L’aspirina è uno dei medicinali più diffusi e più utilizzati, soprattutto nella nostra nazione. Lo confermano numerosi rapporti medici e analisi statistiche che però, si limitano ai meri dati. Quello che non traspare da queste analisi oggettive è la storia che c’è dietro questo farmaco. Una storia fatta di molti tasselli e che comincia addirittura migliaia di anni fa. In tempi più recenti, cioè nel XIX secolo, sarà un italiano, più precisamente un calabrese, a contribuire in maniera fondamentale alla scoperta e alla definitiva affermazione di questo farmaco. Parliamo di Raffaele Piria e della sua storia ingiustamente poco nota!

Raffaele nasce a Scilla, un piccolo comune calabrese di storia e tradizioni antichissime, nel lontano 1814. Da lì Raffaele guarda il mare e la sua immensità, lo stretto di Sicilia e il blu spettacolare di quell’acqua in perenne moto. C’è qualcos’altro di immenso però che riguarda Raffaele: la sua passione per la chimica. Completati gli studi superiori a soli 15 anni, si dedicò agli studi universitari divenendo medico e chirurgo. Il suo amore per la chimica lo portò oltralpe, e così in età ancora giovane si trasferì in Francia, alla corte del grandissimo chimico Jean Baptiste Dumas. Iniziava una nuova, importantissima, pagina della sua vita.
In Francia Raffale continuò i suoi studi, con tutto l’amore e la dedizione che solo lui sapeva dedicarvi. Era il 1837 e Piria cominciava i suoi lavori sulla salicina. Parliamo di un glicoside naturale estratto principalmente dalla corteccia di salice bianco e quindi reperibile abbastanza facilmente. Come si diceva in apertura, la storia dell’aspirina è fatta a tappe, e la prima e più remota comincia oltre 2000 anni fa, con una figura importantissima della storia della medicina.

Intorno al 400 a.C. già infatti Ippocrate di Kos, considerato il padre delle arti mediche, notò le proprietà della corteccia del salice. Già lui, estraendo sostanze dalla corteccia dell’albero, creava antidolorifici basati sulla Salicina. Migliaia di anni dopo Raffaele continuò quel prezioso lavoro che sembrava dimenticato, compiendo un passo che gli valse l’appellativo di “padre dell’aspirina“. Che cosa fece di tanto importante il nostro connazionale?
Piria si rese conto che, seguendo determinati passaggi chimici, dalla salicina si giungeva all’acido salicilico. Con enorme pazienza, anni di studio e di appassionata applicazione, lo scienziato ottenne l’idruro di salicile, sotto forma di olio essenziale. Se dunque non sarà Piria a “scoprire” e creare la prima aspirina, il suo contributo fu essenziale e propedeutico. Il suo nome ha un posto d’onore nella chimica anche per la scoperta di un’altra reazione che prende appunto il nome di “Reazione di Piria“.

Se il suo nome non vi è nuovo è perché probabilmente conoscete anche l’altra grande passione di Piria: la politica. Lo scienziato fu nominato infatti da Garibaldi ministro dell’istruzione nel 1860. Come se ciò non bastasse, Raffaele Piria fu anche professore universitario in svariate università italiane e fondatore del Nuovo Cimento, una delle prime riviste scientifiche in Italia. Insomma, in conclusione non possiamo che affermare che si trattò di una personalità di spicco che rende onore all’Italia in diversi ambiti. Prendendovi un’aspirina, la prossima volta, potrete ricordare un grande patriota che dal cuore della Calabria entrò nel cuore della storia!




