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L’insospettabile fonte di potere del potente regno Chincha, in Perù

A quanto pare il potente regno di Chincha, in Perù, alimentò la sua ascesa con qualcosa di assolutamente improbabile: il guano degli uccelli. Questo almeno secondo un nuovo studio pubblicato su PLOS One: in esso gli studiosi hanno trovato prove del fatto che proprio gli escrementi degli uccelli fossero la base del potere e dell’influenza di questo popolo.

I Chincha e il riciclo del guano

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Sappiamo che nel 1532 il conquistador spagnolo Francisco Pizarro prese in ostaggio il sovrano Inca Atahualpa nella città di Cajamarca. Questo fatto avrebbe poi inesorabilmente condotto alla caduta dell’Impero Inca. Prima di ciò, però, Pedro Pizarro, il fratello di Francisco, aveva fatto notare una cosa assai curiosa.

Oltre ad Atahualpa, nella città di Camajrca, l’unica altra persona a essere trasportata su una lettiga era il Signore di Chincha. Il che voleva dire che quest’ultimo occupava una posizione elevatissima nella società Inca.

Chincha si trova nel Perù meridionale. Si tratta di una valle fluviale che conduce alla costa desertica. Come le altre valli, anche Chincha è alimentata dalle acque degli altopiani andini. A distanza di circa 25 km dalla costa, poi, si trovano le Isole Chincha, caratterizzate dall’ospitare i più grandi giacimenti di guano dell’Oceano Pacifico.

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Crediti foto: @The Met Museum, 1979.206.1025.

Proprio questi escrementi di uccelli marini rappresentano un fertilizzante organico assai potente. Rispetto a concimi terrestri a base di sterco bovino, infatti, il guano contiene molto più azoto e fosforo, elementi essenziali per la crescita delle piante.

Lungo la costa peruviana, la corrente oceanica Humboldt/Perù crea ampie riserve di pesca. Il che attira qui enormi colonie di uccelli marini che tendono a nidificare lungo le coste delle isole rocciose al largo. Grazie al clima secco della zona, il guano degli uccelli praticamente non viene mai disperso. Si accumula ancora e ancora, fino ad arrivare a diversi metri di altezza. Per tutti questi motivi, il guano peruviano era considerato di gran valore.

La ricerca pubblicata su PLOS One ha combinato iconografia, resoconti scritti e le analisi degli isotopi stabili del mais archeologico per sostenere che gli abitanti della valle di Chincha sfruttavano il guano già 800 anni fa come concime per i loro raccolti, in modo da aumentare la resa agricola.

Questo fece sì che il Regno di Chincha diventasse sempre più ricco e potente. Sappiamo già che il Regno di Chincha (1000-1400 d.C.) vantava una popolazione di circa 100mila persone. Questa comunità di pescatori, agricoltori e mercanti controllò la Valle di Chincha fino a quando, nel corso del XV secolo, non fu annessa all’Impero Inca.

Le analisi biochimiche effettuate sul mais recuperato dalle tombe presenti nella Valle di Chincha hanno dimostrato che questo mais aveva un contenuto in azoto più elevato rispetto al mais non fertilizzato. Visto che la metà dei campioni aveva valori così elevati, ecco che questo sarebbe stato possibile solamente utilizzando il guano degli uccelli marini come fertilizzante.

I Chincha sapevano bene quanto fossero importanti gli uccelli marini per la loro sussistenza. Nei loro tessuti, ceramiche, oggetti o anche negli ornamenti architettonici figurano spesso immagini di uccelli marini, pesci, onde e germogli di mais. Il che dimostra che i Chincha avevano capito alla perfezione come funzionava questo ciclo ecologico.

costa perù

Il guano diede ai Chincha un potere immenso: raccolti più ricchi volevano dire la possibilità di espandere le reti commerciali, permettendo una maggior espansione economica del regno. Gli Inca capirono bene quanto i Chincha fossero importanti per loro. Quando incorporarono i Chincha nel loro Impero intorno al 1400 d.C. ecco che lo fecero con una sorta di “capitolazione pacifica”. Fra l’altro fu una delle poche alleanze calcolate del genere a essere messa in atto.

Non si sa esattamente quale fosse l’accordo stipulato fra i Chincha e gli Inca, ma di certo il guano era alla base di queste negoziazioni. Questo anche perché gli Inca erano interessati al mais, ma non potevano accedere al guano. Cosa che, invece, i Chincha potevano fare. Il che potrebbe spiegare perché il Signore di Chincha fosse così importante da poter permettersi di essere trasportato in giro su una lettiga.