Storia Che Passione
Accadde oggi: 18 gennaio

Accadde oggi: 18 gennaio

Almanacco del 18 gennaio, anno 52 a.C.: Publio Clodio Pulcro, ex tribuno della plebe e influente politico romano, muore assassinato sulla Via Appia. La morte di Clodio, avvenuta per mano del rivale Tito Annio Milone, è perfettamente rappresentativa della crisi tardorepubblicana. In quel 18 gennaio venne violentemente strappata la vita ad un uomo la quale azione era riuscita, da un lato, ad infiammare e mobilitare le masse popolari, ma dall’altro, a degenerare lo schema dello scontro politico, introducendo in maniera sistematica gli elementi della corruzione e della dissolutezza.

Accadde oggi: 18 gennaio

La figura di Publio Clodio Pulcro, a distanza di più di duemila anni, resta controversa, almeno agli occhi di chi se ne interessa. Sebbene in questa sede l’argomento centrale resta quello del 18 gennaio 52 a.C., perciò la sua dipartita, è necessario prima collocare il personaggio e il suo operato nell’affascinante storia della Repubblica Romana.

Publio Clodio Pulcro era un aristocratico della gens Claudia che scelse deliberatamente di porsi alla guida della plebe urbana, rompendo con il suo stesso ceto. Per ottenere quella popolarità che lo rese potentissimo, compì un gesto senza precedenti: si fece adottare artificialmente da una famiglia plebea (in gergo tecnico si direbbe transitio ad plebem), così da poter diventare tribuno della plebe nel 58 a.C.

18 gennaio Publio Clodio Pulcro

Da tribuno promosse una serie di leggi di enorme impatto sociale e politico. Garantì distribuzioni gratuite di grano, legalizzò e rafforzò i collegia (associazioni popolari che divennero anche strumenti di mobilitazione politica), limitò il potere dei magistrati e del senato e, soprattutto, fece esiliare Cicerone colpendo direttamente l’oligarchia senatoria. Ricordiamo che tutto ciò avvenne in un clima intriso di scandali, violenze d’ogni genere e corruzione dilagante. Cicerone fu suo avversario e al contempo è la fonte storica più importante a raccontarci del suo trascorso; questo spiega tante cose.

Clodio costruì così un rapporto diretto e carismatico con il popolo romano, basato su benefici concreti, protezione e presenza fisica nelle strade dell’Urbe. Per questo, alla sua morte, la plebe reagì come alla perdita di un leader politico e sociale, non di un semplice demagogo violento.

Ecco, appunto, la morte. Come avvenne e per mano di chi? Nel 52 a.C. Roma era paralizzata. Da mesi non si riusciva a eleggere i magistrati supremi, i comizi erano continuamente interrotti da tumulti armati e la città era di fatto divisa tra bande organizzate, legate ai principali leader politici. Da un lato Clodio, punto di riferimento dei populares e della plebe urbana; dall’altro Tito Annio Milone, esponente dell’aristocrazia filosenatoria e uomo vicino a Pompeo, che mirava al consolato proprio per quell’anno. Le violenze reciproche non erano un’eccezione, ma parte strutturale della competizione politica.

18 gennaio archi di Bovillae

Il 17 gennaio, Clodio lascia Roma diretto ad Ariccia. Viaggia a cavallo, accompagnato da pochi amici e da circa una trentina di schiavi armati. Dopo aver pernottato fuori città, nel pomeriggio rientra verso Roma e si ferma presso la sua villa a Bovillae. Nello stesso giorno, quasi come se il destino avesse voluto intrecciare i fili della tragedia, Milone esce da Roma diretto a Lanuvium, dove deve presiedere a una cerimonia religiosa. Viaggia su un carro, insieme alla moglie Fausta, scortato da numerosi schiavi e gladiatori armati.

L’incontro avviene nel tardo pomeriggio, nei pressi del tempio della Bona Dea. Non è uno scontro pianificato nei dettagli, ma certamente avviene in un contesto di ostilità dichiarata. Le retroguardie dei due cortei iniziano a provocarsi e, in breve, la tensione degenera in una vera e propria battaglia armata. Clodio, che si trovava in testa al suo gruppo, torna indietro per capire cosa stia accadendo e viene colpito gravemente alla spalla dal gladiatore Birria, uomo di Milone. Ferito e sanguinante, Clodio riesce a rifugiarsi in una locanda nei pressi della strada.

18 gennaio assassinio Clodio per mano di Milone

Da quella locanda verrà prelevato e terminato a colpi di spada. Il corpo senza vita resta lungo la Via Appia; l’omicidio è compiuto. Successivamente trasporteranno la salma sul Palatino, causando la commozione e la rabbia della plebe, che all’indomani della morte, depone il cadavere nella Curia Hostilia, sede del Senato. Lì lo cremeranno, alimentando le fiamme fino a causare un incendio. Quest’ultimo devasterà l’edificio. È un affronto senza precedenti, poiché il popolo di Roma ha deliberatamente distrutto il cuore istituzionale della Res Publica.

La crisi è tale che Roma si trova senza governo effettivo. È in questo vuoto di potere che emerge la figura di Pompeo, indicato come unico in grado di ristabilire l’ordine. Pochi mesi dopo, otterrà la nomina di console sine collega, un fatto eccezionale che segna un ulteriore passo verso la fine dell’equilibrio repubblicano.