Come annunciato ufficialmente dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, al largo delle coste di Gallipoli gli archeologi hanno trovato un antico relitto romano. La scoperta, in realtà, risalirebbe al 2025, ma solamente adesso è stato dato l’annuncio per proteggere il sito da saccheggi. Infatti è dall’anno scorso che il relitto è tenuto sotto controllo dalla Guardia di Finanza, di concerto con la Soprintendenza Archeologica per le Belle Arti e il Paesaggio.
Cosa sappiamo del relitto romano di Gallipoli?

Il relitto romano di Gallipoli è una nave mercantile, una navis oneraria per la precisione. Si trattava di navi commerciali romane usate per i commerci marittimi sulle lunghe distanze. Il relitto si trova adagiato sul fondale marino, a una notevole profondità. Ma nonostante questo appare straordinariamente ben conservato. E cosa più importante, il carico è ancora presente.
Il carico comprende anfore piene di garum, la salsa di pesce fermentata che andava per la maggiore sulle tavole degli antichi Romani. Fra l’altro il garum era considerato un prodotto di lusso ed era commerciato in tutto l’Impero Romano, inclusa Hispania e Gallia.
Il motivo per cui solamente adesso è stata rivelata l’esistenza di tale relitto è presto detto. I siti archeologici sottomarini sono particolarmente vulnerabili ai saccheggi. Questo soprattutto quando comprendono carichi e reperti preziosi come le anfore di garum.

Per questo motivo, finora, il ritrovamento è stato tenuto sotto segreto, con l’area continuamente pattugliata. Nel frattempo, gli archeologi hanno proceduto con le loro indagini, mettendo in sicurezza il sito e ideando una strategia di protezione.
Secondo gli archeologi, è possibile che questa nave fosse parte di una più ampia rete commerciale che si occupava dei rifornimenti dei mercati d’élite, trasportando prodotti alimentari di lusso. Fra l’altro la disposizione delle anfore sul fondale marino ricrea la sagoma originale della nave. Il che permette di avere qualche dettaglio in più anche in merito alle tecniche di costruzione navale.

La posizione del relitto, poi, non è certo insolita. Le acque di Gallipoli e del Salento in generale, infatti, facevano parte di un importante corridoio marittimo che collegava il Mediterraneo orientale con quello occidentale. Ma le medesime rotte erano spesso esposte a tempeste improvvise e violente che causavano naufragi.




