Fotografia di anonimo, USA, 1906. Un bacio fra donne in tutta la sua spontaneità. Questa fotografia, di cui purtroppo non si conoscono chissà quanti dettagli, è divenuta con il trascorrere dei decenni un raro esempio visivo in grado di documentare l’affetto, se non quando l’amore tra persone dello stesso sesso in quel periodo storico. A parer mio, il tema passa troppo spesso in sordina, quando in realtà non dovrebbe. Per comprenderne appieno il valore, bisogna analizzarla tanto come un’immagine – curiosa, vista l’epoca – quanto come una finestra sulla realtà sociale e privata del primo Novecento.

La primissima cosa che cattura l’attenzione di chi guarda, ovvero noi esseri umani del XXI secolo abituati alla perfezione fotografica, è il leggero “mosso” delle figure. Un ragionamento sui tempi di esposizione delle macchine fotografiche del primo Novecento l’abbiamo fatto tante volte. Mi basterà solo ricordare come questi fossero ancora relativamente lunghi. Il dettaglio però non è fine a se stesso. Suggerisce come il bacio non sia stato frutto di una posa statica e forzata, ma un momento di movimento, forse un gesto spontaneo o un’effusione catturata con una certa rapidità.
Il contesto pare proprio essere domestico. Le donne si trovano probabilmente nel portico o nel vialetto di una casa privata. Chiamiamolo “spazio liminale“, una via di mezzo tra il mondo esterno e l’intimità della casa. Anche qui, la posizione è da sola indicativa del coraggio impiegato nel manifestare affetto in un luogo potenzialmente visibile.

Poi, da un punto di vista strettamente storico-sociale, inquadriamo la fotografia nel fenomeno delle cosiddette “amicizie romantiche“. A cavallo tra XIX e XX secolo, la società era molto segregata per genere. Perciò le donne passavano la maggior parte del tempo con altre donne. Questo permetteva loro di instaurare legami emotivi e fisici molto profondi che, agli occhi dei contemporanei, venivano spesso interpretati come “innocenti” o puramente platonici.

Foto come questa avevano poco di platonico, non credete? Esse sfidano la visione retroattiva “edulcorata”. Il bacio sulle labbra e l’abbraccio serrato indicano un’intensità che va oltre la semplice amicizia dell’epoca, testimoniando l’esistenza di identità saffiche e lesbiche ben prima che la psicologia moderna iniziasse a catalogarle in modo rigido.
In molti casi, queste fotografie diventavano “souvenir” privati. Da conservare rigorosamente in medaglioni o in piccoli album personali. Sì, esatto, lontano dagli occhi indiscreti della società che, pur tollerando l’affetto tra donne, non avrebbe accettato una relazione formalizzata.

Volendo concludere con una riflessione, penso che l’immagine parli di libertà. O meglio, di una libertà a lungo sottratta e di una normalità quotidiana vissuta “nonostante tutto”. Un bacio fra donne può essere il tassello visivo fondamentale, a mio modesto parere, per ricostruire la vita privata delle donne di oltre un secolo fa.




