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Città perdute che gli archeologi conoscono, ma non riescono a trovare

Esistono alcune cose che gli archeologi, pur sapendo che esistono, non sono ancora riusciti a ritrovare. È il caso di queste antiche città perdute: gli studiosi sanno benissimo che i loro resti sono da qualche parte perché sono descritte nei testi antichi, ma la loro ubicazione è perduta nelle pieghe del tempo.

Qualcuno riuscirà mai a scoprire queste città perdute?

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Crediti foto: @Metropolitan Museum of Art, Public domain

Parliamo di città perdute documentate in testi e iscrizioni, non di miti come Atlantide. In alcuni casi, fra l’altro, sappiamo che ladri e saccheggiatori hanno trovato in qualche modo queste città e ne hanno trafugato gran parte dei manufatti. Solo che non sono stati così cortesi da rivelarne l’ubicazione.

Irisagrig – Dopo l’invasione americana dell’Iraq nel 2033, sul mercato antiquario iniziarono a comparire migliaia di tavolette provenienti da una città chiamata Irisagrig. Gli studiosi riuscirono a stabilire che la città in questione si trovasse in Iraq e che prosperasse circa 4mila anni fa.

Le tavolette spiegavano che i sovrani della città vivevano in palazzi che ospitavano cani e leoni. Anzi, c’erano anche dei “pastori di leoni” che ottenevano razioni di birra e pane. Le iscrizioni parlano anche di un tempio dedicato a Enki, il dio della malizia e della saggezza. Feste si tenevano all’interno del tempio.

Probabilmente la città è stata trovata ai tempi dell’invasione statunitense, solo che gli archeologi non sanno dove si trovi. E i tombaroli non hanno ritenuto opportuno geolocalizzarla pubblicamente.

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Itjtawy – Il faraone egizio Amenemhat (in carica dal 1981 al 1952 a.C. circa) sappiamo che ordinò di costruire una nuova capitale, chiamata Itjtawy. Che tradotto vuol dire “Colui che conquista le Due Terre”.

In effetti il regno di questo faraone si caratterizzò per l’essere alquanto frizzantino: i tumulti erano all’ordine del giorno. E tale regno terminò, inevitabilmente, con l’assassinio del faraone. Nonostante ciò, Itjtawy rimase la capitale dell’Egitto fino al 1640 a.C., almeno fino a quando la parte settentrionale dell’Egitto non fu conquistata dagli Hyksos.

Nessuno sa dove si trovasse questa città, anche se gli archeologi ipotizzano che si trovi da qualche parte nel sito di Lisht, nell’Egitto centrale. Anche perché proprio qui si trova una piramide dedicata ad Amenemhat I.

Akkad – La capitale dell’Impero Accadico prosperò fra il 2350 e il 2150 a.C. Le sue terre andavano dal Golfo Persico all’Anatolia. Si sa che ad Akkad una delle strutture più importanti era l’Eulmash, tempio dedicato a Ishtar, dea della guerra, della bellezza e della fertilità.

Ma dove sia Akkad nessuno lo sa. Forse si trovava da qualche parte in Iraq, ma quello che è certo è che la città fu distrutta o abbandonata quando l’Impero accadico finì intorno al 2150 a.C.

Al-Yahudu – Questa era una città dell’Impero Babilonese dove vissero gli Ebrei dopo che il re babilonese Nabucodonosor conquistò il regno di Giuda nel 587 a.C. Il sovrano mandò parte della popolazione in esilio, pratica consolidata dai babilonesi durante le loro conquiste.

Esistono 200 tavolette provenienti da Al-Yahudu. In esse è spiegato che gli esiliati avevano mantenuto la loro fede. Solo che non si sa dove sorgesse tale città. Ma anche questa si pensa che si trovasse in Iraq. A quanto pare qui pullulano antiche città perdute. Quello che è certo è che i saccheggiatori sapevano benissimo dove si trovasse, visto che sul mercato antiquario ad un certo punto comparvero dal nulla queste tavolette.

Wassukanni – Qeusta era la capitale dell’Impero Mitanni, prospero fra il 1550 e il 1300 a.C. Tale impero si estendeva su parte della Siria nord-orientale, nell’Anatolia meridionale e, neanche a dirlo, nell’Iraq settentrionale.

I Mitanni dovettero resistere agli Ittiti a nord e agli Assiri a sud. Ma proprio questi ultimi erosero piano piano l’impero dei vicini. Nessuno sa dove si trovi Wassukanni, anche se alcuni studiosi ipotizzano che sorgesse in Siria.

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Crediti foto: @Consiglio Supremo delle Antichità

Thinis – Nessuno sa neanche dove si trovi Thinis o Tjenu, capitale di alcuni dei primi re d’Egitto 5mila anni fa. Si sa che poco dopo l’unificazione dell’Egitto, la capitale si sposò a Menfi. Thinis divenne così la capitale di un nomo, una provincia egiziana, durante l’Antico Regno (2649-2150 a.C.)

L’ipotesi è che Thinis si trovasse vicino ad Abido, nell’Egitto meridionale. Questo perché diversi membri della famiglia reale si trovano sepolti qui.