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Il Gambetto Evans, come un’onda oceanica ha creato una mossa degli scacchi

Se siete pratici degli scacchi, vi sarete imbattuti di sicuro nel celebre Gambetto Evans. Ebbene: pare che la creazione di questa mossa sia stata dovuta all’intervento fortuito di un’onda oceanica. In pratica il capitano William Davies Evans diede un nuovo significato alla frase “pezzo toccato, pezzo mosso”.

La genesi del Gambetto Evans

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Crediti foto: @Public domain, via Wikimedia Commons

William Davies Evans (1790-1872) era un capitano della Royal Mail che aveva una grande passione: gli scacchi. Il capitano era solito dilettarsi in partite mentre si trovava in viaggio. Cosa non semplicissima da fare: chiunque abbia provato a giocare a scacchi o dama in nave o in auto senza avere dei pezzi calamitati sa cosa intendiamo dire.

Comunque sia, un bel giorno, nel 1824, mentre Evans stava giocando una partita nella tratta da Milford Haven a Waterford, ecco che incappò in una grande onda che scosse la nave proprio mentre era il suo turno di muovere.

Lo scossone fece sì che Evans posizionasse il pedone in quello che, a prima vista, sembrò il posto sbagliato. Questo perché quel pedone era finito facile preda dell’avversario di Evans. Inconsapevolmente, però, Evans e l’onda marina avevano appena inventato il Gambetto Evans, quello in cui l’apparente sacrificio del pedone nasconde un’insidia assai più pericolosa per l’avversario.

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Crediti foto: @Fenya, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Negli scacchi il gambetto è una mossa di apertura in un cui un pezzo, di solito un povero pedone, è sacrificato in modo da ottenere un vantaggio di tempo o posizione. Si tratta di una trappola solitamente, quindi di solito si tende a declinare tale offerta così generosa.

Evans non si scordò di quella fortuita mossa e così nel 1826 la testò contro un giocatore professionista. Evans, tramite quel gambetto, riuscì a sconfiggere Alexander McDonnell. A quel punto il Gambetto Evans divenne una mossa famosissima.

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Crediti foto: @Public domain, via Wikimedia Commons

Alcune delle partite a scacchi più famose di quel tempo sfruttarono tale mossa. Per esempio, durante il Gambetto Evergreen, una partita informale giocatasi a Berlino nel 1862 fra il campione Adolf Anderssen e Jean Dufresne, ecco che Dufresne, mentre giocava con il Nero, fu così temerario da accettare il Gambetto. E finì col perdere la partita.

Inutile dire che, col passare del tempo, furono ideate mosse per contrastare il Gambetto Evans. E questo sia accettandolo che rifiutandolo. Se giocate a scacchi, avrete di sicuro sentito parlare della Difesa Lasker, particolarmente indicata in tal senso.