Storia Che Passione
Foto del giorno: Nelson Mandela, libero

Foto del giorno: Nelson Mandela, libero

Fotografia dell’AP, prigione di Victor Verster, Sudafrica, 11 febbraio 1990. Nelson Mandela esce di prigione dopo 27 lunghi anni di reclusione. Alza un braccio al cielo, in segno di vittoria. Sì, perché è il trionfo di chi ha resistito, di chi non ha mai caduto dinnanzi alle angherie della segregazione, di chi ha anteposto la forza di un’ideale giusto alla propria incolumità, facendosi simbolo e al contempo esempio della lotta all’apartheid.

Foto del giorno: Nelson Mandela, libero

Dagli anni ’80 la situazione per il Sudafrica si era fatta insostenibile. La pressione internazionale aveva isolato il Paese, costringendolo a fare i conti con il proprio sistema socio-politico, improntato sul segregazionismo e sulla predominanza dei bianchi sui neri.

Il 1989 arriva anche per il Sudafrica, e con esso il cambiamento. Nella giornata del 15 agosto, Frederik de Klerk accetta l’investitura di Presidente della Repubblica del Sudafrica. Le sue parole accompagnano l’idea di base che qualcosa deve cambiare, perché necessario se il Paese vuole sopravvivere. Si sonda l’idea di abbandonare l’apartheid, ma per farlo è doveroso compiere un’altra azione, propedeutica per così dire: liberare chi contro quel sistema squilibrato aveva sempre lottato. Un nome su tutti è quello di Nelson Mandela.

Nelson Mandela con Frederik de Klerk

Madiba – soprannome affettuoso di Mandela – giaceva in carcere dal 1964. La sentenza dei tribunali lo inquadrava come un agitatore sociale, un sabotatore dello Stato e un cospirazionista in perfetta antitesi rispetto al governo di Pretoria. La prima e più grande picconata al sistema spietatamente orchestrato dai vari Hendrik Verwoerd, Daniel François Malan e Johannes Gerhardus Strijdom, fu data esattamente in quell’11 febbraio 1990. La liberazione di Nelson Mandela fu un evento di caratura internazionale, ed era difficile aspettarsi qualcosa di meno.

Finalmente libero di dire, fare e pensare, Mandela desiderò per il Sudafrica l’unità. Ma non un’unità di facciata, fatta di slogan ad effetto buoni solo a nascondere il marcio di una nazione dove se nasci bianco hai tutto, ma se vieni alla luce con un colore diverso, beh, rasenti la schiavitù. No, quella di Nelson Mandela fu un atto finalmente doveroso di riconciliazione paritaria. Un gesto utile a prevenire la guerra civile dopo anni di rabbia repressa.

Nelson Mandela presidente 1994

Questo atto di cui parlo ha luogo durante le elezioni del 1994, le prime a suffragio universale in Sudafrica. Il suo partito, l’African National Congress (ANC), ottiene una maggioranza netta e inconfutabile. Il 60% d chi si è recato alle urne ha votato per un futuro migliore. Eppure Nelson Mandela vede oltre gli schemi elettorali e le logiche del potere politico. Chiede ed ottiene da tutte le altre forze partitiche concorrenti di coagularsi attorno a lui, permettendogli la guida di un governo di unità nazionale. Il passo è preliminare per l’approvazione di una nuova Costituzione, quella che ancora oggi parla a tutti i sudafricani e non più a una parte privilegiata di loro.