Storia Che Passione
Accadde oggi: 15 gennaio

Accadde oggi: 15 gennaio

Almanacco del 15 gennaio, anno 2001: viene lanciato il progetto Wikipedia, enciclopedia online libera e gratuita, plurilingue e collaborativa. Oggi, a distanza di 25 anni esatti, è uno dei siti internet quotidianamente più visitati. Per estensione contenutistica, è considerata la più grande opera enciclopedica mai realizzata dall’essere umano. Non si scade nell’esagerazione se si afferma come Wikipedia, nel corso di questo quarto di secolo, abbia ridefinito le modalità con cui l’informazione viene ricercata, appresa e assimilata, perfezionando un’idea settecentesca, maturata dagli illuministi francesi, convinti della necessità di un sapere accessibile, universale e condiviso.

Accadde oggi: 15 gennaio

Wikipedia nasce “ufficialmente” il 15 gennaio 2001, ma la sua gestazione è di qualche anno anteriore. Il progetto prende avvio con l’intento dichiarato di dare vita ad un’enciclopedia libera, in grado di autoalimentarsi con il contributo degli utenti stessi. A dare una forma primitiva a tutto ciò sono Jimmy Wales e Larry Sanger. Due figure diversissime per formazione, ma che covano una convinzione comune: Internet può e deve diventare uno strumento decisivo per la diffusione del sapere.

Il nome scelto sintetizzava perfettamente l’ambizione dell’iniziativa. Infatti “wiki” è termine hawaiano che significa “veloce”, mentre “pedia”, dal greco paideia, “formazione”, per estensione “cultura”, indica lo scopo principale dell’iniziativa. Dunque “cultura veloce“, dove il secondo termine del binomio può racchiudere definizioni fra di loro contrastanti.

Come detto, Wikipedia non spuntò fuori dal nulla. Nel 2000 andò online la sua versione archetipica: Nupedia. Quest’ultima seguiva gli stessi principi fin qui elencati, ma il suo obiettivo era al contempo ambizioso e di complessa attuazione. Sì, perché Nupedia si reggeva sull’impegno volontario di accademici, i quali con estrema meticolosità producevano e revisionavano ogni singola voce del portale. Ovviamente un simile procedimento, lentissimo per sua natura, giocò a sfavore del progetto.

15 gennaio Wales Wikipedia

Fu in quel momento che al duo Wales-Sanger si accese la proverbiale lampadina. Serviva uno strumento più agile, capace di abbattere le barriere all’ingresso e di sfruttare l’intelligenza collettiva. La risposta arrivò con il software wiki, che permetteva a chiunque di creare e modificare pagine direttamente online, in modo rapido e trasparente. Wikipedia quindi vide la luce come strumento complementare di Nupedia (e per qualche anno convissero anche).

L’esplosione – in senso positivo, ça va sans dire – avvenne nell’estate del 2001. Un po’ per caso, a dire il vero. Mentre il meccanismo sembrava funzionare e gli articoli si moltiplicavano a una velocità sostenuta, il sito Slashdot (una specie di forum informativo) invitò i suoi utenti a contribuire a Wikipedia. Perché mai? Semplice spirito pioneristico di condivisione e fratellanza? Macché! Quella di Slashdot era una crociata contro la decisione dell’Encyclopaedia Britannica di rendere a pagamento la propria versione online. A settembre dello stesso anno, un articolo del New York Times consacrò Wikipedia come uno degli esperimenti più promettenti del web collaborativo, sottolineando come centinaia di volontari stessero costruendo, dal basso, un’enciclopedia che già contava migliaia di voci.

Da quel momento la crescita fu inarrestabile. Forse il 15 gennaio di quel 2001 Wales e Sanger non ragionarono sul “dopo”, o forse sì. Non lo dico a caso; chissà se nelle menti dei due si fece strada il dilemma che accomuna qualunque progetto filantropico nato e sviluppatosi in seno al web: Wikipedia sopravviveva grazie ai fondi stanziati dalla società Bomis (compartecipata dai suoi creatori) ma non aveva un formale modello di business, e allora come mantenere un progetto popolare e gratuito senza tradirne lo spirito con pubblicità o abbonamenti?

15 gennaio Wikipedia enciclopedia

Nel 2003 arrivò la risposta. Wales trasformò Wikipedia in un’organizzazione no profit e ne affidò la gestione alla Wikimedia Foundation. Il cambio di dominio da .com a .org sancì simbolicamente questa scelta, ribadendo l’impegno a mantenere l’enciclopedia libera, gratuita e priva di pubblicità.

Negli anni successivi non mancarono critiche, polemiche e dibattiti sull’affidabilità delle voci, sulla neutralità dei contenuti e sulla governance del progetto. Eppure Wikipedia è rimasta fedele alla sua impostazione originaria. Continua ad essere un’opera collettiva, aperta, regolata da principi condivisi più che da gerarchie rigide. Rappresenta una delle poche grandi promesse dell’internet delle origini che si sono realmente concretizzate. E non è poco.

Concludo con una constatazione difficilmente confutabile. Con milioni di articoli in centinaia di lingue, decine di milioni di utenti registrati e miliardi di visualizzazioni mensili, Wikipedia continua a dimostrare che la collaborazione volontaria, se ben strutturata, può produrre uno dei più vasti archivi di conoscenza mai realizzati dall’umanità.