Un recente studio pubblicato sulla rivista Antiquity ha ipotizzato che l’unificazione politica della Cina, avvenuta sotto l’egida di Qin Shi Huang, il primo imperatore cinese e fondatore della dinastia Qin, sia stata frutto anche di banchetti e strutture cerimoniali che ospitarono raduni rituali. Le prove arriverebbero dal fatto che gli archeologi hanno riportato alla luce ben tre strutture rituali risalenti a circa 3.000-2.400 anni fa, nella provincia di Shandong, in Cina.
Banchetti e rituali alla base dell’unificazione della Cina

Solitamente l’unificazione politica della Cina è ascritta a Qin Shi Huang, il primo imperatore cinese. Salito al potere nel 247 a.C., a lui viene attribuito il merito di aver unificato diversi aspetti della società cinese, fra cui anche le misure e la scrittura.
Ovviamente tale processo di unificazione era in atto già da tempo, ben prima della nascita del primo imperatore. Le diverse potenze politiche che si spartivano il potere in Cina, infatti, da tempo stavano lavorando in modo da creare un’identità culturale condivisa.
Tuttavia, come data dell’unificazione politica cinese, di solito è indicato il 221 a.C. Solo che quando si parla di questo evento storico, ci si concentra sugli effetti su larga scala, trascurando così l’influenza dei rituali pubblici nei singoli insediamenti. Ma questo nuovo studio pone fine a questa lacuna.
I ricercatori si sono concentrati sul sito di Quianzhongzitou, nello Shandong. Occupato sin dalla preistoria, il sito, nel corso del tempo, si è evoluto, diventando prima un villaggio e poi un centro rituale sacro.

Gli scavi hanno permesso di riportare alla luce tre piattaforme. Una risale al periodo Zhou Occidentale (1046-771 a.C.), mentre le altre due al periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.). Costruite con tipi di terra di colori diversi, su una delle piattaforme gli archeologi hanno trovato diverse iscrizioni riportanti il carattere 土 (tu), che vuol dire terra. Vista anche la presenza di terra colorata, questo significa che erano usate per un qualche culto della terra.
Molto probabilmente le piattaforme fungevano da spazi aperti per raduni e spettacoli rituali pubblici. In effetti qui i ricercatori hanno trovato anche recipienti da cucina e resti di cibo. Il che indica che questi eventi erano accompagnati anche da banchetti su ampia scala.

Queste piattaforme probabilmente avevano lo scopo di riunire le persone, in modo da creare un’identità collettiva univoca tramite esperienze rituali condivise. Tramite questi banchetti rituali pubblici, le potenze emergenti dell’epoca cercarono di adattare e formalizzare i culti locali. In tal modo tentavano di creare un sistema che fosse approvato dallo Stato, legittimando così il proprio dominio.
In altre parole queste piattaforme rappresentavano uno dei modi in cui gli spiriti locali erano incorporati nel sistema di credenze statali, il che diede vita in seguito al sistema di credenze nelle Otto Divinità. E tutto questo avvenne prima del primo imperatore.




