Storia Che Passione
Accadde oggi: 27 gennaio

Accadde oggi: 27 gennaio

Almanacco del 27 gennaio, anno 1606: nella città di Londra, incomincia il processo contro otto dei cospiratori che nel novembre dell’anno precedente hanno pianificato l’esplosione del Parlamento inglese e l’uccisione del re, Giacomo I d’Inghilterra. L’evento è passato alla storia come “congiura delle polveri” (“The Gunpowder Plot” in inglese) ed è stato oggetto d’ispirazione per innumerevoli opere artistiche, letterarie e cinematografiche.

Accadde oggi: 27 gennaio

Il 27 gennaio 1606 è la data che segna la fine di un accaduto importantissimo per la storia moderna inglese. Per capire come si sia arrivati al processo intentato contro i congiurati cattolici, bisogna esaminare la situazione nell’Inghilterra, così come in Europa, di quel tempo. Naturalmente l’instabilità politica, sociale e religiosa traeva origine dalla Riforma, la quale dai primi decenni del XVI secolo contrapponeva irrimediabilmente cattolici e protestanti.

Nel Regno d’Inghilterra questi contrasti avevano ricoperto un ruolo primario nella salita al trono di Elisabetta I. Nell’anno 1559, l’ultima dei Tudor sul trono inglese e i suoi più fidati consiglieri misero a punto una sorta di “compromesso” per cui si sarebbe data forma ad una chiesa protestante nazionale, pur non rinnegando alcuni aspetti dell’amministrazione liturgica tipicamente cattolici.

Chi viveva sotto la sovranità della regina Elisabetta ma doveva la cura della sua anima a Roma, si ritrovò improvvisamente ostracizzato, dato che la Corona – in ottemperanza al principio Cuius regio, eius religio – proibì il culto cattolico. In poche parole, per vivere in pace e serenità oltremanica, si doveva rinnegare in toto l’autorità del papa e riconoscere quella del sovrano, non solo in materia temporale, bensì anche in quella spirituale.

27 gennaio Giacomo I

La decisione di Elisabetta I segnò per sempre l’Inghilterra, risultando, ma questo è ovvio, gravida di conseguenze. Nella seconda metà del Cinquecento furono davvero tanti gli eventi che radicalizzarono lo scontro confessionale: gli interminabili conflitti con i cattolici irlandesi; il braccio di ferro con il papato; il cattolicissimo Filippo II di Spagna che minaccia il regno nel 1588 con l’Armada Invencible. Come non citare poi le guerre di religione in Francia e gli interessi di mezza Europa su quanto accadeva nei Paesi Bassi spagnoli dopo il terribile Sacco d’Anversa.

Alla morte della regina Elisabetta nel 1603, furono in tanti a vedere nel suo successore Giacomo Stuart, un riformatore in senso libertario. Il presentimento trovò iniziale riscontro nel trattato di Londra del 1604; l’Inghilterra si impegnò a non aiutare più i protestanti olandesi e la Spagna promise di non fornire assistenza militare ai cattolici inglesi. La distensione fu solo apparente. Benché una larga parte della gentry (i grandi proprietari terrieri, quasi tutti cattolici) rispettasse, almeno nella facciata, il compromesso del 1559 – praticando in privato, ma senza contestare pubblicamente l’anima della Riforma anglicana – vi era una nutrita minoranza di intransigenti papisti.

Fra questi riconosciamo, in quei primissimi anni del XVII secolo, i congiurati che il 27 gennaio 1606 finiranno sotto processo. Non serve menzionarli tutti; ne bastano due: Robert Catesby e Guy Fawkes. La mente organizzatrice della macchinazione e il volto postumo della stessa.

27 gennaio Guy Fawkes

Catesby era un rampollo della gentry cattolica inglese. Proveniente dal Warwickshire, perciò dalle Midlands, il lui era preponderante la convinzione di dover rovesciare il governo protestante per istaurarne uno cattolico. Come riuscire in una simile impresa? Egli pensò bene di dare sfogo ad un gesto di una tale violenza da risultare eversivo dell’ordine costituito. Ciò si tradusse nel seguente piano, orchestrato da lui e da una decina di seguaci: far saltare la Camera dei Lord, il re e quindi tutto l’apparato di governo. Il verbo “saltare” è da intendere nel suo senso letterale, e non metaforico.

Robert Catesby cercò l’appoggio iberico, ma si vide rispondere picche. Ciò che invece trovò fu la partecipazione alla congiura di Guy Fawkes. Nato a York nel 1570, aveva servito l’Impero spagnolo combattendo in lungo e in largo nel continente durante la guerra degli ottant’anni. La cospirazione prese velocemente forma, anche grazie ai finanziamenti che progressivamente giungevano dai nuovi arrivati. Alla fine gli agitatori furono in 13. Acquisita la polvere da sparo necessaria a demolire un edificio come il Palazzo di Westminster e affittata una cantina al di sotto della struttura, tutto poteva dirsi pronto. La data segnata in rosso era il 5 novembre 1605, all’apertura del Parlamento.

27 gennaio condanna a morte 1606

Una settimana prima però una lettera anonima finì sulla scrivania di lord Mounteagle, cattolico ma membro del Parlamento. Nella missiva si pregava l’aristocratico di non presentarsi all’inaugurazione della sessione parlamentare se, e solo se, «avesse avuto cara la vita». Un modo carino per dire che all’orizzonte sarebbe accaduto qualcosa di incredibilmente brutto. La lettera finì velocemente sotto gli occhi di re Giacomo, il quale inizialmente ne mise in dubbio l’autenticità.

Comunque a ridosso del 5 novembre 1605 il comando della gendarmeria ordinò una serie di ispezioni attorno al palazzo. In una di queste si scoprì la malefatta. Le guardie trovarono Guy Fawkes (per l’occasione scelse il nome fittizio di John Johnson) all’interno della cantina affittata. Sì, ma con tutti i 36 barili pieni di polvere da sparo pronti ad esplodere. La congiura delle polveri fallì.

27 gennaio V per Vendetta

Sotto tortura Fawkes fece i nomi degli altri complici. A nulla servì la tentata fuga di quest’ultimi. Catesby morì in uno scontro a fuoco con i soldati di re Giacomo. Gli altri finirono tutti nella Torre di Londra, dove li attesero giornate interminabili all’insegna della tortura e della privazione. Il 27 gennaio 1606 iniziò il processo e nei giorni immediatamente dopo si applicarono le condanne a morte. Guy Fawkes, salito sul patibolo, riuscì a divincolarsi dal boia e si lanciò al di sotto dell’impalcatura in legno. Non fu la corda, ma la caduta a spezzargli il collo.

Lui, e non Catesby, divenne l’emblema della congiura delle polveri, ancora oggi ricordata in Gran Bretagna ogni 5 novembre. A lui si ispira il personaggio filmico di V, protagonista di V per Vendetta.