Almanacco del 19 marzo, anno 1504: muore Matteo di Borbone detto anche il Gran Bastardo di Borbone. Uno dei centinaia di nomi che ritornano in quello spaccato di storia che ricordiamo essere le Guerre d’Italia: un condottiero francese, illegittimo figlio appartenente alla potente famiglia dei Borbone. Barone di La Roche-en-Regnier in Alvernia, governatore e ammiraglio della Guienna, maresciallo e siniscalco della famiglia.

Era il maggiore dei figli illegittimi del duca di Borbone Giovanni II soprannominato dagli inglesi la frusta. Aveva infatti partecipato all’assedio di Metz e alla campagna di Normandia dove rivelò le sue qualità di condottiero e ricevette l’investitura di cavaliere a Formignye. Durante la guerra dei Cento anni si rivelò un vero flagello per gli inglesi riuscendo a sottrarre e ad assicurare diversi possedimenti territoriali. Al momento della sua morte però Giovanni non aveva alcuna discendenza legittima.
Il padre lo nominò luogotenente generale di una compagnia d’ordonnance ovvero una compagnia del primo esercito permanente di Francia. Nel 1485 prese parte alla Guerra Folle, un conflitto che opponeva una compagine feudale ad Anna di Beaujeu, figlia di secondo letto di Luigi XI. Ella svolgeva la funzione di reggente fino al raggiungimento della maggiore età del futuro sovrano Carlo VIII. Prese parte alla battaglia sotto il comando di Philippe de Crevecoeur, e partecipò a quella che viene indicata come la battaglia che pose fine alla Guerra Folle, Saint Aubin de Cormier nel 1488.

Matteo servì ben due sovrani di Francia, Carlo VIII e Luigi XII. Seguì il primo nella campagna napoletana del 1494, e l’anno successivo finì con l’essere catturato dalle truppe della Lega nella battaglia di Fornovo. Per la sua liberazione si rese necessario l’intervento di Pietro II il duca suo zio e Gilberto di Borbone-Montpensier, e poté tornare in Francia nel 1495.
Durante il regno di Luigi XII, Matteo prese parte attiva alla guerra in Italia, si trovava a Milano quando il sovrano vi entrò nel 1499, in quanto facente parte del suo seguito. Nel 1503 alla morte dello zio, Anna di Beaujeu sua vedova lo nominò maresciallo e siniscalco dei Borboni. Il siniscalco era il maestro di casa delle famiglie feudali e reali, a cui si affidavano responsabilità di tipo amministrativo e non solo.

Morì però poco dopo essere rientrato in Francia e assunto il ruolo di siniscalco: era il 19 marzo 1504. Non sembrò aver lasciato eredi e le cause della sua morte rimasero sconosciute, non sembrano però essere riconducibili ad alcuna battaglia. Egli si trovava di fatti in Francia mentre in Italia continuavano a susseguirsi scontri tra fronti diversi per aggiudicarsi il maggior numero di territori.




