Almanacco del giorno 4 aprile, anno 1945: sull’isola di Texel, nel Mare del Nord, avviene lo scontro ne “l’ultimo campo di battaglia d’Europa“. Il contesto è chiaramente quello della Seconda Guerra Mondiale e quanto avvenne a Texel è cosa poco nota ai più. Oggi vedremo più da vicino chi si scontrò, per quale motivo e perché l’evento è ricordato con un nome così evocativo.

Nel gruppo delle Isole Frisone Occidentali, nel Mare del Nord, c’è un’isoletta di appena 23,7 km che ospita un storia importante legata al Secondo Conflitto Mondiale. Texel faceva parte del cosiddetto Vallo Atlantico, ovvero il complesso sistema di fortificazioni creato dal Terzo Reich nelle isole del Mar del Nord. Sul posto erano presenti delle truppe ausiliari tedesche che però con la Germania avevano ben poco a che fare.
Parliamo di soldati georgiani, catturati sul fronte orientale e trasferiti sull’isola. Qui, tali truppe provenienti dalla Repubblica Socialista Sovietica Georgiana, diventavano truppe ausiliarie per il fronte nemico. Una situazione che chiaramente non faceva piacere ai soldati. Questi però, da prigionieri di guerra, piuttosto che morire di fame nei campi di prigionia, decisero consciamente di cambiare sponda. Almeno fino ad un certo punto però.

Nella notte tra il 4 e il 5 aprile 1945, infatti, scoppiò una ribellione che vide coinvolti proprio tali truppe. Pensando ad un imminente sbarco alleato, i georgiani insorsero, riuscendo addirittura a prendere possesso dell’isola per un breve periodo di tempo. La risposta tedesca non tardò ad arrivare, e fu veramente massiccia. Da terra sopraggiunsero i mezzi corazzati pesanti e i bombardamenti furono molto distruttivi.
Come accadeva sugli altri fronti e come accade in tutti i conflitti, i civili furono vittime collaterali degli scontri a fuoco. Oltre a 800 tedeschi e 500 georgiani, anche 120 abitanti del posto persero la vita. Le devastazioni sull’isola non furono da meno, con numerose fattorie e abitazioni distrutte o comunque gravemente danneggiate. Lo scontro andò avanti ben oltre la capitolazione del Reich nei Paesi Bassi e in Danimarca (8 maggio 1945). Fino al 20 dello stesso mese il fuoco e i bombardamenti non cessarono.

Saranno le truppe canadesi a pacificare Texel in quella data ma, per i sopravvissuti, le cose presero una brutta piega. Se avevano evitato la prigionia trasformandosi in truppe ausiliarie, dopo la Conferenza di Jalta i prigionieri andarono incontro al rimpatrio. La transizione fu tutt’altro che pacifica poiché finirono in quei campi di prigionia evitati qualche anno prima. Stalin considerava i prigionieri, che evitarono di morire per la patria arrendendosi, dei traditori, e i tedeschi a fine conflitto non subirono di certo condizioni migliori!




