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decapoli romana

Cosa si intende con Decapoli romana?

Mai sentito parlare della Decapoli romana? Questo termine si riferisce a un territorio del Vicino Oriente formato da un gruppetto di dieci città di frontiera. Queste città si trovavano vicine al confine orientale dell’Impero Romano, occupando una zona compresa fra le moderne Giordania, Siria e Israele.

A cosa serviva la Decapoli romana?

decapoli romana
Crediti foto: @Nichalp, CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons

Le dieci città che formavano la Decapoli a dire il vero non erano una lega ufficiale. Non erano neanche unite, politicamente parlando, anche se avevano somiglianza a livello di lingua e cultura. Erano accomunate, oltre dal fatto di sorgere in un territorio di frontiera, dal fatto di essere importanti centri di cultura greca e romana in un territorio a maggioranza semitico. Qui, infatti, predominavano Ebrei, Nabatei e Aramei.

Ciascuna città aveva i suoi privilegi che garantiva un certo grado di autonomia dall’Impero Romano. Nel suo Naturalis Historia Plinio il Vecchio nomina queste città:

  • Jerash o Gerasa
  • Scythopolis (l’attuale Beit-Shean, l’unica città a ovest del fiume Giordano)
  • Hippon o Sussita (l’attuale Hippos)
  • Gadara (l’attualeUmm Qays)
  • Pella (l’attuale Tabaqat Fahil, si trovava a est di Irbid)
  • Philadelphia (l’attuale Amman)
  • Dion
  • Canatha (l’attuale Qanawat)
  • Raphana (l’attuale Bayt Ras)
  • Damasco (la capitale dell’attuale Siria)

Alcune fonti, poi, aggiungono anche Baalbek, Abila (l’attuale Quwayliba) e As-Salt.

souvenir giudea

Tutte le città della Decapoli, tranne Damasco, fanno risalire la loro fondazione durane il periodo ellenistico. Si parla di un periodo compreso fra il 323 a.C., la data della morte di Alessandro Magno e il 63 a.C., quando i Romani, guidati dal generale Pompeo, riuscirono a conquistare Giudea e Siria.

Nonostante gli inevitabili conflitti iniziali fra i Greci conquistatori e i semiti locali, ecco che ben presto le città della Decapoli divennero la base della diffusione della cultura greca in Medio Oriente. Tanto che alcune divinità semitiche locali iniziarono a essere chiamate Zeus.

Quando nel 63 a.C. Pompeo conquistò la Giudea, ecco che gli abitanti della Decapoli si schierarono dalla parte dei Romani, considerandoli alla stregua di liberatori contro il dominio ebraico degli Asmonei. I Romani cercarono di spingere lo sviluppo delle città della Decapoli, in modo da estendere la sfera di influenza della cultura romana anche in aree così distanti da Roma. Queste città-stato, però, furono sempre alquanto autonome, tanto da poter coniare ciascuna la propria moneta.

damasco

Tuttavia i Romani ricostruirono ciascuna di queste città secondo la classica pianificazione romana a cardo e decumano, aggiungendo templi ed edifici pubblici, stimolando il commercio e creando nuove strade romane. Ma attenzione: la Decapoli non fu mai, in nessun momento, una lega o un’unione politica ufficiale. E neanche un’unione commerciale o mercantile, se per questo.

Il termine, poi, cadde in disuso con l’imperatore Traiano. Costui, nel II secolo, creò la provincia romana dell’Arabia subito a est della Palestina. Alcune delle città della Decapoli ricaddero in questo territorio, altre rimasero nella Siria e altre ancora nella Palestina Secunda. Preservarono la loro identità romana ed ellenica, ma di Decapoli si sentì parlare sempre di meno.