Storia Che Passione
Accadde oggi: 12 gennaio

Accadde oggi: 12 gennaio

Almanacco del 12 gennaio, anno 1554: Bayinnaung Kyawhtin Nawrahta viene incoronato Re della Birmania, ponendosi a capo del più potente e vasto impero mai costituitosi nella storia del Sud-est asiatico. Sconosciuto alla storiografia occidentale, ancor più ignorato dalla divulgazione storica convenzionale, Bayinnaung è un personaggio storico faticoso da comprendere per il solo fatto di aver vissuto e operato in un contesto geografico lontanissimo dai riflettori tipicamente (purtroppo) europocentrici. Noi oggi cercheremo di fare uno sforzo, tentando per quanto possibile di dare il giusto credito all’accaduto del 12 gennaio 1554 e al suo immenso significato storico per la porzione di mondo già citata.

Accadde oggi: 12 gennaio

L’incoronazione di Bayinnaung del 12 gennaio 1554 fu una dovuta formalità ad un processo sostanzialmente in atto da diversi anni. Un processo che riguardava l’unificazione di tutte le terre birmane. Il suo predecessore, Tabinshwehti, era riuscito nell’impresa di cooptare tutti i piccoli potentati dell’area sotto la sua autorità. Caduto lui nel 1550, cadde il suo sistema. Bayinnaung, validissimo condottiero e abile generale, si sentì in dovere di riportare all’ordine il caos nel frattempo scoppiato.

Egli ricostruì con decisione l’autorità centrale, sottomettendo i signori ribelli e riorganizzando l’esercito secondo criteri di disciplina, mobilità e coordinamento. Cose affatto banali che gli permisero di passare rapidamente dalla difesa all’espansione. Da quel momento, la sua azione non si limitò più alla stabilizzazione interna, ma si proiettò verso l’esterno con una serie di campagne militari sistematiche. I più accorti avranno già colto il paragone…

12 gennaio estensione Birmania

Nel giro di pochi anni, gli eserciti birmani travolsero i regni Shan, Manipur e Chiang Hung, per poi spingersi verso sud e sud-est. Il colpo più spettacolare fu la conquista del regno di Lanna (con capitale Chiang Mai). Seguirono poi le vittorie sul Siam di Ayutthaya e sul Lan Xang (l’odierno Laos). Sono nomi di regni e potentati che difficilmente si conoscono, ma la mappa sarà certamente d’aiuto nella collocazione geografica degli eventi.

Per la prima volta nella storia, un solo sovrano riusciva a imporre la propria supremazia su un’area che andava dal Golfo del Bengala fino all’altopiano indocinese. Scusate se è poco. Sotto Bayinnaung, la Birmania divenne il più vasto impero mai esistito nel Sud-est asiatico. Invero un mosaico di regni vassalli legati più dalla forza militare e dal prestigio del sovrano che da una reale integrazione amministrativa.

12 gennaio palazzo reale

Consapevole della portata delle sue imprese, Bayinnaung coltivò con attenzione la propria immagine regale e simbolica. Si attribuì il titolo di Phu Chana Sip Thit, il “Conquistatore delle dieci direzioni”, un epiteto che richiamava l’idea buddhista di sovranità universale. Fu anche noto come Hsinbyumyashin, “Signore degli elefanti bianchi”, animali sacri e auspicali nel mondo buddhista, il cui possesso rafforzava il carisma e la legittimità del re. Non a caso, la sua figura rimase impressa anche nella memoria storica dei popoli sconfitti. Solo per intenderci: in Thailandia è tuttora ricordato in canti e racconti popolari.

12 gennaio Bayinnaung dipinto

Per l’ampiezza delle conquiste e per la sua abilità strategica, Bayinnaung è stato spesso definito il “Napoleone della Birmania”, ed è tradizionalmente annoverato tra i tre grandi re birmani, accanto ad Anawrahta e Alaungpaya. Alla sua morte, datata 1581, l’impero iniziò rapidamente a sfaldarsi. Fu il segno che la sua grandezza dipendeva in larga misura dalla sua persona. Proprio questo rende la sua figura ancora più significativa. Bayinnaung fu il simbolo di un momento irripetibile in cui la Birmania divenne il centro politico e militare dell’intero Sud-est asiatico.