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Sontuosi affreschi riemergono dalla Villa di Poppea a Oplontis

Gli scavi condotti nella Villa di Poppea, a Oplontis, a sud di Napoli, hanno permesso di riportare alla luce antichi e sontuosi affreschi dai colori assai vivaci, raffiguranti pavoni e la maschera di un noto personaggio comico.

Gli affreschi della Villa di Poppea

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Crediti foto: @MIC – Parco Archeologico Pompei

La Villa di Poppea era un rifugio di campagna che l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha congelato nel tempo. Questa villa di lusso, risalente alla metà del I secolo a.C., un tempo si affacciava sul mare.

Il nome deriva da alcune iscrizioni presenti su anfore trovate nel sito. Tali iscrizioni suggeriscono che la villa appartenesse a Poppea Sabina, la seconda moglie dell’imperatore Nerone.

Gli scavi nel sito si stanno concentrando sulla zona occidentale. Grazie a essi, è tornata alla luce la Sala del Pavone, una delle stanze più eleganti di tutta la villa. E finalmente gli affreschi di tale stanza sono riemersi dalla coltre del tempo.

Fra i pezzi più notevoli figura un pavone, immagine speculare di un altro pavone presente sulla parte meridionale della medesima parete. Gli archeologi sono anche riusciti a recuperare i frammenti di una maschera che si pensa appartenesse al personaggio di Pappo, presente nell’antica commedia teatrale “Farsa Atellana”.

Pappo è un vecchio buffone che, nel tentativo di apparire giovane, diventa assurdo. Inoltre è un personaggio che si fa ingannare facilmente dalla moglie o dalla figlia. Poppea, volevi dire forse qualcosa a Nerone?

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Crediti foto: @MIC – Parco Archeologico Pompei

I recenti scavi hanno anche permesso di trovare quattro nuove stanze, le quali vanno ad aggiungersi alle 99 già note agli archeologi. Calchi ricavati da cavità presenti nella cenere vulcanica hanno permesso di conservare anche le impronte degli alberi che un tempo decoravano il giardino.

Quest alberi erano stati piantati seguendo un preciso schema ornamentale, riprendendo il movimento del colonnato del portico meridionale della villa.

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Crediti foto: @MIC – Parco Archeologico Pompei

Ma non è finita qui. In altre zone della Villa di Poppea si sta procedendo con diversi restauri. In particolare gli archeologi sono alle prese con i cubicola, usati come camere da letto o studi privati. Qui sono presenti stucchi, pareti affrescate, pavimenti con mosaici e volte dipinte.

In particolare una stanza è volutamente e illusoriamente ingrandita utilizzando un trompe-l’oeil con elementi architettonici, fra cui figurano anche dei marmi finti. Una seconda stanza era in fase di ristrutturazione durante l’eruzione e presenta motivi floreali su sfondi monocromatici. Fra l’altro i colori delle stanze presentano colori vividi e ricchi, fra cui anche il blu egizio.