Sì, quella che vedete in foto è una scultura di legno che raffigura Ercole. Gli archeologi sono sicuri di questo. Ma la cosa più strana non è neanche questa. Il fatto è che i ricercatori hanno trovato questa scultura lignea dentro una fossa di rifiuti di epoca romana sull’isola di Ibiza.
Che ci faceva una scultura di legno di Ercole in una fossa di rifiuti romana?

Sappiamo che Ebusus, questo il nome di Ibiza nell’antichità, entrò a far parte del mondo romano solamente dopo la caduta di Cartagine, avvenuta nel 146 a.C. Sotto il dominio romano Ebusus divenne una prospera città portuale. Il porto principale era proprio quello della città di Ibiza, all’epoca chiamata Eivissa.
La scoperta attuale è avvenuta nel contesto di alcuni recenti lavori di scavo in vista della realizzazione di un complesso residenziale dalle parti di Isidor Macabich Avenue. Durante questi scavi è saltata fuori una scultura in legno raffigurante Ercole.
I Romani adattarono l’iconografia e i racconti dell’eroe divino greco Eracle trasformandolo in Ercole, attribuendogli anche alcuni miti che erano solamente romani.

Ma la cosa più curiosa in assoluto è che la statua di Ercole si trovava fra i resti di quello che, in origine, era un silo romano per il grano, ma che in seguito fu riciclato come fossa per i rifiuti.
Con il trascorrere dei secoli, la fossa si è riempita di acqua, creando così un ambiente anaerobico, privo di ossigeno. Tali condizioni hanno impedito ai microrganismi di decomporre la materia organica. Il che ha permesso alla scultura di sopravvivere in uno stato di conservazione praticamente perfetto.

Uno stato di conservazione similare è quanto avviene nelle torbiere dell’Europa settentrionale. Ma nel clima caldo e umido di Ibiza è quasi impossibile immaginare che si possano verificare circostante del genere.
Al momento la scultura lignea, insieme ad altri reperti ritrovati nella fossa come utensili, resti vegetali (fra cui noccioli di frutta) e antiche calzature, è ospitata presso il Museo archeologico di Ibiza e Formentera. Gli archeologi hanno provveduto poi a stabilizzare la scultura tenendo il legno in un ambiente controllato onde evitare la formazione di crepe.




