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Thomas Jefferson e gli orsi grizzly alla Casa Bianca

Ad un certo punto della sua carriera presidenziale Thomas Jefferson pensò che fosse un’ottima idea quella di collocare due orsi grizzly alla Casa Bianca. A sua discolpa, però, possiamo dire che furono un regalo. E i regali vanno sempre accettati, per un discorso di cortesia, anche quelli che, se li incroci per errore al mattino, rischiano di trasformarti nella loro colazione.

Il discutibile gusto di Thomas Jefferson in merito agli animali domestici

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Crediti foto: @Rembrandt Peale, Public domain, via Wikimedia Commons

Passi un procione alla Casa Bianca, ma due orsi grizzly? Eppure accadde anche questo. Sappiamo che, storicamente parlando, la Casa Bianca ha ospitato diversi animali domestici presidenziali. Ovviamente i più gettonati sono stati gatti e cani (inclusi quelli accidentalmente mordaci di Biden). Tuttavia la Casa Bianca ha ospitato animali decisamente più strani ed esotici. E chiaramente non adatti a diventare animali domestici.

Abbiamo già citato i procioni di Calvin Coolidge, ma ricordiamo che il presidente tenne con sé anche un asino e una lince rossa. Martin Van Buren, invece, si ritrovò a ricevere in dono una coppia di cuccioli di tigre. Qui però intervenne prontamente il Congresso che, onde evitare problemi futuri, decise di confiscarglieli e ospitarli in uno zoo.

Theodore Roosevelt non si fece mancare nulla, fra cui anche un tasso di nome Josiah e una iena di nome Bill. Ma forse fu Thomas Jefferson il presidente che ospitò il più problematico e terribile fra tutti gli animali domestici presidenziali. Passi per i procioni, passi per il tasso, ma ricordiamo che Thomas Jefferson ospitò due orsi grizzly.

orso grizzly

Non che Jefferson fosse andato a cercarli di persona. Come nel caso del procione di Coolidge o delle tigri di Van Buren, anche Jefferson ricevette i grizzly in regalo. Fu l’esploratore americano Zebulon Pike ad avere la brillante idea di regalare al presidente due cuccioli di grizzly nel 1807.

Fortunatamente per tutti i residenti della Casa Bianca, Jefferson ebbe l’intelligenza di rendersi conto che, seppur carinissimi quei due cuccioli, quando fossero cresciuti, i due grizzly sarebbero stati poco “pratici” da gestire. In una lettera inviata alla figlia, infatti, scrisse: “Sono troppo pericolosi e fastidiosi perché io possa tenerli“.

casa bianca

Così Jefferson decise di affidarli a Charles Willson Peale, un artista e suo amico che aveva un museo a Philadelphia. Per indurlo ad accettare i due orsi in dono, Jefferson inviò una lettera all’amico assicurandogli che i cuccioli erano “perfettamente docili” (e qui la parola chiave è “cuccioli”: Peale si sarà chiesto se sarebbero rimasti altrettanto docili anche da adulti?) e che “sembravano essere piuttosto di buon umore” (Peale avrà pensato al fatto che, probabilmente, un adulto di grizzly è di buon umore anche quando sgranocchia il malcapitato di turno?).

Comunque sia, si dice che, prima di spedirli da Peale, Jefferson tenne per un breve periodo gli orsi sul prato della Casa Bianca.