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testa decapitata

Testa decapitata usata come monito: succedeva con gli antichi Romani

Torniamo per un attimo in Spagna perché qui gli archeologi, al di fuori delle mura di un fortino risalente a 2mila anni fa hanno trovato la testa decapitata di un soldato. Molto probabilmente i Romani uccisero questo soldato e poi lo decapitarono, appendendone la testa alle mura del forte come monito per i nemici sconfitti.

Una testa decapitata come monito

testa decapitata
Crediti foto: @Santiago D. Domínguez-Solera

Sappiamo che nel corso del I secolo a.C. Roma mosse più volte guerra contro i Cantabri, feroci guerrieri celtici che vivevano nella Spagna settentrionale. Le Guerre Cantabriche andarono avanti dal 29 al 19 a.C. e iniziarono niente meno che con Ottaviano, in seguito diventato Augusto, il primo imperatore romano.

Proprio durante questo conflitto, nel 25 a.C. i Romani ottennero una vittoria contro i Cantabri durante l’assedio di La Loma, città celtica fortificata che si trova in quella che oggi è la provincia di Palencia. Gli archeologi hanno da poco effettuato alcuni scavi proprio a La Loma, scoprendo l’insolito teschio all’interno delle mura crollate del forte. Nello studio pubblicato su Journal of Roman Archaelogy hanno ipotizzato che tale teschio appartenesse a un difensore del forte celtico.

Subito fuori dalle mura, gli archeologi hanno recuperato centinaia di proiettili. Durante le sue ultime ore, La Loma fu tempestata da una salva di frecce romane. Sparsi sul terreno, poi, c’erano frammenti di armature e armi con danni tipici dei combattimenti corpo a corpo.

testa decapitata spagna
Crediti foto: @Silvia Carnicero

I Romani vinsero la battaglia, abbattendo poi le mura e distruggendo il forte. Ma torniamo al cranio. Era rotto e si trovava in un angolo del forte. Tuttavia faceva chiaramente parte dello strato di detriti associato al crollo delle mura difensive.

L’analisi del DNA del cranio ha rivelato che apparteneva a un uomo residente nella zona e che avesse circa 45 anni al momento della morte. Non c’erano però tracce del resto dello scheletro o di un’eventuale tomba. Considerando anche il colore e la sfaldatura delle ossa craniche, molto probabilmente il cranio venne esposto agli elementi e non sepolto.

legione romana

Santiago Dominguez-Solera, direttore di Heroica Archaelogy and Cultural Heritage, nonché autore principale dello studio, ha spiegato a Live Science che il cranio probabilmente si ruppe durante la demolizione delle mura. Il che vuol dire che la testa rimase esposta per diversi mesi.

Secondo i ricercatori, l’uomo probabilmente morì durante la difesa del forte. Ucciso dai Romani, questi lo decapitarono e posizionarono deliberatamente la testa in cima al muro. Successivamente la testa cadde e finì sepolta dalle macerie delle fortificazioni distrutte.

Il che ci starebbe con alcune pratiche delle legioni romane che prevedevano di esporre cadaveri interi e parti dei nemici sconfitti, soprattutto teste e mani. Queste pratiche avevano lo scopo di intimidire i nemici.