Nuove analisi geometriche hanno rivelato che la camera sotterranea della piramide di Cheope nasconde proporzioni matematiche finor insospettabili. Niente da fare: la geometria ci perseguita anche qui. La cosa curiosa è che tali calcoli collegherebbero il mondo fisico al divino. Questo almeno secondo le credenze degli antichi Egizi.
La geometria della piramide di Cheope

In generale, dovremmo ricordarci quello che Pitagora ci insegnava in merito ai triangoli rettangoli: a² + b² = c². Inoltre sappiamo anche che, nella piramide di Cheope, l’altezza è uguale al raggio di un cerchio a cui è stata aggiunta la circonferenza della somma dei quattro lati della piramide.
Tuttavia la camera sotterranea della piramide di Cheope rivela una geometria ancora più antica. La camera sotterranea, alquanto trascurata (tanto da essere nota anche come “grotta incompiuta”), in realtà forse non era poi così abbandonata a se stessa come ipotizzato finora.
Al contrario, potrebbero averla progettata per adattarsi a un sistema in cui le camere disposte verticalmente erano, idealmente, i gradini di una scala verso il cielo che lo spirito del defunto faraone Cheope avrebbe dovuto percorrere.

Ciascuna camera, a sua volta, poteva rappresentare una delle cinque divinità degli elementi di Eliopoli. Le tre camere note sarebbero quelle della Terra, dell’Acqua (quindi anche pioggia nebbia) e dell’Aria. La camera sotterranea, invece, poteva essere quella del dio della Terra Geb (quindi anche la pietra).
Ci sono teorie secondo le quali un corto tubo di legno quadrato, posizionato verticalmente nel pozzo, con l’acqua sollevata e versata sul pavimento della camera sotterranea, avrebbe creato uno scenario simile a quando descritto da Erodoto. Lo scrittore, infatti, visitò l’Egitto circa 2mila anni dopo la morte di Cheope.
Nelle sue cronache raccontò che il re giaceva sepolto sotto la piramide, su un’isola circondata dall’acqua proveniente da un canale.
Un altro indizio coinvolge la figura geometrica del quadrato. In epoche e culture successive, i quadrilateri, con particolare riferimento al quadrato e il numero quattro divennero simboli dell’elemento terra.
Visto che gli elementi naturali di Eliopoli e i successivi elementi greci sembrano essere molto simili, ecco che qualcuno ha ipotizzato come l’elemento del dio della Terra egizio Geb sia precedente al successivo elemento terra nel simbolismo del quadrato e del numero 4.

Il quadrato e il numero quattro ricorrono altre volte. La parte occidentale della camera, quella maggiormente “piena di terra”, nel disegno di Maragioglio e Rinaldi, è un quadrato perfetto. O quasi. Questo perché il lato orientale è forse un tantino troppo corto, ma questo potrebbe essere dovuto al fatto che il lato dell’altopiano è leggermente inclinato verso l’esterno. Quindi è difficile capire se il bordo inferiore debba essere lievemente più lungo a est rispetto al bordo superiore.
Maragioglio e Rinaldi hanno poi misurato la larghezza della camera sulla parete ovest: 8,36 metri. Per gli antichi egizi il cubito reale era di 0,5236 metri. Il che vuol dire che che quella larghezza arriva vicina ai 16 cubiti (siamo a 8,3776 metri). Quindi poco meno di 2 centimetri di differenza. Considerate però che le pareti ruvide della stanza rendono difficile prendere delle misure precise.
Presumendo che 16 cubiti fossero la dimensione prevista, fa riflettere il fatto che 16 è il numero quadrato di 4. A sua volta pure 4 è il numero quadrato di 2. Ed è anche il numero dei lati di un quadrato.
Inoltre nella sezione verticale, il sarcofago era posto a una distanza di un quarto della larghezza della camera otto il soffitto (4 cubiti).
Altre misurazioni indicano che la lunghezza della camera sotterranea è di circa 27 cubiti, con pareti nord e sud rispettivamente di 14,06 metri e di 14,08 metri. La camera della Regina, invece, misura 10×11 cubiti, mentre la camera del Re 10×20 cubiti.

A questo punto, poi, interviene anche la diagonale. Chi ama questi calcoli, ha immaginato la camera funeraria divisa in due sezioni, in modo che un pozzo inclinato in diagonale possa fornire una spiegazione matematica alle dimensioni della parte orientale della camera.
Immaginiamo di prendere un compasso, puntarlo sul un angolo, prendere la larghezza della camera e ruotarla, in modo da ottenere la diagonale di un quadrato più piccolo. Il nuovo quadrato che si ottiene riempie quasi del tutto lo spazio fra la parete occidentale della camera e la parete orientale. Se tracciamo tutte le diagonali, si finisce col delimitare con precisione i lati del pozzo. Un po’ troppo per essere una coincidenza.
Si tratta forse del pozzo girato in diagonale che gli antichi Egizi individuavano nel quadrato definito con le diagonali? Una sorta di combinazione fra cielo e terra?
Una spiegazione simbolica, a questo punto, sostiene che la camera avesse due funzioni. La parte ovest, quella che conteneva tutta la massa di roccia e che era simile a una cava, serviva per prendersi cura del cadavere fisico del re. La parte est, invece, serviva per il transito del suo spirito.
La sezione circolare disegnata indica che la diagonale lunga 16 cubiti corrisponde a un quadrato largo 5,93 metri, quindi 11 cubiti e un terzo (la diagonale di un quadrato è 1,4142 volte più grande dei lati). 11 cubiti, se si parla di cifre intere.
Osservando a questo punto le camere della piramide dall’alto, un quadrato di questo tipo disegnato al centro coincide quasi esattamente con il lato orientale del quadrato sotterraneo della parte occidentale. Inoltre coincide esattamente con la parete nord della camera del Re e con la parete sud della camera della Regina.
Immaginando le camere in trasparenza, si crea una sorta di connessione visiva fra la parte orientale della camera sotterranea, piena d’acqua e il pavimento della camera della Regina, pure lui ricoperto d’acqua.
E hanno la stessa lunghezza, sempre 11 cubiti. Il che potrebbe voler dire che un quadrato intero di 11 cubiti fu la base per pianificare la distribuzione delle tre camere attorno al pozzo centrale.
Perché il quadrato centrale non ha esattamente le dimensioni calcolate? Questo forse solo gli antichi Egizi potrebbero dircelo. Così come solo loro potrebbero farci sapere se, per costruire e allineare le camere, abbiano usato fatto tutti questi calcoli.




