Quello che vedete in foto si chiama Mosaico di Ketton e si tratta di una raffigurazione visiva di una versione perduta da tempo della storia della guerra di Troia. In pratica la guerra di Troia come mai l’avete vista finora. O quanto meno diversa dalla versione più famosa di questa storia.
La guerra di Troia come non l’avete mai vista

Il Mosaico di Ketton, trovato in Gran Bretagna, raffigura un conflitto cardine della guerra di Troia. Solo che questa raffigurazione non si basa sull’Iliade di Omero. Secondo i ricercatori questa versione deriva da una tragedia di Eschilo intitolata “Frigi”. Quest’ultima, scritta all’inizio del V secolo a.C., è sopravvissuta ad oggi solamente in frammenti e analisi discusse in altre opere.
Il mosaico in questione misura 10 metri per 5,3 metri. Molto probabilmente ricopriva parte del pavimento di un triclinio (una sala da pranzo) in una grande villa. Verosimilmente il mosaico era già in uso nel IV secolo d.C., ma la villa probabilmente era occupata anche prima della realizzazione di quest’opera.
Sappiamo che nel racconto omerico, i Greci passarono 10 anni combattendo contro la città di Troia, la quale si trovava nell’odierna Turchia. Il mito racconta che Paride, come premio per aver incoronato Afrodite come divinità più bella (con grande scorno delle altre due concorrenti, Era e Atena), ottenne la più bella donna del mondo, Elena di Sparta. Dopo averla rapita, la portò con sé a Troia, scatenando le ire dei Greci che si riversarono in massa contro Troia.

Il mosaico raffigura tre scene del conflitto fra l’eroe greco Achille e il principe troiano Ettore. Nella prima scena deviamo i due che si affrontano a duello dopo che Ettore ha ucciso Patroclo, credendolo Achille.
Nel secondo pannello Achille, dopo aver sconfitto Ettore, ne trascina il cadavere dietro al suo carro. Nel terzo pannello Achille restituisce a Priamo, padre di Ettore, il corpo del figlio defunto, in cambio del suo peso in oro.
Inizialmente gli archeologi avevano pensato che il mosaico raffigurasse classiche scene tratte dall’opera di Omero. Ma Jane Masseglia, storica dell’Università di Leicester e prima autrice dello studio, esaminando più attentamente i mosaico ha scoperto che conteneva alcuni dettagli incoerenti con la versione di Omero.
Nello studio, pubblicato da poco sulla rivista Britannia, ecco che Masseglia e i suoi colleghi hanno spiegato che tali differenze indicano che a ispirare queste immagini fu l’opera di Eschilo.

Per esempio, nell’Iliade Achille esplicita che non accetterà oro come riscatto per il corpo di Ettore. Inoltre nel mosaico si vede Achille trascinare il corpo di Ettore intorno alla tomba di Patroclo, mentre nell’Iliade lo trascina attorno alle mura di Troia.
Queste incongruenze, non presenti nell’Iliade di Omero, sono invece presenti nei Frigi di Eschilo. Anzi: i Frigi è l’unica rivisitazione nota della guerra di Troia che narra questa versione degli eventi. Ma c’è un altro dettaglio che ha convinto i ricercatori in merito alla fonte di ispirazione del mosaico. Il pannello superiore, infatti, è basato su un disegno usato su un vaso greco risalente proprio all’epoca di Eschilo. Tutto ciò vuol anche dire i Romani in Britannia aveva stretti legami culturali con il resto del mondo classico.




