Storia Che Passione
piramidi giza

I misteriosi condotti sotto le piramidi di Giza

Gli archeologi hanno riscoperto tre misteriosi condotti nascosti sotto le sabbie che circondano le piramidi di Giza. Tali cunicoli hanno scatenato un vero e proprio dibattito: a cosa servivano? E potrebbero essere l’accesso alla rete sotterranea di cunicoli, quel labirinto nascosto sotto le piramidi, di cui vociferavano già alcuni storici greci del passato?

A cosa servivano i cunicoli sotto le piramidi di Giza?

piramidi giza

Questi cunicoli si trovano nel triangolo formato dalla Grande Sfinge, dalla Piramide di Cheope e dalla Piramide di Chefren. Si tratta di passaggi verticali, che scendono anche per più di 40 metri nella roccia madre e caratterizzati da pareti lisce. Inoltre la loro geometria è così precisa da rendere evidente che furono costruiti dall’uomo per un motivo. Ma quale?

Secondo il ricercatore Armando Mei del Khafre Research Project, questi cunicoli dovevano avere per forza di cose uno scopo particolare. La spiegazione più semplice è che si trattasse di condutture dell’acqua o di scavi casuali. Ma i ricercatori hanno scartato subito queste teorie.

La loro costruzione rivela doti ingegneristiche sofisticate, con pareti squadrate rivestite di blocchi di calcare e arenaria troppo precisi per essere dei condotti costruiti accidentalmente o frutto dell’erosione naturale. Inoltre sono anche troppo complessi per essere dei semplici pozzi d’acqua.

piramidi giza condotti
Crediti foto: @Armando Mei

Considerate che, a una profondità di circa 12 metri, ciascun pozzo presenta una cavità larga 24 metri che circonda il passaggio. E le immagini satellitari dimostrano che i cunicoli vanno ancora più in profondità.

Effettivamente, diversi autori e storici del passato, fra cui Erodoto, avevano sussurrato l’ipotesi dell’esistenza di un enorme labirinto in Egitto. Tale labirinto sarebbe stato formato da qualcosa come 3mila camere, di cui alcune nascoste sottoterra. E ci sarebbe stata anche una grande piramide sotterranea.

Per secoli gli studi hanno dibattuto se il racconto di Erodoto fosse basato su dati reali o se fosse solamente un’esagerazione. Ma adesso, la scoperta di questi passaggi verticali unita alle tecnologie di scansione avanzate che rivelano la presenza di anomalie sotto l’altopiano, hanno fatto supporre che qualcosina di vero nelle parole di Erodoto ci fosse.

In realtà precedenti documenti storici confermano l’esistenza di strutture sotterranee a Giza. Alcuni esploratori del XIX secolo, fra cui Giovanni Caviglia e Henry Salt, documentarono la presenza di strani pozzi vicino alla Sfinge e alla strada rialzata di Chefren.

Successivamente l’archeologo francese Pierre-Jean Mariet mappò ulteriori anomali, mentre fra il 1929 e il 1939, George Reisner, Hermann Junker e Selim Hassan, tracciarono il percorso di una serie di cavità disposte in linea fra la Sfinge e la Piramide di Chefren.

Solo che le loro indagini, da allora, furono dimenticate. Fino ad oggi, almeno. Mei e il suo team, fra cui figurano anche il professor Corrado Malanga e l’ingegnere Filippo Biondi, hanno sfruttato la tecnologia satellitare SAR per studiare la struttura del sottosuolo della piana di Giza.

piramidi giza schema
Crediti foto: @Progetto Madain

Sono così riusciti a localizzare di nuovo i cunicoli che i precedenti esploratori avevano documentato. Il primo cunicolo si trova a nord-est della Sfinge ed è profondo almeno 40 metri (per intenderci: un edificio di 12 piani). Presenta un’imboccatura quadrata in pietra calcarea, con pareti molto precise.

Il secondo pozzo è simile al primo e si trova vicino alla strada processionale di Chefren, una rampa che collega il Tempio della Valle alla piramide.

Il terzo cunicolo, invece, si trova sul lato orientale della Piramide di Cheope. Il suo ingresso era rinforzato con blocchi di contenimento, quasi come se fosse usato frequentemente nell’antichità. Inoltre nella parete occidentale è presente una sorta di rientranza che sembrava quasi essere stata progettata per sollevare oggetti dal basso.

Questi tre condotti sono separati da meno di 50 metri: innegabilmente fanno parte di uno schema o di un qualche progetto intenzionalmente costruito. Fra l’altro la loro disposizione, in rapporto alle piramidi, ricorda un po’ la disposizione delle stelle nella Cintura di Orione.

Nelle vicinanze, poi, si trovano due condotti più piccoli e grezzi. Questi potrebbero essere delle aggiunte successive, non profondi e raffinati come i primi, forse un tentativo da parte dei discendenti di quegli architetti di imitare la rete sotterranea originale.

Gli archeologi hanno poi rilevato ulteriori anomalie vicino alla Sfinge, quasi come se ci fossero delle cavità interconnesse sotto l’altopiano. Il tutto quasi come se gli antichi Egizi avessero progettato sia i monumenti al di sopra della terra che quelli sotterranei con la medesima cura.

E persiste ancora il dubbio sulla loro funzione. Servivano per offerte rituali? Erano usati come sistemi idraulici o come camere di trasporto per collegare i diversi livelli di un complesso sotterraneo? Erano collegati al Nilo come parte di un sistema di gestione delle acque? O erano punti di collegamento con spazi cerimoniali sotterranei o con aree di stoccaggio?