MasterChef ai tempi degli antichi Traci: a quanto pare quelli dell’età del Ferro talvolta si dilettavano (o erano costretti) a banchettare con la carne di cane.
Perché i Traci mangiavano i cani?

Uno studio pubblicato sull’International Journal of Osteoarchaelogy ha suggerito che i Traci dell’età del Ferro fossero soliti banchettare con la carne di cane. E a quanto pare non lo facevano solamente in tempi di magra: la consumavano intenzionalmente, anche durante alcuni banchetti comunitari.
I ricercatori, infatti, hanno analizzato ossa animali trovati in diversi siti dell’età del Ferro in Bulgaria. Hanno così identificato tracce di macellazione, fra cui spiccavano segni di taglio fatti da utensili metallici e tracce di bruciatura sulle mascelle dei cani. Il che indica che la carne era stata scuoiata o bruciacchiata prima della cottura.
Gli archeologi hanno recuperato decine di migliaia di resti animali da Emporion Pistiros, un sito dell’antica Tracia. I cani, in realtà, rappresentavano solamente una piccola parte dei reperti ossei ritrovati. Tuttavia una parte notevole di queste ossa canine presentava inequivocabili segni di macellazione.

Questi segni, fra l’altro, erano compatibili con una lavorazione deliberata della carne, non con un consumo occasionale dovuto magari a una carestia o con casi di morte accidentale.
La zooarcheologa Stella Nikolova ha esaminato i resti di cani risalenti all’età del Ferro in Bulgaria (dal V al I secolo a.C.). Quasi il 20% delle ossa di cane esaminate presentavano segni di taglio causati da utensili metallici. Alcuni denti della mascella inferiore, poi, presentavano resti di bruciature, forse causati dal fuoco usato per rimuovere il pelo.
Ma ciò che ha convinto l’archeologa del fatto che questa carne di cane fosse il frutto di una macellazione routinaria è che i resti dei cani macellati erano mescolati a rifiuti provenienti da banchetti e depositi di rifiuti domestici. Erano in pratica mescolati insieme a resti di bovini, pecore, maiali, uccelli, pesci e mammiferi selvatici.
Il che suggerisce che i cani non erano mangiati per fame durante un periodo di carestia, ma erano considerati alla stregua degli altri animali commestibili. L’idea del “cane come cibo” è, ovviamente, scioccante per i lettori moderni. Tuttavia questo è anche un modo per ricordarci come il concetto di “animali commestibili” sia cambiato nel corso del tempo.

Può anche essere il consumo di carne di cane fosse collegato a qualche celebrazione particolare. Ma le tracce ritrovate suggeriscono anche che, col passare del tempo, questa abitudine alimentare cambiò. Mentre i resti dei cani di epoca più antica mostravano segni di macellazione, begli strati successivi gli archeologi hanno trovato sepolture di cani intatte.
Il che indicherebbe un cambiamento culturale, con i cani che si sono trasformati da meri animali da guardia e occasionalmente cibo a simboli di protezione e compagnia.




