Storia Che Passione
Accadde oggi: 19 gennaio

Accadde oggi: 19 gennaio

Almanacco del 19 gennaio, anno 1981: ad Algeri, rappresentanti dei governi di Stati Uniti e Iran, firmano gli accordi che porranno fine alla cosiddetta “crisi degli ostaggi”. Il deterioramento delle relazioni politico-diplomatiche fra Washington e Teheran, già in essere dalla rivoluzione islamica, subì una portentosa accelerazione proprio a causa di questo evento, segnando in maniera indelebile la storia degli anni ’80 del Novecento e, sebbene spesso lo si dimentichi, anche quella dei giorni nostri.

Accadde oggi: 19 gennaio

Tralascerò volontariamente gli antefatti scaturiti dalla Rivoluzione khomeinista dato che all’argomento si è dedicato uno specifico approfondimento (questo per l’esattezza). La crisi degli ostaggi in Iran iniziò il 4 novembre 1979. Centinaia di manifestanti, fra i quali studenti islamici e attivisti mossi da un profondo sentimento antistatunitense, assaltarono l’ambasciata americana a Teheran. Questi presero possesso dell’edificio, catturando tutti i cittadini statunitensi al suo interno.

Inizialmente l’occupazione dell’ambasciata doveva essere temporanea. Le cose cambiarono quando l’ayatollah Khomeyni, volendo giustamente cavalcare l’onda del sostegno popolare, avallò il gesto. Gli studenti della Rivoluzione chiedevano essenzialmente due cose: l’estradizione dello scià Reza Pahlavi – in quel momento sotto cure mediche a New York – e le scuse pubbliche del presidente Carter per le ingerenze americane negli affari interni iraniani. L’amministrazione democratica rispose con un sostanziale embargo del petrolio iraniano.

19 gennaio crisi ostaggi Iran

A metà novembre si rilasciarono 13 ostaggi, donne e neri, poiché facenti parte di “minoranze oppresse” secondo la definizione degli studenti islamici. A luglio del 1980 gli iraniani rilasciarono anche un cittadino americano nel frattempo ammalatosi di sclerosi multipla. Gli ostaggi rimasero così 52. Fra di loro non figuravano 6 persone, le quali, al momento dell’assalto all’ambasciata, riuscirono a scappare via, trovando rifugio nella casa dell’ambasciatore canadese in Iran.

La CIA orchestrò un piano abbastanza curioso per liberarli. Con l’aiuto di un agente in loco e dello stesso diplomatico canadese, il gruppo di uomini fu fatto passare per una troupe cinematografica, in Iran per girare un film di nome Argo. Con questa scusa, i sei passarono inosservati, fino al giorno del loro prelievo, avvenuto nella più completa riservatezza il 28 gennaio 1980. La vicenda è alla base della trama del vero film Argo, vincitore di tre premi Oscar.

19 gennaio operazione Eagle Claw

Tornando alla crisi degli ostaggi, nell’aprile del 1980, Jimmy Carter autorizzò un operazione militare speciale, dopo averla osteggiata a lungo. L’operazione Eagle Claw (artiglio d’aquila) previde l’invio in territorio iraniano di aerei C-130 e di elicotteri militari. Tramite una serie intricata di fasi operative (l’avvicinamento a tappe alla capitale, passando per il deserto; l’assalto frontale all’ambasciata statunitense; la liberazione degli ostaggi e il trasporto fino al luogo dell’estrazione; il ritorno a casa) si cercò di liberare tutti i 52 ostaggi. Invece Eagle Claw si concretizzò in una figuraccia senza precedenti per il governo USA e per la presidenza Carter.

A causa di incomprensioni durante l’operazione, di una violenta tempesta di sabbia e di un incidente fra gli elicotteri, morirono 8 militari statunitensi e un civile iraniano. Quest’ultimo era un poveretto che guidava la sua autocisterna e che casualmente passò vicino la postazione degli americani, i quali, pensando di aver perso la copertura, fecero saltare in aria il camion.

19 gennaio Carter presidente 1981

La Tv iraniana raccontò per filo e per segno il fallimento americano. Mentre dall’altra parte dell’Atlantico la figura barbina costò a Carter 20 punti percentuali nel gradimento elettorale. Dopo mesi di nulla, la guerra fra Iran e Iraq (settembre 1980) rappresentò una svolta. A favorire l’inizio di nuove trattative furono diversi fattori. All’Iran di Khomeyni pesavano troppo le sanzioni economiche occidentali. Inoltre c’era un disperato bisogno dello scongelamento dei beni iraniani trattenuti dalle banche americane a seguito della Rivoluzione del ’79. Poi lo scià era morto, quindi decadeva una delle richieste più importanti per la liberazione degli ostaggi.

Le trattative riservate godettero della mediazione di Paesi musulmani moderati; primo fra tutti, l’Algeria. Infatti Algeri ospitò la firma degli accordi del 19 gennaio 1981. Con gli stessi si sancì la liberazione dei prigionieri in cambio dello scongelamento dei fondi iraniani e dell’affermazione del principio di non ingerenza. Gli ostaggi furono materialmente liberati il 20 gennaio, nelle stesse ore in cui alla Casa Bianca s’insediava un nuovo presidente statunitense, il repubblicano Ronald Reagan.