Storia Che Passione
Accadde oggi: 1° gennaio

Accadde oggi: 1° gennaio

Almanacco del 1° gennaio, anno 1834: entra formalmente in vigore lo Zollverein, l’unione doganale interna alla Confederazione tedesca, promotrice secondo alcuni storici della futura unificazione politica della Germania. Non dobbiamo pensare che l’accaduto, siccome strettamente legato alla storia teutonica, sia privo di implicazioni sul tessuto socio-economico europeo. Anzi, lo Zollverein fu il primo caso della storia moderna europea a dimostrare quanto il principio dell’integrazione (volontaria e non imposta) dei mercati possa precedere e, addirittura, favorire quella politica, fosse valido.

Accadde oggi: 1° gennaio

Per comprenderne la portata storia dello Zollverein (la cui traduzione letterale in italiano è “unione doganale”) occorre partire dalla situazione ereditata dal Sacro Romano Impero alla fine del XVIII secolo. Osservare una mappa dell’area germanofona dell’epoca significa perdersi in un frammentatissimo mosaico di principati, città libere, territori ecclesiastici e signorie. Ciascuno dotato di propri dazi, monete, pesi e misure.

Si calcola che alla vigilia delle guerre napoleoniche esistessero circa 1.800 barriere doganali. Una simile realtà soffocava il commercio interno, rallentava i trasporti e rendeva antieconomica qualunque forma di produzione su larga scala. Un viaggio commerciale attraverso la Germania poteva implicare decine di controlli e imposte. Chi parla l’economichese capisce “aumento artificiale dei prezzi e drastica riduzione dei profitti”.

Le guerre napoleoniche e, soprattutto, il Reichsdeputationshauptschluss del 1803 (non è una bestemmia, ma l’ultima legge del Sacro Romano Impero) avviarono un processo di razionalizzazione territoriale. La secolarizzazione dei principati ecclesiastici e la mediatizzazione di molte città imperiali ridussero drasticamente il numero degli Stati tedeschi, creando entità territoriali più ampie e amministrativamente più coerenti. Dopo la dissoluzione del Primo Reich nel 1806 e la successiva creazione della Confederazione tedesca nel 1815, il problema doganale rimase però irrisolto. Sì, perché la Confederazione era un’unione politica debole, ancora priva di reali competenze economiche.

1° gennaio mappa unione doganale tedesca

Fu in questo contesto che emerse il ruolo decisivo della Prussia. Stato territorialmente discontinuo ma amministrativamente efficiente, la Prussia abolì già nel 1818 le dogane interne e introdusse una tariffa doganale unificata sui confini esterni. Questo sistema si rivelò subito vantaggioso, sia in termini di semplificazione amministrativa sia di incremento delle entrate fiscali. Da qui prese forma una strategia graduale. Ovvero attrarre gli Stati tedeschi confinanti in accordi doganali bilaterali, offrendo loro accesso a un mercato più ampio e a una gestione doganale più efficiente.

Negli anni ’20 e ’30 dell’Ottocento nacquero così diverse unioni regionali. Queste poi confluirono nei trattati dello Zollverein del 1833, entrati in vigore il 1° gennaio 1834. L’unione doganale aboliva i dazi interni tra gli Stati membri, introduceva una tariffa comune verso l’esterno e stabiliva un sistema di ripartizione delle entrate doganali proporzionale alla popolazione. Si trattava di un’autentica unione economica completa, realizzata senza la creazione di uno Stato federale! Un fatto senza precedenti nella storia europea. Sarebbe scorretto non citare uno dei padri di questo progetto, l’economista Friedrich List.

1° gennaio Friedrich List padre Zollverein

L’Austria rimase deliberatamente esclusa. La sua economia, ancora fortemente protezionistica e strutturata su un impero multinazionale, mal si adattava a un’unione doganale omogenea. Poi c’era lui, Klemens von Metternich. Il cancelliere temeva che lo Zollverein rafforzasse eccessivamente la Prussia a scapito dell’equilibrio politico tedesco. Ci aveva visto giusto. L’esclusione austriaca ebbe conseguenze profonde. Lo Zollverein divenne progressivamente uno strumento di egemonia prussiana, sottraendo influenza a Vienna e ridefinendo gli equilibri interni alla Germania.

Fin qui ho omesso volontariamente il punto di vista economico, tuttavia centrale quando si cita in causa lo Zollverein. Facile crederlo, ma gli effetti furono notevoli. L’abolizione delle barriere interne favorì la circolazione delle merci, stimolò la specializzazione regionale, incoraggiò gli investimenti e sostenne lo sviluppo delle infrastrutture, in particolare delle ferrovie. L’unione doganale contribuì alla nascita di un mercato comune tedesco, accelerando l’industrializzazione e rafforzando il ceto borghese commerciale e industriale.

1° gennaio sviluppo infrastrutture

Nel lungo periodo, lo Zollverein preparò il terreno all’unificazione politica. Come? Beh, creando interessi comuni, abituando gli Stati tedeschi alla cooperazione e legandoli a Berlino più che a Vienna, rese plausibile e praticabile il progetto di uno Stato nazionale. Non è un caso che, dopo la creazione della Confederazione Tedesca del Nord nel 1867 e dell’Impero tedesco nel 1871, l’unione doganale venisse progressivamente assorbita nelle strutture del nuovo Reich, pur con alcune eccezioni (si veda Amburgo fino al 1888).

Concludo dicendo che lo Zollverein, talvolta indicato come una “semplice” unione tariffaria, fu invece un formidabile strumento di modernizzazione economica. Un progetto capace di riequilibrare le sorti geopolitiche del Vecchio Continente. Una scelta che favorì la formazione di un impero capace di tenere testa, già a cavallo col Novecento, alla Gran Bretagna regina dei mari. Se quella Germania frammentata dell’età moderna divenne poi la potenza industriale e politica della fine del XIX secolo, parecchio del merito fu senz’altro dell’accaduto del 1° gennaio 1834.