Nella mitologia greca Hermes non era solamente il messaggero degli dei. In realtà aveva parecchi compiti, tanto che i miti a lui collegati sono alquanto “vivaci” e articolati. Questo perché, all’occasione, oltre a essere un messaggero, era anche una divinità ctonia, una guida spirituale, il patrono dei viaggiatori, quello dei ladri e anche un grande imbroglione divino.
Hermes, mica solo dio messaggero

Se nella mitologia greca Apollo era il dio di tutte le cose, assai versatile e patrono di mille e più attività disparate, anche Hermes non era da meno. Questo perché passava agevolmente da recapitare messaggi per gli dei a tutelare i ladri e gli imbroglioni.
Hermes e quella passione per il furto – Hermes era il figlio di Zeus e di Maia. Fin da piccino si dimostrò essere alquanto dispettoso. Era ancora un neonato quando decise di uscire furtivamente dalla sua culla per rubare la sacra mandria del fratello Apollo.
Il piccolo dio neonato riuscì a trafugare 50 bovini, invertendo le loro impronte in modo che sembrassero procedere nella direzione opposta. Non pago, creò un paio di sandali da adulti per camminare, in modo che lo avesse inseguito, lo avesse scambiato per un adulto. Man mano che cresceva, poi, questi sandali si modificarono gradualmente, fino a farsi spuntare le ali.
Ma torniamo al reato di abigeato. Zeus si accorse di quello che Hermes stava facendo e lo convocò d’urgenza sul Monte Olimpo. Il furbo Hermes, però, per farsi perdonare, regalò ad Apollo una lira ricavata da un guscio di tartaruga, capace di suonare una musica bellissima. Proprio per questa sua passione per gli animali da pascolo, Hermes spesso è raffigurato con una pecora sulle spalle.

Hermes il viaggiatore – Grazie ai suoi sandali alati, Hermes era fra le poche divinità che poteva viaggiare liberamente fra i diversi regni. E fra di essi figurava anche l’oltretomba. Il che ci sta: essendo il messaggero degli dei, doveva essere in grado di muoversi ovunque.
Oltre a consegnare messaggi alle altre divinità e agli uomini, trascorreva parecchio tempo nell’Ade, aiutando a guidare i defunti. In effetti, Demetra chiese proprio ad Hermes di aiutarla a riportare la figlia Persefone sulla Terra dopo essere stata rapita da Ade.
Hermes, la divinità ctonia – Essendo un dio in grado di viaggiare nell’oltretomba e trascorrendo nell’Ade parecchio del suo tempo, ecco che Hermes era considerato anche una divinità ctonia. Per tale motivo, proprio come Persefone, anche lui era associato sia agli inferi che alla fertilità. Per questo motivo, fra i suoi singoli, c’era anche il fallo.
Hermes e il cambio d’immagine – Le raffigurazioni del dio cambiarono parecchio a seconda delle diverse epoche. Nel periodo arcaico era un uomo maturo e barbuto, vestito da viaggiatore. Nel periodo classico ed ellenistico, invece, era un giovane atletico, senza barba, con indosso un cappello (spesso alato) o con ali sulla testa. Solamente nelle raffigurazioni più tarde compaiono i sandali alati (o le ali sulle caviglie).
Hermes l’inventore – Quando non era impegnato a rubare bovini, il messaggero degli dei si dilettava anche a inventare cose. Per esempio, a lui era ascritta l’invenzione della scrittura, dell’alfabeto, del fuoco, dei dadi e degli strumenti musicali. Oltre alla lira regalata ad Apollo, creò anche il flauto di Pan, il classico strumento dei pastori.
Hermes vs Argo – Uno dei compiti più difficili di Hermes fu quello di dover uccidere il mostro Argo, il quale aveva parecchi occhi e non dormiva mai. Tutto iniziò come al solito quando quel farfallone di Zeus decise di intraprendere l’ennesima relazione con una donna che non fosse sua moglie. Zeus, infatti, si era invaghito di Io. Era, la gelosissima moglie di Zeus, tanto per cambiare si infuriò. Così Zeus, nel tentativo di proteggere Io dalle ire della moglie, trasformò la sua amante di turno in una mucca.
Solo che Era riuscì a trovare Io, la legò a un albero e a guardia vi mise il mostro Argo. A questo punto Zeus chiese a Hermes di uccidere il mostro, in modo da liberare Io dal suo destino. Hermes così ideò un piano astuto. Suonò una musica bellissima che fece addormentare Argo. In questo modo riuscì a uccidere Argo e liberare Io.

Hermes, Perseo e Medusa – Hermes aiutò anche il fratellastro Perseo a uccide la Medusa. Fu lui a indirizzare Perseo verso il covo della Gorgone, di concerto con Atena. In aggiunta, gli prestò i suoi sandali alati per farlo scappare più velocemente dopo aver mozzato la testa di Medusa. Sempre grazie ai sandali, Perseo riuscì anche a sorvolare l’oceano per salvare Andromeda, la sua futura moglie, prima che un mostro marino la divorasse.
Il caduceo di Hermes – Oltre ai sandali alati, il dio è spesso raffigurato con in mano un caduceo, un bastone circondato da due serpenti. Un mito racconta che fu Apollo a donarglielo, per ringraziarlo della lira.
Un altro mito, però, sostiene che fu Zeus a donare a Hermes il bastone. In origine, però, il bastone era circondato da nastri bianchi. Quando Hermes lo usò per separare due serpenti che lottavano, ecco che i nastri si trasformarono in serpenti. E le ali sul caduceo sono un riferimento ai sandali volanti del dio.
Hermes diventa Mercurio – Nella mitologia romana Hermes divenne il dio Mercurio. Anche costui era un messaggero degli dei, capace di guidare le anime negli inferi. Ma era anche il dio del commercio, dei guadagni, dell’eloquenza, dei viaggiatori, della fortuna, dei confini, dei ladri, dell’inganno e della divinazione.




