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elena di troia

Elena di Troia, la più bella fra le belle

Non è ancora uscita nei cinema, ma l’Odissea di Nolan sta facendo già discutere. E prima che gli animi si scaldino ulteriormente, andiamo a rinfrescarci la memoria e vediamo chi era Elena di Troia, figura cardine dell’Iliade, ma che compare anche nell’Odissea.

Tutto quello che volevate sapere su Elena di Troia

elena di troia
Crediti foto: @Evelyn De Morgan, Public domain, via Wikimedia Commons

Di solito di Elena di Troia ci ricordiamo che era bellissima, che era la moglie di Menelao, che Paride la rapì e che scatenò (suo malgrado) la guerra di Troia. Considerata la donna più bella del mondo, in realtà questa figura della mitologia greca è presente in parecchi miti.

Origini e famiglia – Esistono diverse versioni riguardo ai miti che circondano Elena di Troia. Per esempio, secondo Erodoto, lei non era nemmeno a Troia durante l’omonima guerra. Tuttavia queste versione alternative riguardano anche le sue origini.

Una delle più diffuse sostiene che la madre di Elena fu Leda, moglie di Tindaro, re di Sparta. Zeus, invaghitosi di Leda, le si presentò sotto forma di cigno. Da questa unione Leda partorì quattro bambini, due coppie di gemelli: Elena e Clitennestra da una parte e Castore e Polluce, i Dioscuri, dall’altra. Solo che Polluce ed Elena erano i figli di Zeus, mentre Castore e Clitennestra erano figli di Tindaro. Alla faccia delle famiglie allargate. Un’altra versione, invece, sostiene che Elena nacque da un uovo prodotto dall’unione fra Zeus e la dea Nemesi.

Dal matrimonio con Meneleao, Elena ebbe una figlia, Ermione. Alcune fonti sostengono che ebbe anche altri figli, Nicostrato, Eziola, Megapente e Plistene. Ma qualcuno sostiene che fossero figli delle concubine di Menelao. Da Paride, invece, ebbe Bugono, Agano, Ideo ed Elena (quest’ultima fu uccisa per vendetta da Ecuba, la nonna materna, durante la caduta di Troia).

Elena e Teseo – Ben prima di arrivare alla guerra di Troia, Elena fu l’involontaria protagonista di una vicenda che ebbe come artefice Teseo. Elena, sin da giovanissima, era dotata di una bellezza fuori dall’ordinario.

Esiodo la descriveva come “dai capelli chiari”, mentre Omero ne parlava come di “Elena dai bei capelli”, di “Elena dalle braccia bianche” e di “Elena, regina tra le donne”.

Teseo, il leggendario eroe di Atene, ad un certo punto decise di rapire Elena per farne la sua sposa (mentre l’amico Piritoo decise di rapire Persefone per farne la sua sposa, cosa che finì malissimo come scoprì successivamente Ercole).

Elena, a cui probabilmente si devono essere ispirati i Cavalieri dello Zodiaco per il personaggio di Lady Isabel visto che passò gran parte della sua vita come vittima di rapimenti, fu catturata da Teseo, la quale la affidò alla madre affinché la crescesse in modo da farla diventare sua moglie. Ma i Dioscuri riuscirono a salvarla, invadendo l’Attica e riportando Elena a casa. Insomma, fin da piccola la bellezza di Elena fu per lei una specie di maledizione.

Elena canova
Crediti foto: @Antonio Canova, Public domain, via Wikimedia Commons

Elena e i pretendenti – Man mano che Elena cresceva, ecco che Tindaro si accorse di avere un problema. Ritenuta la donna più bella del mondo, aveva uno stuolo infinito di pretendenti. Fra cui grandi nomi come Aiace Telamonio, Menelao di Sparta, Diomede, Patroclo, Teucro e pure Ulisse. Tutti nomi che rivedremo ampiamente nell’Iliade.

Re, nobili e guerrieri di chiara fama si dichiararono tutti disposti a sposare Elena. Solo che Tindaro aveva paura che, chiunque avesse scelto, avrebbe scontentato gli altri, scatenando un’inevitabile guerra. Così Ulisse, il quale partecipava al tutto tanto per passare il tempo visto che in realtà aveva già messo gli occhi su Penelope, suggerì a Tindaro una pratica via di fuga.

In pratica Tindaro dichiarò che la scelta del futuro marito sarebbe spettata solo ed esclusivamente a Elena. Solo che prima di far sapere a tutti quale sarebbe stata la scelta della ragazza, fece giurare a tutti i pretendenti che, indipendentemente dalla scelta, gli altri avrebbero sempre protetto la figlia, imbracciando anche le armi se fosse stato necessario per proteggerla anche da eventuali rapimenti (che con Elena a quanto pare erano all’ordine del giorno). In questo modo nessuno avrebbe potuto vendicarsi se non fosse stato scelto.

Tutti giurarono ed Elena finì col scegliere Menelao, principe di Micene e fratello di Agamennone, re di Micene. Diventando il marito di Elena, poi, Menelao assurse al trono di Sparta. Nel frattempo Agamennone, tanto per rinsaldare i legami con la famiglia, si sposò con Clitennestra, la sorella di Elena, una vita da eterna seconda praticamente.

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Crediti foto: @Livioandronico2013, Public domain, via Wikimedia Commons

Elena e la guerra di Troia – E arriviamo al focus della vicenda. Ma facendo un passo indietro. Sull’Olimpo, durante uno dei soliti banchetti, si scatenò l’inferno quando Eris, la dea della discordia, per ovvi motivi non invitata alla festa, lanciò in mezzo alla sala un pomo d’oro con su scritto “Alla più bella”. Immediatamente Afrodite, Era e Atena pretesero di essere la destinataria della mela. Visto che non riuscivano a mettersi d’accordo, chiesero a Zeus di indicare chi fra le tre fosse la più bella.

Al che Zeus si trovò un tantino in difficoltà: Era era pur sempre sua moglie, Atena era la sua figlia prediletta e Afrodite, beh, era la dea dell’amore e della bellezza. Non potendo scegliere senza scatenare fuoco e fiamme, decise di demandare la decisione a un mortale. E scelse Paride, un pastore che pascolava le pecore vicino a Troia.

Ovviamente Paride non era un mortale qualsiasi: anche lui era molto bello e fra l’altro era il figlio di Priamo ed Ecuba, i sovrani di Troia. Una profezia alla sua nascita aveva decretato che avrebbe portato un tantino di sventura alla città. Così decisero di abbandonare il neonato fuori dalla città. Ma un pastore lo salvò da morte certa e lo allevò come un figlio.

Questo almeno fino a quando, da adulto, Priamo non lo riconobbe. Ma torniamo alla mela d’oro. Zeus disse a Paride che avrebbe dovuto scegliere la più bella fra le dee. Al che le tre offrirono a Paride un incentivo: Era gli disse che, se l’avesse scelta, lo avrebbe fatto diventare l’uomo più potente del mondo, Atena che lo avrebbe fatto diventare il più sapiente e Afrodite che gli avrebbe dato la donna più bella del mondo. Neanche a dirlo Paride scelse Afrodite.

Una volta riconosciuto da Priamo come il figlio perduto, ecco che ad un certo punto a Paride fu chiesto di recuperare Esione, sorella di Priamo, detenuta a Sparta. Paride si propose volontario, promettendo che, se non fosse riuscito a recuperare Esione, magari avrebbe portato con sé una principessa greca sua pari, per bilanciare le cose. Ovviamente non disse che aveva messo gli occhi su Elena, ma in realtà aveva già deciso che, in qualche modo, sarebbe andato a Sparta per rapire Elena.

Alla fine Paride si recò a Sparta insieme al cugino Enea. Ma non prima che la sorella Cassandra avesse predetto che da quel viaggio sarebbe scaturita la guerra. Ma niente da fare: Paride arrivò a Sparta, si innamorò di Elena, ricambiato a quanto pare (anche se non si sa quanto di questo amore fosse reale o frutto dei magheggi di Afrodite) e la rapì, portandola a Troia.

Il resto lo sappiamo: furiosi per l’affronto, Agamennone e Menelao chiamarono alle armi tutti i vecchi pretendenti di Elena (praticamente tutta la Grecia) e partirono con un’enorme esercito alla volta di Troia. Ed Elena? Beh, Paride la presentò come la sua donna, ma non ebbe vita facile a Troia.

Oltre al fatto che si dava continuamente la colpa dello scoppio della guerra e dei morti da essa provocati, ecco che la maggior parte dei Troiani la disprezzava, individuando in lei la causa di tutti i loro guai. Solamente Priamo ed Ettore furono gentili con lei. E ben presto si rese conto che non provava davvero amore per Paride, arrivando pure a disprezzarlo per via della sua indolenza e codardia. Fra l’altro alla morte di Paride, Elena fu costretta a sposarne un altro fratello, Deifobo.

Elena dopo la guerra di Troia – E quando la guerra finì? Se andiamo a leggere l’Odissea, scopriamo che alla fine di tutto Elena si riconciliò con Menelao (quando Telemaco arriva a Sparta la incontra) e tornò a Sparta come regina, come se niente fosse. O quasi: il marito la perdonò, forse, ma i sudditi mai. Tanto che si raccontava che pure Oreste, il nipote, cercò di ucciderla.

Un’altra versione sostiene che venne divinizzata, insieme ai fratelli Castore e Polluce. Ma c’è anche chi dice che, dopo la morte di Menelao, due dei suoi figli la cacciarono di casa. Costretta a rifugiarsi a Rodi, qui Polisso la fece impiccare per via delle morti provocate dalla guerra di Troia.