I principi russi si infuriarono sempre di più per questa invasione da parte degli “infedeli occidentali”.
Così i suoi nemici iniziarono a tramare contro di lui. Il problema era che i suoi nemici sapevano perfettamente che era un impostore. Sparsero la voce che Grigorij Otrepev stava per iniziare una purga a Mosca. Ciò causò un sollevamento popolare che portò la gente ad assaltare il Cremlino.
Messo alle strette, Grigorij Otrepev decise di lanciarsi da una finestra per cercare di scappare. Probabilmente contava sulla sua solita fortuna che, però, questa volta doveva essersi presa qualche giorno di ferie. Saltando dalla finestra, infatti, si fratturò una gamba. Zoppicante, cercò di nascondersi, ma la folla, inferocita, gli si avventò contro e lo fece letteralmente a pezzi. Non contenti, bruciarono i suoi resti e li spararono con un cannone verso la Polonia.




